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Gazzettino – Baita, ventidue mesi per la frode milionaria

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

lug

2013

Sì della Procura al patteggiamento, dopo la scelta del manager di collaborare. Entro l’estate possibili, clamorosi sviluppi dell’inchiesta

I VERBALI SECRETATI

Magistrati e Finanza sono al lavoro per verificare i racconti di altri illeciti

L’INDAGINE SULLE FATTURE FALSE

L’ipotesi base era di una condanna ad almeno quattro anni di carcere

La Procura ha formalizzato ieri il parere favorevole alla proposta di patteggiamento formulata da Piergiorgio Baita, l’ex presidente della società di costruzioni Mantovani spa, accusato di frode fiscale in relazione ad un vorticoso giro di false fatture, realizzate tra il 2005 e il 2010, per un ammontare di circa 8 milioni di euro. E ora, entro l’estate, si attendono nuovi, clamorosi sviluppi dell’inchiesta.
I sostituti procuratori titolari dell’inchiesta, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, hanno comunicato al giudice per l’udienza preliminare di ritenere congrua la pena di un anno e dieci mesi calcolata dai difensori del sessantaquattrenne ingegnere di Mogliano Veneto (Treviso), gli avvocati Enrico Ambrosetti ed Alessandro Rampinelli. Ai ventidue mesi, con la sospensione condizionale, si è giunti partendo da una pena di base di circa quattro anni di reclusione, alla quale sono stati applicati lo sconto di un terzo dovuto alla scelta del rito alternativo e un altro terzo per le attenuanti generiche dovute al suo atteggiamento collaborativo. La Procura riconosce a Baita, infatti, le ammissioni fatte durante gli interrogatori, nel corso dei quali ha confessato il sistema delle false fatturazioni adottato per anni dalla Mantovani spa. Ma, l’accordo siglato per il patteggiamento, fornisce conferma implicita di una collaborazione di Baita che appare ben più ampia e diffusa rispetto alla semplice questione delle false fatture. In parte lo ha messo nero su bianco lo stesso gip Alberto Scaramuzza nell’ordinanza di custodia cautelare relativa ad una seconda inchiesta che si intreccia alla prima, relativa a presunti appalti “pilotati” per lavori portuali, nella quale a Baita non è stata imposta alcuna misura proprio per «l’atteggiamento collaborativo».
La Procura ha deciso di tenere un basso profilo e continua a dichiarare che finora l’ex presidente di Mantovani ha parlato solo in termini generici di un sistema di appalti pubblici che funziona “ungendo” le ruote giuste. Ma è difficile pensare che Baita non abbia raccontato qualche episodio specifico, facendo i nomi dei politici e degli amministratori pubblici destinatari di somme di denaro illecite che Mantovani riusciva a gestire proprio grazie alle provviste realizzate con le false fatturazioni. I pm Ancilotto e Buccini possono contare, inoltre, sulle confessioni rese da Claudia Minutillo, 49 anni, di Mestre, ex segretaria dell’allora presidente della Regione, Giancarlo Galan (chiamata in causa in qualità di amministratore delegato di Adria Infrastrutture), del manager padovano Nicola Buson, 66 anni, direttore amministrativo della Mantovani e di William Colombelli, 50 anni, presidente di Bmc Broker Srl (una società di San Marino che ha operato in qualità di “cartiera” per produrre gran parte delle false fatture contestate): agli inquirenti avrebbero raccontato parecchi episodi i loro verbali sono stati secretati. La Guardia di Finanza sta lavorando in questi mesi proprio alla verifica di queste confessioni e alla ricerca di ulteriori elementi di prova, anche attraverso le rogatorie avviate in paesi stranieri, tra cui la Svizzera, dove sono stati trovati numerosi conti correnti. Entro la fine dell’estate, dunque, ci potrebbero essere nuovi clamorosi sviluppi dell’inchiesta.

Gianluca Amadori

 

MANTOVANI – Imposte e sanzioni: società pronta a pagare 5 milioni

La Mantovani spa pagherà senza fare ricorso l’imposta evasa e le sanzioni contestate dalla Guardia di Finanza a seguito dell’inchiesta sulle false fatturazioni. L’importo complessivo ammonta a circa 5 milioni di euro.
La società di costruzioni padovana ha fatto adesione formale al processo verbale di contestazione che le Fiamme Gialle le hanno notificato sia in relazione alla Mantovani spa che alla società Adria Infrastrutture. Il pagamento, da quanto si è appreso, dovrebbe avvenire in due rate. La decisione di non fare ricorso consente di usufruire di uno sconto sulle sanzioni (ridotte ad un sesto) mentre la somma evasa va versata al 100 per cento.

 

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