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La sensazione è che manchi un progetto d’insieme e una visione complessiva sulla portualità. Ed è una sensazione “bipartisan” quella emersa ieri nel corso della quinta commissione provinciale (Ambiente, Ecologia, Caccia) convocata a Mestre dal presidente il consigliere Diego Vianello per esaminare le integrazioni al progetto relativo alla realizzazione di una piattaforma d’altura al largo della bocca di Malamocco (il cosiddetto Terminal plurimodale off-shore). Tanto da destra, che da sinistra si chiede di verificare la compatibilità del terminal con i progetti del Porto, anche alla luce del dibattito sulle grandi navi. In commissione si è parlato di impatto ambientale e sulla pesca del terminal. Serena Ragno (Pd) ha sottolineato che «dopo questa presentazione tecnica, credo sia necessario fare una valutazione politica. Ritengo che continui a mancare una visione integrata di tutta la portualità. Abbiamo ad esempio l’urgenza di definire la questione del passaggio delle grandi navi, di dove dovranno passare e fino a dove dovranno arrivare». Per Pietro Bortoluzzi (Fratelli d’Italia) «una visione d’insieme è indispensabile. Il canale dei petroli è molto trafficato: c’è un passaggio diportistico frequente, c’è il collegamento acqueo col litorale del Lido, Chioggia e Pellestrina. Bisogna riflettere su quale compatibilità ci sia tra il progetto, la sua attuazione e il rientro economico effettivo dell’opera. Bisogna valutare anche gli impatti del Mose.».
Ha chiuso i lavori il presidente Diego Vianello «Prendiamo atto delle integrazioni apportate al progetto. Ci riserviamo di analizzarle dopo aver acquisito le aggiunte introdotte, per esprimere una valutazione politica su questo progetto ancora in via di definizione».

 

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