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Gazzettino – Ogm, stop alla semina del mais

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

lug

2013

AGRICOLTURA – Firmato un decreto che vieta in Italia la coltivazione del Mons810

In Friuli delibera apripista: sì al transgenico ma solo se esistono condizioni che ora non ci sono

Stop alla semina di mais Ogm. I ministri delle Politiche agricole, della Salute e dell’Ambiente hanno firmato un decreto che vieta in Italia la coltivazione del mais Mons810: la misura giunge dopo che nella stagione della semina si è scatenata una grande polemica in Friuli: l’agricoltore Giorgio Fidenato, forte di una sentenza della Corte di giustizia europea, su campi di sua proprietà a Vivaro e a Mereto di Tomba ha proceduto infatti alla semina di Mon810. Un bis, dopo che una precedente semina era stata fatta nel 2010, anche se non con tanto di annuncio e pubblico presente come nell’ultima occasione.
A confrontarsi in maniera accesa, in quei giorni, chi intende esercitare un diritto riconosciutogli dalla Corte europea e chi intende fare della ricca biodiversità regionale la bandiera per un ulteriore potenziamento dell’agroalimentare. Una faccenda che inevitabilmente ha superato i confini regionali per diventare affare nazionale.
Che dovesse intervenire il Governo a fare chiarezza a quel punto era stata la stessa presidente della Regione, Debora Serracchiani, a evidenziarlo, sollecitando un intervento del ministro delle Politiche agricole. Intervento che ieri è arrivato e che “vieta la sola coltivazione del maiS Mons810 in Italia, colmando un vuoto normativo dovuto alle recenti sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea” e vieta tale coltivazione “fino all’adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178/2002 e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi”. In sostanza, alla luce e nel rispetto della sentenza della Corte di giustizia della Ue del 6 settembre 2012 del 18 maggio 2013, aveva già avvertito il ministero, “il diritto di coltivare Ogm deve convivere con il diritto dello Stato di condizionare la coltivazione ad adeguate misure di coesistenza con l’agricoltura tradizionale e biologica”.
E proprio tale coesistenza il Friuli Venezia Giulia si è preoccupato di assicurare preparando in anticipo la norma che ogni regione ora deve varare in recepimento del dettato del decreto ministeriale. Nei giorni scorsi, infatti, la Giunta regionale ha predisposto un emendamento al disegno di legge sull’assestamento di bilancio (che arriva in Aula martedì) con il quale si modifica in senso restrittivo la legge regionale 5/2011 in materia di coesistenza tra colture tradizionali e organismi geneticamente modificati. “In sostanza – ha sottolineato il vice presidente della Giunta e assessore alle Politiche agricole, Sergio Bolzonello – in Friuli Venezia Giuila si potrà seminare prodotti Ogm, ma solo a determinate condizioni”. Condizioni che, ha aggiunto, “in questa regione praticamente non ci sono”. Per chi contravviene la norma, sanzione amministrativa da 5 mila a 50 mila euro e il corpo forestale regionale a occuparsi di rimuovere le condizioni che determinano l’inosservanza della legge.
Quanto al decreto di ieri, “ne prendiamo atto”, ha affermato Bolzonello, anche se “circa gli elementi di coesistenza non dà un’indicazione chiarissima e quindi potrebbe generare ulteriori impugnative”.

Antonella Lanfrit

 

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