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Gazzettino – Castelfranco. Via Lovara, un’altra guerra

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

lug

2013

L’APPELLO – Volevamo confrontarci con Muraro e Zaia: inutile

LA POLEMICA – Il comitato “No Ecomostro” contro il Comune: «Non ascolta i cittadini»

Ultimato l’iter per trasformare il terreno in area industriale: procedura sotto accusa

LA ZONA – Via Lovara e il terreno che il Comune intende mettere in vendita

È di nuovo guerra sul terreno tra via Forche e via Lovara al centro di polemiche alla fine dell’anno scorso. Ora che l’iter per trasformare in completamente industriale i 120mila metri quadrati di terreno in cui si pensava potesse insediarsi una cartiera è quasi ultimato, il Comitato No Ecomostro torna a farsi sentire. I cittadini contrari – erano state raccolte oltre 3mila firme – vogliono essere ricevuti dal governatore del Veneto Luca Zaia e dal presidente della Provincia Muraro, cui hanno già scritto.

«Siamo contrari alle modalità con cui l’amministrazione comunale sta procedendo alla trasformazione e vendita del terreno – fanno sapere dal Comitato No Ecomostro – Per questo, dopo aver constatato la totale indifferenza al confronto con la cittadinanza, ci siamo rivolti a Regione e Provincia, affinché svolgano un ruolo attivo di promozione al dialogo con il Comune, e alle categorie sociali ed economiche perché esprimano un giudizio attivo e competente sulle modalità con cui tale operazione viene condotta».

Mancano solo un ultimo passaggio in consiglio comunale ed il parere della Provincia per modificare il Pat ed approvare definitivamente la variante. Il Comitato si sta muovendo su vari fronti. Quello politico, finora senza avere risposte:

«Il 28 giugno abbiamo inviato una richiesta di audizione per un confronto sul tema al presidente Muraro e al presidente Zaia informandone il sindaco, ma l’appello ad oggi non ha avuto alcun riscontro».

Quello della gente e delle associazioni, con cui forse andrà meglio:

«L’8 luglio abbiamo contattato, via mail, 23 tra associazioni, categorie sindacali ed economiche e comitati locali per richiedere la loro solidarietà e disponibilità ad un eventuale confronto su un tema così importante per il futuro della nostra città».

«Si sta imponendo un’ipoteca enorme per le future generazioni – chiudono dal comitato – Sembra l’acquisto di un «derivato finanziario», che in questo caso potremo chiamare tranquillamente «derivato urbanistico produttivo». Finora sono arrivate solo generiche promesse di lavoro, con l’unico vero obiettivo di rimpinguare le casse comunali. Ma ci chiediamo a che prezzo?».

Matteo Ceron

 

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