Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

I COMITATI DEL TERRAGLIO

«Rischiamo un disastro come in Canada»

L’inchino che il comandante Schettino ha fatto fare alla sua nave arenata davanti all’isola del Giglio ha girato il mondo e a Venezia ha provocato un’ondata di reazioni contro le grandi navi che passano in bacino di San Marco. Allo stesso modo le immagini del deragliamento del treno con 73 vagoni carichi di petrolio grezzo nel centro della cittadina di Lac-Megantic in Canada hanno fatto il giro delle televisioni mondiali, e gli abitanti della zona del Terraglio le hanno viste con il cuore in gola immaginando cosa potrebbe accadere di simile se la linea ferroviaria dei Bivi venisse davvero riaperta per farci passare i convogli dell’alta capacità per le merci, a 5 o 10 metri di distanza dalle abitazioni.

«Nel Quebec ci sono almeno 80 dispersi nel violento incendio sprigionato dall’esplosione di vagoni-cisterna. Diversi dei circa 40 edifici completamente distrutti nell’esplosione ospitavano bar, e in uno di essi c’erano almeno 50 persone – commentano i portavoce dei comitati Cobiter, Cocit e associazione Terraglio e Dintorni -. Anche qui a Mestre basterebbe un carico pericoloso, un vagone che deraglia e avverrebbe l’irreparabile, con tutte le conseguenze che comporterebbe in vite umane, danni incalcolabili e disastro ambientale successivo. Vogliamo quindi ribadire la pericolosità del progetto dei Bivi e la necessità di dettagliati esami e valutazioni, per prevenire disastri del genere».

(e.t.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui