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Gazzettino – Raffineria di Marghera, via alla trasformazione

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

lug

2013

La raffineria bio dell’Eni passa dalle carte alla realtà. Mancano ancora alcuni permessi ma l’Azienda ha già annunciato al Comune che da domenica inizieranno le operazioni di fermata degli impianti per poter eseguire gli interventi di bonifica e montare le nuove parti necessarie alla trasformazione da raffineria tradizionale a stabilimento per la produzione di bio carburanti di nuova generazione, il famoso progetto Green Raffinery che prevede l’impiego di oli vegetali da miscelare con i derivati del petrolio.

L’accordo tra Eni e Sindacati era stato siglato il 21 settembre dell’anno scorso, dopo mesi di confronto anche con le istituzioni locali, il nuovo impianto sarà operativo a gennaio del 2014. Siamo esattamente a metà del guado ma adesso comincia la fase tangibile. E dal di fuori si capirà che le cose stanno cambiando perché appunto da domenica, e fino ai primi dieci giorni di agosto saranno possibili sporadiche, attivazioni delle torce e quindi saranno visibili da lontano.
I tempi sono stati calcolati in modo da eseguire le bonifiche degli impianti, che dovranno essere modificati, entro agosto, e potersi poi concentrare sull’arrivo delle nuove parti e dei circa 400 montatori, a partire da settembre quando la viabilità della zona sarà più accessibile visto che i cantieri del tram libereranno nuovamente via dell’Idraulica e sarà più agevole l’accesso a via dei Petroli.
È il primo caso al mondo di riconversione bio di una raffineria esistente ed è l’unico modo per salvarla altrimenti, vista la persistente crisi del mercato dei carburanti, quello di Marghera (che rifornisce i distributori del Nord Est, aeroporto compreso, con una capacità produttiva di 80 mila barili al giorno) sarebbe stato uno degli impianti destinati a chiudere.
La modifica dello stabilimento comporterà il cambio dell’approvvigionamento delle fonti energetiche, oltre alla realizzazione di un nuovo polo logistico per lo smistamento dei nuovi prodotti, mentre quelli tradizionali saranno raffinati probabilmente nell’impianto Eni di Sannazzaro (in Lombardia), e questo comporterà anche un’altra novità importante per il territorio, ossia una modifica dei percorsi delle 500 autocisterne che ogni giorno vanno a Marghera a rifornirsi.
La raffineria, dunque, non chiuderà ma ci sarà comunque una riduzione di personale: i 353 addetti scendono inizialmente a 215 e, a regime, a 180 mentre per gli altri si prevede la mobilità territoriale, l’impiego in altri siti e l’accompagnamento alla pensione.

 

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