Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – “Mose, prove di tangenti ai politici”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

lug

2013

TERREMOTO SUL MOSE – La Gdf: «Tangenti all’ex presidente». Ieri sentito Costa in qualità di persona informata dei fatti

«Finanziamenti illeciti a Orsoni»

Clamorosi sviluppi: secondo la Finanza Mazzacurati avrebbe versato fondi in modo illegale all’attuale sindaco

L’INCHIESTA – La relazione della Gdf: 400 su 740 le pagine coperte da omissis. Fra i reati anche concussione e riciclaggio

Per la Finanza nel Cvn operava una associazione a delinquere

«L’ex presidente percettore di tangenti attraverso la Mazzacurati sas»

L’INCHIESTA – Mose, la relazione della Gdf sul Cvn: 740 pagine di cui 400 coperte da omissis. Ieri ascoltato Costa

LE INTERCETTAZIONI – E Savioli disse: «Noi siamo dei benefattori perché abbiamo pagato tutti e tutte le amministrazioni»

La Finanza: nel Consorzio un’ associazione per delinquere. «Finanziamenti illeciti per il sindaco Orsoni»

«Noi siamo benefattori dello Stato perché abbiamo fatto le opere gratis, perché abbiamo pagato tutti i politici italiani, tutte le amministrazioni pubbliche italiane, l’Univ… l’M.I.T. che ha un bilancio come lo Stato italiano, tutti gli ingegneri delle università italiane…».
È il consigliere del Consorzio Venezia Nuova Pio Savioli (ora ai domiciliari), intercettato dalla Finanza nel gennaio del 2011, a pronunciare queste parole discutendo con un altro amministratore del CVN, il manager romano Stefano Tomarelli che, secondo le Fiamme Gialle, risulterebbe a sua volta «beneficiario di ingenti somme corrisposte a titolo di “tangenti” a partire dall’anno 2005».
A Savioli la relazione della Guardia di Finanza riserva molte pagine, in particolare nel capitolo relativo alle presunte somme di denaro che avrebbe ricevuto da varie aziende agevolate nell’assegnazione dei lavori. Tra queste la cooperativa San Martino, dalla quale secondo i finanzieri, avrebbe avuto ben 600mila euro.

 

«Consorzio, tangenti ai politici»

La Gdf parla esplicitamente di mazzette a pubblici ufficiali e uomini di partito

E accusa: «Mazzacurati promotore di illeciti finanziamenti all’amico Orsoni»

SOLDI – Secondo la Finanza Mazzacurati ha aiutato Orsoni con contributi elettorali del Consorzio

La Guardia di Finanza di Venezia ha pochi dubbi: in laguna era attiva una vera e propria associazione per delinquere, di cui avrebbero fatto parte l’allora presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, numerosi membri del Consiglio direttivo e dirigenti apicali, nonché amministratori di società consorziate e altri soggetti collegati: un’organizzazione dedita all’emissione e all’utilizzo di false fatture attraverso le quali realizzare “provviste” da utilizzare per «corrispondere tangenti ai pubblici ufficiali referenti del Consorzio Venezia Nuova, nonché per elargire finanziamenti illeciti ad esponenti politici locali». E ancora. «L’attività di indagine in corso ha permesso di accertare come dirigenti apicali e dipendenti del Consorzio Venezia Nuova, abusando della propria posizione, abbiano costretto o indotto diversi referenti delle società ad esso consorziate a corrispondere o promettere indebitamente denaro o altre utilità. In diversi casi è stato accertato come la promessa o corresponsione fosse direttamente correlata all’assegnazione di lavori relativi alla realizzazione dell’opera Mose e, in generale, alle opere di salvaguardia di Venezia e della Laguna veneta».
Le Fiamme Gialle lo mettono nero su bianco nella relazione conclusiva alle indagini che, undici giorni fa, hanno portato all’arresto di Mazzacurati e di altre persone, accusate a vario titolo di turbativa d’asta (per aver “pilotato” l’assegnazione di un appalto per lavori portuali) e false fatturazioni che la cooperativa San Martino di Chioggia avrebbe realizzato nelle forniture di pietre da affondamento per lavori in mare.
Si tratta di 740 pagine dal contenuto davvero “esplosivo”, di cui oltre 400 coperte da omissis in quanto, evidentemente, riportano elementi sui quali si sta ancora indagando e che potrebbero portare a nuovi clamorosi esiti, di fronte ai quali l’appalto pilotato per i lavori portuali sarebbe ben poca cosa. Le pagine non secretate sono sufficienti per capire che l’impero del Consorzio Venezia Nuova, da anni monopolista dei lavori in laguna, sta scricchiolando. E con esso tutto un sottobosco di collaboratori e consulenti, ma anche di pubblici ufficiali che avrebbero dovuto controllare e spesso hanno chiuso un occhio, e forse anche tutti e due. La Finanza scrive che dalle indagini sono emersi «gravi indizi di colpevolezza» in relazione a diverse ipotesi: associazione per delinquere, concussione, riciclaggio, abuso d’ufficio, illecito finanziamento a partiti e movimenti politici, emissione e utilizzo di false fatture e creazione di fondi neri.
Il filone dei politici è quasi integralmente coperto da omissis. Ma, a pagina 402, è rimasto un passaggio riferito a Mazzacurati, definito «promotore dell’illecito finanziamento al politico Giorgio Orsoni, a lui legato da amicizia di vecchia data». L’attuale sindaco di Venezia ha già replicato sostenendo la correttezza dei contributi elettorali. Anche Pio Savioli, consigliere del Venezia Nuova, avrebbe un ruolo di primo piano in questo filone: le Fiamme Gialle lo descrivono come «promotore ed esecutore dell’illecito finanziamento ad esponenti politici effettuato dal CVN mediante un “giro” di fatture per operazioni inesistenti…».
Il capitolo relativo alle presunte tangenti vede ancora come protagonista Savioli che, secondo la Finanza, avrebbe chiesto (e incassato) in più occasioni denaro da aziende da lui aiutate a partecipare ai lavori del Consorzio. Ma anche di Mazzacurati le Fiamme Gialle scrivono che sarebbe stato «percettore, anche per il tramite della Ing. Mazzacurati sas, di tangenti corrisposte dalle consorziate al CVN».
Un quadro davvero a tinte fosche, oltre l’immaginazione del peggior critico del Consorzio Venezia Nuova. Ora spetterà alla Procura effettuare tutti i necessari approfondimenti e verifiche, per poi valutare se e come procedere.
Nel frattempo il sostituto procuratore Paola Tonini ieri ha iniziato gli interrogatori. In mattinata ha ascoltato in qualità di persona informata sui fatti il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, che potrebbe essere parte lesa nel presunto appalto “pilotato” finito sotto inchiesta. Tra oggi e domani sfileranno alcuni degli indagati e venerdì, davanti al Tribunale del riesame, saranno discussi i ricorsi dei primi indagati: anche Mazzacurati ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui