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schede sanitarie, Pavanello critica

MIRANO – Seduta aperta del Consiglio comunale per discutere di sanità, ma mancano tutti gli invitati illustri, dal presidente della quinta commissione regionale Leo Padrin al direttore generale Gino Gumirato.

Così la riunione diventa un dibattito tra consiglieri che non lascia soddisfatti i cittadini e addetti ai lavori (comitati, medici e pazienti). Eppure in mattinata la politica aveva provato a smuovere le acque in Regione, dove c’era stata l’audizione in commissione di una delegazione di sindaci dell’Asl 13, tra cui Maria Rosa Pavanello. È partita da lì la proposta di costituire una sub-commissione di cui faranno parte sindaci del territorio, consiglieri regionali ed esperti, soprattutto medici, ma super partes, quindi non dipendenti dell’Asl di Mirano e Dolo: l’obiettivo è affidare a un organismo terzo la questione della fattibilità della riorganizzazione dei due ospedali.

Perché al di là dei proclami la questione è tecnica. «Questa specializzazione in due poli», ricorda Pavanello, «è un caso più unico che raro: si tratta di un modello sperimentale che non dà garanzie di riuscita. Non abbiamo alcuna certezza che funzioni».

Compito dei sub-commissari sarebbe proprio quello di vagliare il progetto di specializzazione in due poli (medico a Dolo, chirurgico a Mirano), rilevando eventuali criticità (e possibili disservizi) che potrebbe provocare. Tutti concordi nel rilevare che un polo esclusivamente medico non può reggere senza reparti a vocazione chirurgica e, in parte, viceversa. Le tante donne del parlamentino locale miranese portano l’esempio di Ginecologia: «Necessità di sale operatorie di supporto per interventi urgenti».

Visioni diverse invece sul destino di Cardiochirurgia: l’eventualità della perdita del reparto d’eccellenza miranese è per alcuni una tragedia, per altri un bene. Tra questi ultimi c’è il vicesindaco Annamaria Tomaello: «Drena risorse alla nostra Asl», afferma, «non ha senso mantenerlo in una logica di rete che prevede servizi anche a Mestre, Treviso e Padova. Giù le mani invece da Noale quale polo riabilitativo».

Il dibattito resta aperto, le riposte lontane, lo scontro all’orizzonte: «Posizioni diverse nella stessa maggioranza», rilevano Giampietro Saccon, Marina Balleello e Marco Marchiori per le minoranze, «qual è la linea che la giunta perseguirà viste queste divergenze?».

Filippo De Gaspari

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