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Gazzettino – Marghera. “Vallone, rischio salute”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

lug

2013

AMBIENTE – Nuovo allarme dell’assessore Bettin sul blocco del progetto Moranzani

«Ci sono 170 mila metri cubi di fanghi inquinati depositati in vasche inadatte»

Il blocco del Vallone Moranzani salva il paesaggio della Riviera del Brenta, che secondo i suoi abitanti è in pericolo a causa dei 30 chilometri del nuovo elettrodotto aereo di Terna che dovrebbe sostituire i 100 chilometri di vecchie linee, ma contemporaneamente mette in pericolo l’ambiente lagunare e la salute dei cittadini di Fusina e Malcontenta. L’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, lancia un nuovo allarme perché ora non è più solo questione di rischio economico. Non c’è più solo il pericolo di perdere uno dei più grandi e innovativi piani di risanamento ambientale d’Europa e di rilancio portuale e industriale della nostra area, ma la vicenda «rischia di avere gravissime conseguenze sotto il profilo ambientale». Perché? Perché, come aveva anticipato la settimana scorsa l’ex commissario ai fanghi, Roberto Casarin, «nelle attuali vasche di stoccaggio provvisorio giacciono da tempo oltre 170 mila metri cubi di fanghi prodotti dall’escavo dei fondali portuali (mentre altri 4 milioni di metri cubi restano da asportare per ridare respiro e agibilità ai canali) – spiega Bettin -. Giacciono, cioè, in vasche non attrezzate per lunghe permanenze di tali sedimenti contaminati che sarebbero destinati, dopo le prime fasi di trattamento, a finire inertizzati e isolati nella grande discarica del Vallone che poi verrà trasformata un in un immenso parco».
Ecco qual è il pericolo reale, non una cosa da poco anche se, in realtà, sembra che quasi nessuno se ne sia reso conto, né a Roma né a Venezia: «La sola novità giunta da Roma è la disponibilità del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, a un incontro ora fissato all’inizio di agosto – continua l’assessore -. Niente, invece, dal ministero dei Beni Culturali e nemmeno da quello per l’Ambiente, mentre l’insieme della politica “romana” sembra davvero poco consapevole dei rischi che stiamo correndo».
E a Venezia idem come sopra: «Se un decimo dell’attenzione pubblica rivolta a questioni certo da affrontare (e infatti lo stiamo facendo quotidianamente) ma di ben altra portata tipo i “barbanera” o simili, fosse rivolta a vicende come quella del Vallone forse ne guadagneremmo tutti, e anche a Roma saremmo più ascoltati».
Il blocco del Vallone Moranzani, ricordiamo, è stato determinato dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato, in seguito ad un ricorso di cittadini della Riviera del Brenta, il decreto di approvazione del progetto da parte del ministero dello Sviluppo Economico per un difetto di parere del ministero dei Beni Culturali. Sembra, insomma, più una questione burocratica che di sostanza, che si dovrebbe risolvere in quattro e quattr’otto ma evidentemente la burocrazia da noi è più sostanziosa della realtà. Per questo il presidente della Municipalità di Marghera, Flavio Dal Corso, si affianca a Bettin e annuncia: «Nei prossimi giorni faremo iniziative con la popolazione di Malcontenta e Marghera, e mostreremo la pesante situazione attuale, e cosa comportano il mancato risanamento e riqualificazione».

 

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