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IL RESPONSABILE DELLO SVILUPPO ECONOMICO  «Il distretto è un modello da imitare»   Il ministro Flavio Zanonato ha definito il distretto calzaturiero come una realtà straordinaria e un modello da imitare per lo sviluppo.

L’IMPEGNO  «Difendere l’equilibrio e la reciprocità commerciale»

Uniti contro le importazioni selvagge

Il ministro Flavio Zanonato e il collega francese in visita nel distretto della Riviera del Brenta

«Una realtà straordinaria e un modello da imitare per lo sviluppo». Magari l’Italia fosse tutta così, cioè come la Riviera del Brenta che ieri ha visto la presenza dei due ministri dello Sviluppo Economico italiano e francese, ospiti dell’Associazione dei calzaturieri della Riviera e dell’azienda calzaturiera di Louis Vuitton di Fiesso d’Artico. Un tour tutto italiano per visitare alcuni dei 150 distretti italiani dove la crisi sembra quasi essere una sconosciuta, ma anche per lanciare un allarme sulla necessità di fronteggiare le importazioni dall’est asiatico.
A fare gli onori di casa all’Acrib di Stra per l’arrivo del ministro Flavio Zanonato e il collega d’oltralpe, Arnaud Montebourg, il presidente Siro Badon assieme a tutto lo staff associativo e gli imprenditori dell’industria calzaturiera della Riviera del Brenta, oltre ai sindaci di Stra e Fiesso d’Artico, Mario Collini e Andrea Martellato, il vice presidente della Confindustria di Venezia Vincenzo Marinese e il comandante provinciale dei carabinieri di Venezia, Massimo Masciulli. Il sindaco Mario Collini ha ringraziato il ministro francese per «la presenza di Louis Vuitton, il grande marchio d’oltralpe che ha creato ricchezza nel territorio», mentre Andrea Martellato, primo cittadino di Fiesso, si è detto «orgoglioso di avere nel suo territorio una azienda leader della moda nel mondo intero». Vincenzo Marinese, vice presidente della Confindustria di Venezia, ha sottolineato come «l’Expo 2015 sarà il prossimo banco di prova per il sistema produttivo italiano, un’occasione unica di rilancio e di crescita, nonché un test di tenuta di fronte a una platea internazionale che richiederà grande maturità».
Convenevoli a parte, il ministro Flavio Zanonato ha parlato del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta come «di un modello da imitare, perché senza il benessere generale non ci può essere giustizia sociale». E il ministro francese Arnaud Montebourg si è detto ammirato per il sistema produttivo radicato in questo territorio: «Francia e Italia proseguiranno assieme in un cammino per difendere l’equilibrio e la reciprocità commerciale, attraverso un’alleanza per combattere ad armi pari la questione import-export dei paesi dell’est asiatico».
La visita dei due ministri si è quindi conclusa all’azienda “La Manufacture de Soulier Louis Vuitton” a Fiesso d’Artico, dove il vicepresidente della società ha illustrato alla delegazione alcuni momenti della produzione calzaturiera d’eccellenza.

 

IL PRESIDENTE DEI CALZATURIERI  «Senza gli investitori stranieri sarebbe sparito tutto»

STRA – «Senza la presenza dei grandi gruppi internazionali, la sorte dell’attività calzaturiera dell’intero territorio avrebbe segnato il passo».  Insomma, se non ci fossero stati gli stranieri e i loro investimenti in Riviera, anche questo distretto sarebbe sparito. «Abbiamo una produzione annua che sfiora i 20 milioni di paia di calzature, un totale di 554 aziende (135 calzaturifici e 419 fabbriche della filiera) per oltre 10mila addetti – ricorda il presidente dell’Associazione calzaturieri della Riviera del Brenta, Siro Badon, durante l’incontro nella sede dell’Acrib di Stra con i ministri allo Sviluppo Economico di Italia e Francia -. L’intero sistema calzaturiero nel territorio della Riviera del Brenta produce un fatturato annuo pari a 1,64 miliardi di euro, con il 91% della produzione destinato all’export in tutto il mondo».
E aggiunge Badon: «Bisogna però tener presente che, oltre a numerose “private labels”, gran parte della produzione delle calzature soprattutto nel segmento alto-lusso è composto da un’attività manifatturiera che rappresenta tutte le più importanti griffes mondiali che hanno investito grossi capitali in Riviera del Brenta. È questo un connubio perfetto che il Consorzio dei Calzaturieri ha favorito, facendo avvicinare i mercati esteri attraverso un’attenta penetrazione commerciale. Senza la presenza dei grandi gruppi internazionali ci troveremmo in grosse difficoltà. Va però giustamente segnalato che tutto questo è reso possibile anche grazie alla insuperabile creatività lavorativa, tecnologica e innovativa della manodopera italiana».
V.Com.

 

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