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Su Palais Lumière, nessun incontro tra l’amministratore delegato di Concept Créatif Pierre Cardin, Rodrigo Basilicati, e i consiglieri comunali. A comunicarlo ieri in commissione è stato il presidente Ennio Fortuna (Udc), diffondendo copia della lettera di recesso dalla bozza di accordo di programma e di una e-mail in data 5 luglio, dove l’avvocato Sandro De Nardi comunica l’indisponibilità di Basilicati a partecipare alla riunione.
Precisando che la lettera del 28 giugno a Comune e Regione «reca le motivazioni che – suo malgrado – hanno indotto la Società a esercitare il recesso» («la constatazione che neppure alla scadenza del primo semestre 2013 è stato possibile concludere la procedura amministrativa e ottenere una formale e condivisa approvazione, né ad oggi è possibile fare alcuna attendibile previsione per il futuro», il vincolo paesaggistico del ministero e la scadenza dei termini di efficacia dei contratti), il legale ha ribadito l’intenzione di sporgere querela «per le affermazioni false e denigratorie rese da talune persone». Invitando Fortuna a contattare in futuro solo lui.
Il vicedirettore Luigi Bassetto ha spiegato che «il Comune ha fatto il possibile perché l’operazione andasse a buon fine», aggiungendo che «fino al 28 giugno non era emerso alcun segnale contrario. Tanto da spingere all’inserimento nel bilancio di previsione dei primi 20 milioni per l’acquisto dei terreni».
Tesi sostenuta dai consiglieri Rosteghin, Capogrosso e Trabucco (Pd). Concordi, ma più polemici, Giordani (Psi) e il presidente Fortuna, che hanno sottolineato come Venezia sia «una città seria», e Palais Lumiére «un’opera grande e complessa, non certo la capanna dello zio Tom». Mentre Boraso e Scarpa (Impegno e Misto) hanno chiesto «come si possa inserire in bilancio una cifra simile ad accordo non ancora raggiunto». E Campa (Pdl), ha sollecitato al sindaco «chiarimenti sul che fare. Anche per eventuali atti conseguenti, a tutela dell’immagine e delle spese sostenute». (v.m.c.)

 

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