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Nuova Venezia – Treni piu’ lenti di quarant’anni fa

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

lug

2013

PETIZIONE CON 250 FIRME DEI PENDOLARI

Care, lente locomotive. O care, vecchie littorine. Ebbene sì, i pendolari da Vittorio Veneto a Venezia le rimpiangono. E il motivo è davvero singolare: erano più veloci dei moderni convogli. Fra Vittorio Veneto e Venezia la distanza è di 71 chilometri. Oggi viene percorsa in un tempo che oscilla fra un’ora e 11 minuti e un’ora e 18. Presto arriverà l’orario cadenzato, quello tipico di una metropolitana, quindi a rigor di logica il viaggiatore dovrebbe risparmiare tempo. Invece per fare quei 71 chilometri impiegherà un’ora e 31 minuti. Ovvero 45 chilometri all’ora. Sapete quanto ci impiegava la littorina nel 1975? Un’ora e 2 minuti. Forse solo qualche minuto in più la locomotiva a carbone dei tempi precedenti. «Adesso basta», protestano i pendolari. Riuniti in Comitato tra Belluno, la Conca dell’Alpago e Vittorio Veneto, hanno preso carta e penna, o meglio il computer, e hanno scritto la loro rabbia («giustificata» come ammette l’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso) a Regione, province, comuni, sindacati. Non ai dirigenti delle Ferrovie dello Stato «perché le loro risposte, fino ad oggi, sono state di un’inconcludenza unica». La petizione è accompagnata dalla firma di 250 pendolari, che sono poi coloro che mantengono in vita quotidianamente la linea. Lo scritto contiene parole d’indignazione. Ma ad indignare sono i fatti. Il treno che parte oggi alle 17.34 da Venezia arriva a Vittorio Veneto in un’ora e 17 minuti, quando non trova ostacoli. Nel 1975 il treno delle 17.41 impiegava un quarto d’ora di meno, cioè un’ora e 2 minuti. Attenzione, però, quello cadenzato in arrivo avrà un tempo di ben un’ora e 31 minuti. Il motivo? A Conegliano si cambia treno e l’attesa in media è di 18 minuti.

Tutti i treni di oggi sono comunque migliori di quelli cadenzati. Il primo convoglio del pomeriggio per Vittorio Veneto, alle 15.44, impiega un’ora e 18 minuti e spesso i viaggiatori non trovano posto. Quello delle 19.36 percorre i 71 chilometri in un’ora e 11 minuti. Nel 1975 il convoglio delle 17.41 da Venezia arriva a Ponte nelle Alpi in un’ora e 38 minuti, oggi quello delle 17.34 non impiega meno di un’ora e 52 minuti, il prossimo treno cadenzato supererà ogni record: due ore e un minuto, ovvero una media oraria di 48 chilometri orari. Sembra a causa di quel supplemento di 18 minuti da consumare a Conegliano. «Si tratta di tempi enormi, addirittura imbarazzanti», lamentano i pendolari nella loro missiva, «se rapportati su base settimanale, mensile e annuale: circa tre ore di vita sottratte ai pendolari della settimanale, 12 ore a quelli mensili, non si contano i giorni a chi viaggia in treno, lungo questa tratta, tutto l’anno. Si tratta di salute rubata perché c’è un limite alla nostra capacità di sopportazione. I tempi spesi nei convogli ferroviari sono tempi sottratti al riposo». Ecco, pertanto, le prime richieste. Treni fruibili e tempi di percorrenza adeguati. «In particolare» concludono i pendolari «chiediamo di poter fruire sia al mattino che alla sera di almeno due treni diretti, che siano umanamente sostenibili. E non da Far West».

 

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