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GRANDI NAVI E PROGETTI

CESARE DE PICCOLI – Portare le crociere al Lido libererebbe spazi proprio in Marittima

«Un futuro per yacht e barche di lusso»

Grandi navi fuori o ai bordi della laguna. E il terminal Isonzo 1 e 2 alla Marittima riutilizzato per navi da crociera minori e i collegamenti con Slovenia e Croazia, in base a un’idea progettuale che prevede la riconversione della darsena a porto turistico (barche a vela, yacht e mega-yacht), e il reimpiego degli edifici 107, 108, 109, 110 e 113 per l’insediamento di attività economiche. Oltre a un intervento di edilizia residenziale, e alla provocazione di un casinò in sostituzione di Cà Vendramin Calergi e di quello ipotizzato a Tessera.
Questa, in sintesi, l’ipotesi di reimpiego della Marittima illustrata ieri a Ca’ Farsetti da Cesare De Piccoli su invito di Nicola Funari e Renzo Scarpa, consiglieri comunali del gruppo Misto. Come per il suo progetto di spostamento dei giganti del mare alla bocca di porto di Lido, l’ex deputato del Pd ha precisato che «anche questo è solo uno studio di prefattibilità. Perché se si vuole spostare il porto, occorre avere idee precise su cosa fare dell’esistente, senza conseguenze negative per l’indotto e l’occupazione». Aggiungendo che le navi più piccole, «compatibili con bacino San Marco e il canale della Giudecca, rappresentano ad oggi il 9% del traffico crocieristico, ma coprono il 42% delle toccate. Mentre lo spostamento dei collegamenti con la Slovenia e la Croazia, consentirebbe la completa restituzione di San Basilio alla città».
Per il proponente, «l’intenzione è fare con 30 anni di ritardo quanto è stato fatto in tutte le città marittime. Senza risorse pubbliche, perché in presenza di buone idee, i capitali si trovano. Pubblici, invece, resterebbero il controllo dell’operazione e la gestione dell’area, attraverso accordi tra Comune e Autorità portuale».
A sostegno della sua idea, De Piccoli ha evocato «la riconversione del porto antico di Genova progettata da Renzo Piano». E le opportunità offerte «da edifici in ottime condizioni riconvertiti in sedi direzionali e spazi per il terziario avanzato e la ricerca».

 

SENZA CARBURANTI – Venti milioni per realizzare le banchine elettrificate

LA CRITICA «Dopo il Giglio, c’è stato un eccesso di emotività insensato per Venezia»

PEROCCHIO «Abbiamo speso 150 milioni. È l’unica attività in crescita»

LA REPLICA AL SINDACO  «Ci deve ancora dire dove vuole portare le navi a Marghera»

Vtp rilancia il potenziamento delle banchine e chiede: «Rivedere il decreto Clini-Passera»

Vtp, avanti tutta con le crociere  «Potenzieremo la Marittima»

