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Gazzettino – Agroalimentare ancora in crescita

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

lug

2013

Secondo il rapporto della Fondazione Nordest export boom negli ultimi dieci anni (+ 87,6%). Previsioni positive nel 2013

UVA D’ORO – Il Prosecco è il vino italiano più venduto all’estero. «Ma si può fare di più, se si fa squadra», avverte Francesco Peghin

Un successo spontaneo sull’onda di prodotti di qualità unici come il Prosecco che ora deve irrobustirsi e diventare di squadra e di sistema.
L’industria agroalimentare sta vivendo importanti processi di internazionalizzazione: nell’ultimo decennio le esportazioni dalle regioni del Nordest sono aumentate dell’87,6% (+8 % nel 2012) a fronte di una variazione pari al 30,1% registrata dal manifatturiero (-0,3% nel 2012). La capacità di presidiare i mercati all’estero si è dimostrata il principale fattore di successo per il settore: se nel complesso dell’agroindustria nel 2012 solo il 29,6% delle aziende ha chiuso l’anno con una crescita dei ricavi, tra le imprese che realizzano un fatturato estero tra il 30 e il 50% tale quota sale al 70,8%.
Per la Fondazione Nordest, che ieri ha presentato a Udine in partnership con FriulAdria Crédit Agricole il rapporto Alimentare la crescita, ora sono indispensabili le sinergie tra produttori, agroindustria e sistema paese nell’ottica di promuovere le eccellenze del territorio. L’apertura ai mercati esteri ha richiesto una profonda trasformazione delle aziende. In futuro il successo sui mercati dipenderà dalla capacità di tradurre l’offerta dal “consumare un prodotto” al “vivere un’esperienza” in modo da promuovere l’emozione del cibo, del vino, della cultura. Per far questo bisogna puntare su un “made in Italy” da fascia alta.
«I risultati registrati dal settore agroindustriale e la tenuta del comparto a Nordest rispetto al resto del Paese, nonostante la congiuntura economica negativa – dichiara Francesco Peghin, presidente Fondazione Nord Est – dimostrano la bontà del processo di revisione che le imprese del nostro territorio hanno messo in atto e deve servire da stimolo per l’intero tessuto produttivo nordestino. È indispensabile però che i nostri imprenditori trovino appoggio e sostegno nelle istituzioni e nel sistema Paese che deve operare per eliminare i dissuasori al “fare impresa” e favorire così l’aggancio alla ripresa».
Il settore agroindustriale nordestino risulta però ancora prevalentemente legato al mercato domestico: mediamente, le imprese vendono l’88,4% dei propri prodotti in Italia, il 7,7% ai paesi dell’UE e il 3,9% fuori dai confini europei. Più della metà delle aziende non esporta. La performance di vendita è stata negativa nel mercato domestico, mentre è stata positiva nel contesto europeo e particolarmente in quello extra europeo (il 90% delle imprese esportatrici ha registrato ricavi stabili o in aumento). Nel 2013 gli imprenditori interpellati prevedono un leggero rallentamento di tutti gli indici, con il 30,8% di imprese che diminuirà gli impieghi nel corso dell’anno.

 

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