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IL RICORSO DEL COMUNE

Sarà discusso il 1° agosto dai giudici amministrativi del Tar Veneto il ricorso con il quale il Comune di Venezia ha impugnato – chiedendone l’annullamento – la delibera della giunta regionale che ha autorizzato il progetto di revamping dell’impianto di ricondizionamento rifiuti speciali e pericolosi della Alles-Azienda lavori lagunari escavo smaltimenti Spa, a Malcontenta. Un intervento contestatissimo dal Comune che – come anche la Provincia di venezia – aveva dato parere negativo al progetto: nella prima camera di consiglio, i giudici dovranno decidere se concedere o meno la sospensione dell’autorizzazione, in attesa di decidere nel merito del ricorso. L’impianto è stato autorizzato dalla Regione – con delibera 488 del 10 aprile – a bruciare 180 mila tonnellate di rifiuti annui al posto delle attuali 100 mila. È stata aumentata anche la tipologia di rifiuti da bruciare che passano da 20 tipi a 70. Nel motivare il ricorso, l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin ha parlato di

«ragioni inestirpabili di preoccupazione e di opposizione: l’abnorme aumento dei codici, cioè del tipo di rifiuti trattabili, la loro provenienza dall’intero mercato globale dei rifiuti, come certifica l’autorizzazione, e la modifica autoritaria del Piano regolatore di Marghera».

Secondo Bettin

«grazie ad essa Porto Marghera rischia di diventare la pattumiera dei rifiuti tossici e nocivi di tutta Italia se non d’Europa e oltre. Ne deriverebbero un duro impatto sull’ambiente e sulla salute, uno stravolgimento delle linee di evoluzione dell’area che comporterebbe un vantaggio occupazionale minimo a fronte di un allontanamento delle attività sostenibili ambientalmente e competitive e innovative».

(r.d.r.)

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