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CONTROMOSSA IN CONSIGLIO

TRIESTE – Il Friuli Venezia Giulia sarà la prima regione ad avere una norma di salvaguardia per tutelare le tipicità. Il Consiglio regionale ha dato ieri il via libera all’emendamento dell’assessore alle attività produttive Sergio Bolzonello per evitare la presenza involontaria di Ogm nelle colture convenzionali e biologiche. L’inosservanza delle nuove regole comporterà una sanzione che va da 5 a 50 mila euro. Vengono così introdotte norme più restrittive secondo le quali la semina di Ogm sarà consentita ma solo a determinate condizioni, «aprire alla coesistenza – ha detto in Aula Bolzonello – è l’unico modo per bloccare la coltivazione di Ogm che in Friuli Venezia Giulia non è gradita». L’emendamento introduce la formula del regolamento regionale che sarà approvato in via preliminare dalla Giunta sentito l’apposito tavolo tecnico ma che sarà emanato solo dopo l’esame da parte della Commissione europea. Consentite invece le emissioni di Ogm a fini sperimentali, purchè autorizzate secondo direttiva comunitaria. «Diamo così risposta ad una criticità legata ai prodotti del territorio – commenta il capogruppo del Pd Cristiano Shaurli – al fine della loro tutela e valorizzazione». Se pur non strettamente contingente all’assestamento di bilancio 2013 in fase di approvazione, «si tratta di una scelta di fondo, abbiamo ritenuto importante essere i primi in Italia ad adottare una norma che tuteli il territorio». La norma sarà operativa fin da subito, con l’approvazione della manovrina estiva.

Elisabetta Batic

 

PORDENONE Sentenza del giudice chiude una lunga vertenza, ma resta il problema della coesistenza di coltivazioni

Non è reato seminare mais Ogm

Assolto l’imprenditore agricolo Giorgio Fidenato che aveva piantato una varietà geneticamente modificata

Non è reato seminare mais “Mon810″, la varietà Ogm della Monsanto. Dopo tre anni di battaglie legali, il Tribunale di Pordenone ieri mattina ha assolto l’imprenditore agricolo friulano Giorgio Fidenato. Quella del giudice Rodolfo Piccin è una sentenza annunciata, emessa nel solco dell’ordinanza con cui la Corte di giustizia europea lo scorso maggio ha bocciato l’Italia, ribadendo che non c’è bisogno di autorizzazioni per coltivare le sementi già approvate dall’Ue. Fino all’ultimo le sei parti civili – Coldiretti, Regione, Provincia, Codacons regionale e nazionale, Slow food – hanno tentato di rovesciare il processo. Ieri le repliche in extremis dell’avvocato Andrea De Col (Provincia) hanno inutilmente cercato di spostare il problema sulla Corte Costituzionale. «L’ordinanza dei giudici europei – ha detto – lascia il vicino di campo senza tutela, rischia di produrre qualcosa che non ha mercato». Si sono associate anche le altre parti civili, ma secondo la legge l’imputato non ha commesso reati.
Sono stati tre anni di battaglie fatte di ricorsi, processi, sequestri e campi devastati dagli ambientalisti. Dal 2011, fino a un mese fa, Giorgio Fidenato si è ritrovato con l’azienda agricola e il conto corrente sotto sequestro, provvedimenti adottati dalla Procura per impedirgli di coltivare mais Ogm e di acquistarlo, come aveva fatto nell’aprile del 2010 nei suoi terreni di Fanna e Vivaro. Il processo vinto ieri dal leader degli Agricoltori federati trae origine dall’opposizione a un decreto penale di condanna pari a 30 mila euro. L’avvocato Francesco Longo, sempre al fianco di Fidenato, sin dalle prime battute ha insistito affinchè fosse interpellata la Corte di giustizia europea. Il giudice ha però completato l’istruttoria e fatto discutere le parti. La Procura, alla luce di quanto emerso nel dibattimento, aveva chiesto l’assoluzione. Era lo scorso novembre. Quando il magistrato è uscito dalla camera di consiglio, ecco il colpo di scena. Non ha letto una sentenza, ma l’ordinanza con cui ha trasmesso gli atti alla Corte, interpellata per far chiarezza sul caso e, soprattutto, sui piani di coesistenza, che restano nonostante tutto ancora al centro della vicenda.
Fidenato ha affrontato il processo con il suo solito spirito battagliero, finendo persino espulso dall’aula per la sua esuberanza. Ora pensa a come impugnare il decreto interministeriale anti Ogm dei giorni scorsi e contrastare le norme introdotte ieri dal consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia sulle coltivazioni transgeniche.

Cristina Antonutti

 

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