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OLTRE 5 CENTIMETRI DI GRANDINE

Campi di mais e vigneti flagellati. E l’ultimo pescatore di fiume-Felice “Canarìn” ha perso nel Livenza tutta la sua attrezzatura.

Agricoltura in ginocchio, la grandine distrugge vitigni e mais. Addio ai raccolti tra le campagne di Concordia, Caorle e Portogruaro. La violenta grandinata ha distrutto i vigneti e il granoturco tra i campi di Viola, Giussago, Lugugnana, Sindacale, Cavanella e Marango. I danni sono incalcolabili tanto che, se i raccolti stagionali sono distrutti, per il prossimo anno sono compromesse le vendemmie.

«Sono stati letteralmente rasi al suolo da una grandinata mai vista – spiegano gli agricoltori della zona – purtroppo non recuperiamo nulla, ma le piante sono compromesse anche per la prossima stagione».

Intanto il sindaco di Concordia, Marco Geromin, ha perlustrato tutta la zona.

«Abbiamo già avviato l’iter per chiedere lo stato di calamità – spiega – Molte delle nostre aziende sono in ginocchio».

Se il maltempo si fosse abbattuto in un altro momento, il bilancio potrebbe essere stato ben più grave. Basta passare davanti all’asilo di Sindacale per capire che quel grosso albero che si è abbattuto sulla recinzione, avrebbe potuto provocare conseguenze gravi. Ne sanno qualcosa anche a Cavanella, dove il capanno allestito per la sagra del paese è volato via. Grave il bilancio per gli alberi sradicati, un centinaio in tutto il portogruarese. Moltissimi quelli finiti sulla provinciale “Jesolana”, che è rimasta bloccata per gran parte della giornata, con disagi in prossimità dell’incrocio per la Brussa. Caduto anche un grosso platano sulla curva “maledetta”» tra Marango e Sindacale, che in tanti anni ha segnato molte vite tra gli automobilisti.
Quella dell’altro ieri, a detta degli esperti, non è stata una tromba d’aria: si è trattato di raffiche di vento lineari che hanno sfiorato i 100 chilometri l’ora, investendo soprattutto il territorio tra Eraclea e Torre di Mosto. La nuova stazione meteo di Eraclea Mare, che a giorni sarà inaugurata nel centro di Educazione ambientale, ha avuto il suo battesimo del fuoco.

«Le raffiche di vento erano lineari – spiega Giorgio Pavan, responsabile della stazione meteo -, ma localmente si sono trasformate in vortici di polvere che hanno creato danni di una certa entità. Fenomeni che hanno colpito soprattutto la zona di Stretti».

Ma anche a Eraclea Mare si sono riscontrati danni non indifferenti.

«Oltre a cadere una serie di alberi in via Abeti – dice Giuliano Battistel, assessore comunale ai Lavori pubblici -, si è abbattuto un enorme albero nel parco del maneggio, danneggiando il fabbricato; sono stati abbattuti alberi in pineta, nel parco del Centro Ambientale e anche un grande pino all’Hotel Marilù».

A subire i danni maggiori è il pescatore delle acque interne Felice Gazzelli (detto “Canarìn”) che ha perso il bilancione di Boccafossa sul Livenza. L’enorme rete è volata sopra la casetta di comando, sradicando tiranti di acciaio e corde e lasciando nudi i tralicci. Un danno enorme proprio all’inizio del periodo di pesca con questo attrezzo, che potrebbe compromettere definitivamente la carriera del pescatore già messa a dura a prova dalle ultime piene devastatrici del fiume e ultimamente anche dal’invasione dei pesci-siluro.

(M.Cor.- M.Mar.)

 

Il maltempo sfregia le spiagge

Sono bastati pochi minuti per devastare una lunga fetta di litorale e per seminare la morte. Una grandinata così violenta erano anni che non si vedeva e il bilancio è drammatico. Un morto, decine di abitazioni e attività allagate, agricoltura in ginocchio e fuggi fuggi dei turisti. In meno di mezzora una tromba d’aria e una violenta grandinata hanno definitivamente segnato l’estate 2013 del litorale veneziano. Colpite Caorle, Eraclea e le campagne circostanti fino a quasi al confine con il Friuli Venezia Giulia. Poco dopo le 20 di giovedì, una vera bomba d’acqua è caduta sul Veneto orientale, provocando gli allagamenti. Tra le vittime Renzo Gusso, 65 anni, che al rientro a casa, alle porte di Caorle, si è ritrovato l’abitazione sott’acqua. Quando è sceso le scale per raggiungere la taverna è scivolato, battendo violentemente il capo sul pavimento, morendo sul colpo. In ginocchio gli agricoltori, con le coltivazioni spazzate via da una grandinata senza precedenti.

«Ci sono zone – spiega il presidente di CIA Venezia Paolo Quaggio – in cui la devastazione è totale: a Sindacale, Cavanella, Lugugnana e Torresella di Fossalta di Portogruaro i danni sono al 100%: le coltivazioni sono state spazzate via. Abbiamo registrato 60 millimetri di acqua in meno di mezz’ora. Grossissimi problemi anche a Caorle, San Gaetano e Giussago, per non parlare dei fabbricati agricoli e delle serre».

Almeno un centinaio gli alberi caduti, fra cui molti all’interno dei camping di Falconera a Caorle, che hanno distrutto quasi una quarantina di caravan dei vacanzieri. Il centro storico della cittadina marinara è rimasto imbiancato da una «coltre» di grandine. Solo l’intervento della protezione civile e dei vigili del fuoco, che hanno lavorato per tutta la notte, ha permesso di superare i primi disagi. Intanto i sindaci di Caorle e Concordia Sagittaria, Luciano Striuli e Marco Geromin, hanno chiesto al Governatore Zaia di dichiarare lo stato di crisi.

Situazione pesante anche nel Rodigino dove la tromba d’aria nel Delta del Po ha devastato il Lido di Barricata, uno degli angoli più belli e incontaminati del Polesine dove le spiagge sono immerse nella natura. Molta paura per i turisti, in particolare quelli – soprattutto stranieri – del Villaggio Barricata. Pioggia e vento hanno iniziato a sferzare tutto il comune di Porto Tolle verso le 23, trovando il culmine intorno all’una quando il fortunale si è abbattuto sulla spiaggia principale di Barricata, mentre la vicina spiaggia “delle Conchiglie” non ha subito danni.
I venti hanno procurato qualche problema, ma soprattutto molto spavento, al Villaggio Barricata (attualmente con circa 1600 occupanti) dove sono intervenuti Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia. Tanto spavento nella splendida struttura popolata da numerosi turisti del Nord Europa, in particolare tedeschi e olandesi. Diversi alberi sono stati abbattuti dalla forza del vento e alcune tende dei villeggianti hanno ceduto. Ma la situazione è ben presto rientrata nella normalità.
Ieri gli operatori balneari della spiaggia di Barricata si sono trovati di fronte una scena straziante. Un vera e propria devastazione. Pedalò volati via, lettini ammucchiati, strutture ricettive di bar e ristori scoperchiate, torretta dei bagnini abbattuta, servizi pubblici distrutti. Insomma, un bel danno alla vigilia del fine settimana, ma con tutti al lavoro sin dalle prime ore del mattino per permettere la migliore accoglienza possibile dei turisti.

Marco Corazza – Luca Crepaldi

 

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