Marittima, avanti con gli investimenti

Le polemiche sulle grandi navi infuocano l’estate veneziana, fortunatamente temperata dall’anticiclone delle Azzorre e Vtp, preannunciando “ferro freddo”, rischia di buttare benzina sul fuoco. A poco più di una settimana dal vertice romano con il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, Venezia Terminal Passeggeri, la società che gestisce le crociere a Venezia, ha presentato ufficialmente all’Autorità portuale veneziana (Apv) il progetto per il Cold ironing, vale a dire il sistema per far spegnere completamente i motori alle grandi navi quando arrivano in banchina, e per collegarle ad una presa elettrica, riducendo del 30% le emissioni di anidride carbonica (CO2) e di oltre il 95% gli ossidi di azoto. Detta così sembra semplice, in realtà il progetto costa 20 milioni di euro ed è realizzabile in 15 mesi per dare corrente a due navi e con la possibilità di estendere il cablaggio a tutti gli 8 bastimenti in Marittima.
Questa, appunto, è la seconda novità annunciata ieri dal presidente di Vtp, Sandro Trevisanato, l’avvocato che è al suo quarto mandato («con grande dispiacere delle opposizioni, ma questa è una delle poche attività in crescita a Venezia e la ritengo un’opera meritoria da portare avanti»). Trevisanato, affiancato dall’amministratore delegato Roberto Perocchio, e dal nuovo ad Michele Cazzanti, che si occupa di gestionale e finanza lasciando libero Perocchio di seguire le sempre più numerose partecipate, ha detto che per la primavera dell’anno prossimo, oltre a spostare i traghetti nel terminale delle autostrade del mare a Fusina, e quindi a togliere metà dei passaggi attuali di grosse imbarcazioni in bacino di San Marco (scendendo da 1300 l’anno a 650, e con il canale Contorta Sant’Angelo verranno ancora dimezzati), saranno pronti gli ultimi due fabbricati ristrutturati, il 109 e il 110, che costituiranno la settima e l’ottava stazione passeggeri della Marittima: «Con 14 milioni di euro completiamo il lavoro iniziato nel 2001 e che ha portato ad investire già 150 milioni di euro per trasformare uno scalo commerciale in uno dei più belli, efficienti e completi porti crocieristici al mondo, unico nel suo genere con 8 approdi contemporanei per grandi navi. Come avere otto piccoli aeroporti».
Vi pare che un presidente che fa discorsi del genere abbia anche solo mezza intenzione di abbandonare Venezia? Se ci si aggiungono le attività di espansione di Vtp fuori Venezia, la gestione di 4 porti in Italia e le trattative per gestirne altri 8 tra estero e Italia, otteniamo «una multinazionale veneziana» alla conquista del mondo dei porti crocieristici: «If uou can’t beat them, join them», se non puoi batterli alleati con loro ha detto Perocchio spiegando che con pochi investimenti e la messa a disposizione di tutto il know how di cui Vtp dispone, la società si sta assicurando la partecipazione nella gestione di 12 porti e le relative entrate, che decuplicano da quando entra Vtp.
E spostare le navi a Marghera? «Al sindaco abbiamo chiesto dove, come, quando vuole mettere queste navi. Non ci ha dato risposta». E il progetto offerto dall’avvocato Vianello per il canale industriale Nord? «Non lo dico io ma l’Autorità portuale e la Capitaneria: i traffici commerciali e crocieristici sono incompatibili».
Però c’è il decreto Clini-Passera che impone di togliere le grandi navi dal bacino di San Marco. «L’Apv ci sta lavorando ma ad ogni modo a nostro avviso quel decreto è frutto dell’emotività seguita all’incidente della Concordia all’isola del Giglio, assolutamente immotivato per Venezia e le sue condizioni. Per questo abbiamo chiesto ufficialmente ai ministri di rivederlo».    

 

Lupi: «Qualsiasi soluzione venga proposta alle autorità marittime»

IN PARLAMENTO La risposta all’interrogazione del deputato veneziano Enrico Zanetti (Scelta civica)

Il ministro dei Trasporti: «Alternative gradite»

«Il 14 giugno scorso il problema grandi navi a Venezia è stato considerato un’emergenza. È stato convocato un tavolo tecnico per il 25 luglio per dare seguito al decreto Clini del 2012 che dispone il divieto di transito in Bacino San Marco e la valutazione delle alternative in merito a portata tecnica, la fattibilità, la certezza dei tempi per risolvere la vicenda nel breve-medio termine. Qualsiasi soluzione è gradita e invito l’onorevole Zanetti a presentarla ufficialmente alle autorità marittime deputate alla valutazione, nel rispetto di Venezia e del traffico crocieristico, una risorsa da non perdere».
Così ieri pomeriggio alla Camera il Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Maurizio Lupi ha risposto durante il Question time all’interrogazione del parlamentare veneziano Enrico Zanetti di Scelta Civica per l’Italia, che ha attirato l’attenzione su un progetto “sino ad oggi inspiegabilmente tenuta in scarsa considerazione nel dibattito tra istituzioni, quale quella del mantenimento dell’ingresso in laguna da San Nicolò e di approdo alla Marittima, ma con variante di percorso dietro la Giudecca”.
Una proposta, ha ribadito Zanetti nella sua interrogazione, meno costosa perchè il canale da scavare sarebbe più corto e meno impattante dal punto di vista ambientale di quelle sul tappeto attualmente. E il nuovo canale, allargato, potrebbe rappresentare una sorta di “tangenziale” lagunare, dedicata al passaggio delle grandi navi ma anche del trasporto passeggeri su imbarcazioni di stazza inferiore. E ha espresso il suo pensiero a proposito delle eventuali bonifiche da fare a Marghera, ha definito “suggestiva” l’ipotesi del porto off-shore e di altri progetti stratosferici più da inquadrare in un ottica di prosecuzione di grandi opere come il Mose che di massimizzazione dell’utilità per Venezia. Zanetti si è dichiarato soddisfatto della disponibilità dimostrata dal Ministro a prendere in considerazione la proposta e ha annunciato, di concerto con il coordinatore comunale del movimento Diego Vianello, che nei prossimi giorni Scelta Civica Venezia darà seguito all’iniziativa depositando documento formale alle competenti autorità.

Raffaella Vittadello

 

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