Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gestione rifiuti, sul nullaosta regionale. Undici deputati M5S “interrogano” il ministro dei Beni culturali.

La querelle riguardante l’adeguamento dell’impianto di gestione rifiuti Cosmo di via Mestrina sbarca alla Camera dei Deputati. Undici onorevoli del Movimento Cinque Stelle, infatti, hanno presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro dei Beni culturali Massimo Bray (di recente a Venezia per l’inaugurazione della Biennale) chiedendo se fosse a conoscenza del nulla osta concesso dalla Regione al progetto. I grillini, primo firmatario il miranese Emanuele Cozzolino, nel documento fanno propri i dubbi che i comitati per l’ambiente di Noale e Salzano in questi anni hanno espresso in tutte le salse, tra assemblee e manifestazioni, sottolineando come l’adeguamento tecnologico permetterà allo stabilimento di «realizzare nuovi locali, installare un nuovo ciclo di lavorazione e dei nuovi silos» per lo stoccaggio di 153 tipi di sostanze (tra cui rifiuti tossici e non). L’ok da palazzo Balbi è arrivato a fine febbraio, dopodiché i lavori di adeguamento dovranno iniziare entro dodici mesi dalla pubblicazione della delibera. La messa in esercizio provvisorio dell’impianto invece dovrà avvenire entro tre anni dalla data di avvio degli interventi. Quindi entro quattro anni il piano dovrà essere almeno in larga parte esecutivo.

«L’impianto – si legge nell’interrogazione – sorge su un terreno sottoposto a vincolo ambientale, essendo limitrofo al fiume Marzenego, e l’ampliamento andrà a occupare in misura ancora maggiore l’area che costeggia il fiume, di proprietà del comune di Noale, nonché area urbanistica di rispetto ambientale con previsione di area a parco urbano».

Per questo motivo dai dirigenti dell’impianto era stata presentata una istanza di autorizzazione paesaggistica (il cui esito sarebbe stato vincolante). Istanza approvata dalla direzione regionale del ministero per i Beni culturali e paesaggistici a settembre 2012. Su questo punto, però, il Movimento Cinque Stelle vuole vederci chiaro:

«Il ministro ci dica se tutte le normative in materia di tutela del paesaggio sono state rispettate».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui