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La vicepresidente degli albergatori “demolisce” la teoria dell’indotto per tutti.

Mozione di “In Comune” contro il no al garage in Marittima evocato da Costa.

VENEZIA. Dal traffico crocieristico, solo “briciole” di indotto alla città. A dirlo, però ieri nell’audizione in Commissione consiliare legate all’estromissione delle grandi navi del Bacino di San Marco, non gli ambientalisti di turno, ma la vicepresidente dell’Associazione veneziana albergatori Stefania Stea, che ha di fatto smontato quelle che sono abitualmente le argomentazioni della Venezia Terminal Passeggeri e della stessa Autorità Portuale veneziana che legano appunto al flusso dei crocieristi importanti ricadute economiche e occupazionali per tutta la città.

«Secondo i dati forniti anche dall’Ente bilaterale del turismo – ha detto la vicepresidente dell’Ava – solo il 3,8 dell’occupazione alberghiera in città si deve ai turisti legati alle crociere, che in genere si fermano al massimo una notte e alloggiano sulla stessa nave o arrivano in albergo. L’impatto dei crocieristi è inoltre del 6 per cento sul commercio, del 13,5 per cento sui trasporti e del 37 per cento sulla cantieristica. Per cui, ad avvantaggiarsi maggiormente è la stessa portualità e la manodopera interessata riguarda soprattutto lavoratori extracomunitari, non veneziani».

L’altro punto su cui Stefania Stea ha “battuto” nella sua relazione è stata anche la scarsa qualità ai fini della città dei turisti che sbarcano dalle navi da crociera.

«Sono assolutamente equiparabili ai turisti “giornalieri” che arrivano dalla terraferma – ha spiegato – non vanno a visitare mostre e musei, si fermano poco e dopo aver visto San Marco se ne vanno. Anche i pochi che si fermano un albergo, spendono solo un terzo degli abituali frequentatori dei nostri hotel: 108 euro contro 324. Non si può dire che un indotto crocieristico non esista, ma certo è piuttosto modesto per le sue ricadute sulla città e va sicuramente riqualificato. Altra cosa sono gli yacht».

Ma la Commissione consiliare di ieri è stata anche l’occasione per sollevare nuove polemiche, anche sulla base di quanto scritto dal nostro giornale, sullo scarso interesse del presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa a realizzare il nuovo garage alla Marittima, se le navi da crociera – che lo giustificherebbero – fossero spostate a Marghera o altrove. Il consigliere comunale Beppe Caccia (Lista “in Comune”) ha proposto ieri il testo di un ordine del giorno, da portare al voto al più presto lunedì 15 luglio, con cui pretendere che

«l’Autorità Portuale di Venezia pubblichi immediatamente il bando di gara per l’individuazione del soggetto imprenditoriale che deve realizzare il progetto del nuovo grande parcheggio alla Marittima».

«Sarebbe gravissimo se, come alluso dal presidente Costa durante l’audizione delle Commissioni consiliari – ha detto Caccia – l’Autorità Portuale tenesse congelato questo progetto, vincolandolo alla conferma dell’insostenibile traffico delle mega navi da crociera con arrivo al terminal della Marittima stessa. Si tratterebbe di un inaccettabile ricatto, senza precedenti nei rapporti tra enti e istituzioni della città. Stiamo parlando di un progetto, atteso da almeno dieci anni e oggetto di specifici accordi urbanistici tra Comune e Autorità Portuale, votati più volte dal Consiglio, che ha l’obiettivo di dare risposta, con i suoi oltre milleduecento posti riservati ai cittadini veneziani, alla domanda di posti auto a costi calmierati per i residenti. Stia dunque attento il presidente Costa a non sfidare, in nome e per conto degli interessi della lobby crocieristica, la pazienza di migliaia di cittadini che attendono una soluzione per il proprio diritto alla mobilità».

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Domani toccherà al sindaco Orsoni illustrare il suo progetto

Domani toccherà finalmente al sindaco Giorgio Orsoni scoprire le carte e mostrare in Commissione consiliare il progetto per l’estromissione delle grandi navi da crociera dal Bacino di San Marco, facendole arrivare direttamente a Marghera, passando attraverso il Canale dei Petroli. È il progetto che il sindaco dovrà poi portare a Roma il 25 luglio nella riunione già convocata dal Ministero delle Infrastrutture proprio per valutare le alternative al passaggio delle navi da crociera da San Marco. Un progetto che si oppone radicalmente a quello sostenuto dal presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa che prevede invece lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo come alternativa al passaggio dal Bacino di San Marco.

Sul tappeto anche il progetto dell’ex vicesindaco e parlamentare Cesare De Piccoli di creare invece un terminal in mare a Punta Sabbioni.

 

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