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LA PROPOSTA »CROCIERE A PUNTA SABBIONI

Il progetto: porticciolo per barche a vela e yacht, nuove attività economiche e residenza, sede della Città metropolitana

cesare de piccoli – Un’ipotesi strategica di lungo respiro che ho illustrato a sindaco e ministri. Dobbiamo avvicinarci alle grandi città europee

La Marittima? Se le grandi navi se ne vanno potrebbe diventare una fonte di ricchezza. E una grande opportunità. Con un porticciolo per barche a vela e yacht da 500 posti, le banchine degli aliscafi e delle piccole navi, la sede del nuovo governo della Città metropolitana, nuove attività economiche e residenza. Utopia? Cesare De Piccoli, ex vicesindaco e viceministro del governo Prodi è convinto di no. E ieri ha illustrato in municipio la sua proposta di riutilizzo, che va insieme allo spostamento delle grandi navi a Punta Sabbioni.

«Ipotesi strategica di lungo respiro», dice, «che ho già inviato al sindaco e ai ministri. Siamo già in grande ritardo, non possiamo più perdere tempo».

Sala piena ieri mattina a Ca’ Farsetti. Tra gli altri i consiglieri Ennio Fortuna (Udc), Renzo Scarpa e Nicola Funari (Misto), il presidente del comitato referendum Marco Sitran, associazioni e comitati.

«Abbiamo un’occasione storica», attacca De Piccoli, «se tutti convengono che le navi non devono più stare dentro le città, dobbiamo spostarle verso il mare. Come fanno ormai le grandi città costiere europee».

La soluzione ideale, ribadisce De Piccoli, è quella già presentata nel 2006 come alternativa del Mose – si sarebbero potuti rialzare i fondali di accesso al porto – e scartata dal governo.

Banchine galleggianti a Punta Sabbioni, fronte mare. Che fare allora della Marittima, destinazione di ingenti investimenti negli ultimi anni? Ecco la proposta, illustrata ieri con schede e slides. La Marittima liberata dalle grandi navi potrà ospitare al nuovo terminal Isonzo le navi fino a 40 mila tonnellate – previste dal decreto Clini-Passera e i collegamenti con Slovenia e Croazia, restituendo alla città l’area di San Basilio. Nei 90 mila metri quadrati di spazi acquei potrà trovare posto una grande marina di barche a vela e da diporto. Fino a 500 posti da affidare a un concessionario. Il Porto e il Demanio non dovrebbero spendere nulla, ma ci guadagnerebbero i canoni annuali. Negli altri edifici della parte ovest in ottimo stato potrebbero trovare posto nuove attività direzionali

(«per invertire la tendenza iniziata anni fa con il trasferimento delle Assicurazioni Generali», ricorda De Piccoli),

ma anche la nuova sede unica del Casinò, raggiungibile dalla città storica e dalla terraferma con disponibilità di parcheggi. E gli uffici della Città metropolitana. Infine la nuova edilizia residenziale, 34 mila metri quadrati da destinare a nuove case per ripopolare la città. Insomma, una «miniera d’oro». «Utopia? Sono sicuro che ministri, sindaci e presidenti pro tempore sapranno valutare i vantaggi di questa proposta», sorride De Piccoli. Il dibattito è aperto.

Alberto Vitucci

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Terminal ecologico, rifornimento da terra

L’annuncio della Vtp. Question time alla Camera: il ministro Lupi esaminerà le soluzioni alternative

Le navi a Punta Sabbioni e la Marittima agli yacht? Fantasie. Venezia terminal passeggeri stronca sul nascere la proposta alternativa per l’uso della Marittima. E si prepara a presentare al ministro Lupi, nell’incontro della settimana prossima a Roma, la sua proposta. Lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo. «Per realizzare un’altra via di accesso», spiega il presidente Sandro Trevisanato, «che resta per noi imprescindibile». Senso unico, dunque. E navi ridotte dalle attuali 1400 a 350 per lo spostamento dei traghetti a Marghera, che sarà operativo in primavera. Ipotesi che ha già sollevato la protesta del comitato Grandi Navi. Ma che Vtp, società concessionaria del traffico passeggeri, intende portare avanti. Ieri Trevisanato ha annunciato anche l’avvio del «cold ironing», il rifornimento da terra per le navi che dovrebbe evitare i motori accessi e il grande inquinamento quando sono in porto. «Lo facciamo adesso perché si liberano nuove aree», dice Trevisanato. Che ha anche annunciato l’espansione della società che ha acquistato partecipazioni in altri porti come Pola, Zara, Ragusa e Istanbul e gli italiani Cagliari, Catania, Brindisi, Ravenna. «A Ravenna abbiamo portato le navi da 9 a cento», dice Trevisanato, «il nostro lavoro tanto criticato in città viene apprezzato in Italia e all’estero». Quanto allo spostamento della Marittima, Trevisanato è categorico: «Dopo i soldi investiti e i restauri non possiamo smantellare un patrimonio del genere. Adesso abbiamo restaurato anche i magazzini 109 e 110, saranno l’ottava stazione. Dunque possiamo ricevere otto grandi navi contemporaneamente. Abbiamo la ferrovia, i parcheggi e le strade per i camion, il people mover e gli spazi. Non possiamo andar via. E ai nostri clienti dobbiamo garantire San Marco, il mercato lo richiede. Le navi sotto le 40 mila tonnellate sono il 10 per cento del traffico totale. Ieri sera all’hotel Amadeus assemblea sulle navi. Posizioni contrarie al passaggio davanti a San Marco. E anche soluzioni alternative, come quella lanciata dal deputato veneziano di Scelta civica Enrico Zanetti. «Le navi potrebbero entrare da San Nicolò e passare dietro la Giudecca, scavando il canale del Fasiol». New entry tra le proposte alternative che ha riscosso qualche interesse. Le altre, che il ministro delle Infrastrutture Lupi ha promesso di esaminare, sono quella del sindaco Orsoni (Marghera), del Porto (nuovo canale) e di De Piccoli (Punta Sabbioni).(a.v.)

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