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MIRANO – Sindaco e vice in disaccordo sul futuro del reparto e l’opposizione va all’attacco

Intanto il sindaco incassa l’appoggio del “Salvioli”

Il sindaco preme per mantenere a Mirano il reparto di Cardiochirurgia, la vicesindaco la pensa nel modo opposto: mai finora nella giunta-Pavanello c’era stata una spaccatura pubblica così netta ed evidente. Ma il futuro della sanità locale è un tema caldissimo e il dibattito durerà ancora a lungo. La Regione non prevede più la presenza di Cardiochirurgia a Mirano, tra le tante voci che si sono subito alzate per chiedere il mantenimento del reparto ne spunta però una contraria: «Le risorse è meglio utilizzarle per altri servizi, quella specialità costa molto e va bene per un bacino di un milione di abitanti, non certo per Mirano» ribadisce la vicesindaco Tomaello (Udc) cozzando con il parere del sindaco Pavanello (Pd). E l’opposizione è già all’attacco: i consiglieri Balleello, Marchiori e Saccon con un’interpellanza urgente chiedono al sindaco di definire pubblicamente la linea della maggioranza. Intanto Pavanello incassa l’appoggio del comitato Salvioli, che da 17 anni segue le vicende della sanità locale:

«Quello del vicesindaco non è un giudizio ma un antico pregiudizio – scrive il coordinatore Aldo Tonolo -, il sindaco è più aggiornata ed informata». Il comitato approfondisce la questione: «Cardiochirurgia opera sinergicamente con la Cardiologia Interventistica garantendo la sicurezza degli interventi e operando su un’amplissima casistica. La struttura cardiochirurgica miranese è leggera e funzionale con un’alta capacità operatoria di 100 interventi anno per cardiochirurgo».

Per il comitato perdere il reparto significherebbe depotenziare il Dipartimento Cardiovascolare e dequalificare l’attività dell’ospedale di Mirano.

Gabriele Pipia

 

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