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A PIEDI – Disservizi quotidiani e continui sulla linea Mestre-Padova: anche ieri proteste

Altra giornata no per il trasporto ferroviario veneto, paradossalmente all’indomani della presentazione in commissione regionale (tra le facili ironie dei pendolari) del nuovo orario cadenzato.
I problemi hanno riguardato in particolare la linea Mestre-Padova e ritorno, con ritardi e cancellazioni di convogli in qualche caso senza nessun avviso agli utenti, alcune centinaia e visibilmente imbufaliti. E’ accaduto in particolare col treno delle 13, proveniente da Verona e diretto a Venezia: nessuna indicazione particolare sul tabellone fino alle 13.10, quando appare il primo timido avviso di ritardo, 5 minuti: giusto in tempo per far perdere ai viaggiatori la possibilità di salire sul Frecciargento delle 13.09. Col tempo che passa (alle 13.19 il ritardo segnalato è di… 15 minuti) e in assenza di altre informazioni i passeggeri si rivolgono a due ferrovieri, che si attivano col telefono, lei a chiamare il treno (che non risponde), lui il centro operativo: che gli confida (segretamente, perchè l’avviso non viene dato ai passeggeri) che il treno è stato soppresso. E qui inizia la pantomina, perchè nonostante sia noto al fantomatico centro operativo che il treno non c’è più, il tabellone si sbizzarrisce con le segnalazioni dei ritardi: 25 minuti, poi 40, poi 45, fino alla cancellazione, ma solo alle 13,26. Inutile dire che i due treni successivi (Freccia esclusa) sono a loro volta in ritardo.
Degno coronamento di una giornata iniziata male: «Anche quello delle 8.55 da Mestre per Padova è stato cancellato – dice Alissa di Mogliano – Avevo un esame e ho dovuto prendere una Freccia, spendendo 20 euro». «A me è accaduto martedì – aggiunge Sara di Mirano – Due cancellazioni e 4 ore di attesa complessiva, tra Mogliano, Mestre e Padova, per aver perso varie coincidenze». Va peggio per gli utenti della linea Venezia-Portogruaro, dove sono in corso lavori di manutenzione. Un lettore ci ha scritto nei giorni scorsi per raccontare la vera e propria odissea di un centinaio di viaggiatori del treno delle 0.36 del 7 luglio scorso da Venezia: soppresso il convoglio senza nessun avviso (anzi, nonostante precisa comunicazione contraria dei dirigenti di Trenitalia) sono stati costretti a farsi venire a prendere dai familiari da decine di chilometri di distanza in piena notte, mentre alcuni turisti si sono messi a dormire in stazione: solo dietro solleciti della Polizia ferroviaria alle 3.05 è comparso a Piazzale Roma un mezzo sostitutivo, con ben… 19 posti.

 

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