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In vista del vertice del 25 luglio a Roma sulle grandi navi – con i ministri Lupi e Orlando che hanno chiesto a Comune, Porto, Magistrato alle Acque, categorie la presentazione di accessi alternativi al transito in Bacino San Marco – il deputato 5 stelle Marco Da Villa ha reiterato un’interrogazione rivolta ai ministri di Ambiente, Infrastrutture e Sviluppo economico. Il deputato chiede che accanto agli armatori (favorevoli al progetto del porto di escavo del Canale Contorta dell’Angelo) sia presente anche un rappresentante del comitato No GrandiNavi-Laguna Bene Comune” e che tra le ipotesi vagliate sia compresa quella “do nothing”, ovvero, applicare il decreto Clini-Passera così com’è, lasciando fuori dalla laguna tutte le navi oltre le 40 mila tonnellate.

«Sarebbe auspicabile l’adozione da parte del ministero di un mix delle soluzioni al fine di tutelare i posti di lavoro al porto», osserva il deputato mestrino, «ma, contemporaneamente, tutelare il prezioso ecosistema lagunare e quindi progressivamente spostare tutto il traffico navale non compatibile con la laguna»,

come prevede la legge speciale anche per il traffico petrolifero, sin dal 1984. Quanto alla «non troppo velata minaccia» – osserva M5s – fatta dal presidente del Porto, Paolo Costa, di non realizzare l’atteso parcheggio multipiano (con hotel e centri commerciali) in Marittima, il movimento

«ricorda agli smemorati, che l’area dell’ex scalo ferroviario è stata dismessa dal Porto e quindi dovrebbe essere restituita al Comune come già segnalato nella precedente legislatura da un’interrogazione del senatore Casson. Inoltre la realizzazione di un maxi parcheggio stride fortemente con la politica, tanto strombazzata a parole, di dissuasione dall’arrivo del traffico automobilistico a piazzale Roma».

Tornando alle grandi navi, il Pd sostiene il sindaco Orsoni nell’annunciata volontà di andare a Roma con la richiesta di applicare – osserva il capogruppo Borghello –

«il decreto Clini-Passera, allontanando da subito le navi superiori ai 300 metri e dirottandole sullo scalo di Marghera, in attesa di prendere una soluzione condivisa, che a nostro giudizio potrebbe essere lo scavo del Canale Vittorio Emanuele, da Porto Marghera verso la Marittima».

(r.d.r.)

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