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Nuova Venezia – Il distretto del Brenta batte la crisi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

lug

2013

L’export salva il polo della calzatura. Badon: «Altro che cinesi, la concorrenza sleale viene dagli italiani»

PADOVA – Dire che la Grande crisi non li sfiori è una sciocchezza, però loro sanno come resistere e guardare al futuro. La formula magica è esportare il più possibile, puntando sul brand e sull’Italian style. Il Distretto Calzaturiero della Riviera del Brenta tiene botta, lo dimostrano le 554 aziende attive aderenti all’Acrib che hanno chiuso il 2012 con appena poche unità “produttive” che hanno dovuto arrendersi ai morsi della crisi.

Un comparto che conta ancora 10.162 addetti e una produzione pari a 19,4 milioni di paia di scarpe, esportate per il 91% per un fatturato che lo scorso anno ha toccato l’1,6 miliardi di euro.

«Siamo ancora una corazzata – ha detto orgoglioso il presidente dell’Acrib Siro Badon – perché nonostante la crisi rappresentiamo più del 50% del settore calzaturiero in Veneto e il 10% di quello italiano. Ci confermiamo il primo esportatore della provincia di Venezia, così come non dimentichiamo che il Veneto rimane la prima regione italiana per quanto riguarda l’esportazione di calzature».

Tutto bene quel che finisce bene? Macché: lo Stato li abbandona al loro destino, gruppi industriali italiani al Sud fanno concorrenza sleale costringendoli addirittura a dire che

«non sono i cinesi a farci paura, ma chi ci rema contro in casa nostra»,

punge sempre il leader dell’Acrib. Che poi tuona:

«Se non fosse per le esportazioni, con il governo che se ne infischia delle nostre richieste avremmo già chiuso i battenti da un pezzo».

Si è svolta in questo contesto, ieri pomeriggio all’Hotel Sheraton di Padova, l’assemblea generale dell’Associazione Calzaturifici Riviera del Brenta davanti a circa 150 associati, che dapprima hanno applaudito alla premiazione di Franco Ballin e Gianni Massarotto, due imprenditori che hanno fatto la storia della calzatura della Riviera del Brenta, quindi sono entrati nel cuore dei problemi legati alla crisi del settore attraverso il faccia a faccia creato dalla tavola rotonda alla quale hanno partecipato lo stesso Badon, l’assessore regionale Maria Luisa Coppola, il presidente di Confindustria Padova Massimo Pavin, il segretario generale aggiunto di Femca Cisl Sergio Spiller e Matteo Zoppas, leader di Confindustria Venezia. In sala c’era anche il presidente di Confindustria Veneto Roberto Zuccato. A chiudere il cerchio dell’assise ci ha pensato Valeria Fedeli, vicepresidente pd del Senato: «L’Acrib è sinonimo di qualità e innovazione ed è necessario un serio impegno della politica per introdurre regole di reciprocità nei mercati internazionali, per garantire serie ed eque relazioni commerciali e combattere la concorrenza sleale che subiscono le nostre produzioni».

Massimo Nardin

 

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