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MIRA – Approvato in provincia il Piano alle acque del Comune di Mira, che vuole essere uno strumento efficace per fermare allagamenti e dissesti idrogeologici su tutto il territorio comunale. Nell’occasione sono stati resi noti dati davvero indicativi della situazione mirese sotto questo profilo. Il consorzio di bonifica competente in questo territorio è Acque Risorgive. Per quanto riguarda la rete minore e la rete della fognatura bianca , il deflusso delle acque meteoriche nel territorio comunale avviene in parte in modo naturale (16%), in parte in modo meccanico (35%) e nella maggior parte del territorio in modo alternato (49%). I sottobacini principali individuati dal consorzio di bonifica sono: Brentasecca, conche di navigazione, idrovia, idrovore di Lova e Dogaletto, canali Lusore, Pionca. La rete idrografica è direttamente gestita dalla Regione e dal consorzio di bonifica per quanto riguarda fiumi e canali principali. Per i corpi idrici minori, quali capifossi, fossi e scoline, sono gestiti da Comune, Provincia e soggetti privati. Il Piano delle Acque individua e caratterizza il sistema della rete minore e della fognatura bianca associando le relative competenze per una corretta gestione delle stesse. «Con il Piano delle Acque», spiega l’assessore all’ambiente Maria Grazia Sanginiti, «è possibile l’individuazione delle principali criticità legate alla rete minore e alla fognatura bianca e gli interventi necessari per la loro risoluzione». Il piano delle Acque di Mira ha avuti anche altri contributi. Nel 2013 infatti il comitato “Cittadini Attivi Mira” e la lista civica “Mira Fuori del Comune” hanno presentato un contributo alla realizzazione del Piano delle acque con un’indagine su importanti porzioni di territorio comunale soggette a frequenti allagamenti. «Nel nostro territorio», ha detto il sindaco Alvise Maniero, «molti fossi sono stati tombinati nella folle urbanizzazione degli anni scorsi. Per questo abbiamo attuato diversi approcci al problema. Una ventina di giorni fa abbiamo completato la rilevazione delle caditoie e dei tombini di tutti i punti del bacino idraulico. Abbiamo potenziato e automatizzato pompe idrovore con un intervento di 40 mila euro. Abbiamo curato alcuni interventi di asporto rifiuti abbandonati in prossimità di ponti che ostruivano i corsi d’acqua Pionca, Serraglio e Tergolino. Abbiamo aumentato da 12 mila e 35 mila euro lo stanziamento per le manutenzioni dei fossi». (a.ab.)

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