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LA CITTÀ E LA CROCIERISTICA

Urla e spintoni tra “No Navi” e addetti del porto.

Alta tensione in Consiglio, votato un documento che lascia tutte le soluzioni aperte. Il sindaco punta più decisamente sullo spostamento dei grattacieli del mare a Porto Marghera

MOBILITATI – Gli attivisti del Comitato No Grandi Navi ieri in Consiglio comunale

Alta tensione ieri in Consiglio per il dibattito sulle grandi navi. Qualche alterco ha segnato la seduta con i “No navi” a fronteggiare i lavoratori portuali: qualche scaramuccia subito rientrata. Intanto il consiglio ha votato affinchè tutti le soluzioni vengano valutate nell’incontro di Roma. Il sindaco Orsoni si è detto favorevole all’ipotesi di trasferimento delle navi da crociera in una nuova Marittima a Marghera senza però perdere la presenza del porto in centro storico, con un utilizzo mirato.

Frequenti richiami del presidente Turetta per placare gli animi più accesi durante i lavori. Cacciari cerca di aggredire Bernardo (Cruise Venice) mentre Bonzio tenta di mediare.

ALTA TENSIONE SEMPRE DIVISI – Dilemma: lavoro o ambiente? Scontro verbale tra Caccia e gli esponenti del centrodestra

Urla e spinte in Consiglio tra portuali e “No Navi”

Cogo e Testa: «Documento inaccettabile su Marghera»

I favorevoli: «Valutarli tutti»

Alta tensione ieri in Consiglio per il dibattito sulle grandi navi. Tra il pubblico – diviso equamente tra sostenitori della Marittima e della crocieristica e contrari alla circolazione in laguna delle grandi navi – il nervosismo era palpabile ben prima dell’avvio del Consiglio comunale. Con un alterco scoppiato quando la campanella per l’apertura dei lavori non era ancora suonata. E un secondo, più «tosto», dopo le 17, quando alcune persone hanno cominciato a urlare, a insultarsi e a prendersi a spintoni, con gli agenti della Polizia municipale impegnati a dividere o a tenere lontani i contendenti per evitare il peggio. Mentre Tommaso Cacciari dei centri sociali cercava inutilmente di raggiungere Massimo Bernardo, presidente di Cruise Venice (allontanatosi dall’aula poco dopo), il consigliere Sebastiano Bonzio (FdS) cercava di mediare, spiegando che «il tema non potrebbe essere più complesso, e qui tutti hanno le loro ragioni», e il presidente Roberto Turetta, dopo avere tentato di fare da paciere, minacciava la raccolta di nominativi e l’allontanamento di chi impediva il normale svolgimento della seduta.
Meno male che poco prima il consigliere Beppe Caccia (In Comune) aveva elogiato «la compostezza e la maturità del pubblico di fronte a un argomento così scottante». Ma probabilmente Simone Venturini (Udc) non deve averla pensata allo stesso modo quando Tommaso Cacciari gli ha gridato di «essersi cautelato portando i portuali più grossi» (e incassando come replica dell’interessato: «Non lo farei mai, pensano con la loro testa. Né ho tanto potere»).
Durante il dibattito, frequenti i richiami al pubblico di Turetta, come gli inviti a non sovrastare con commenti ironici o sopra le righe gli interventi dei consiglieri. Il massimo della confusione quando Caccia ha ironizzato con l’opposizione, parlando di «mozione identica alle posizioni di Vtp» ed esprimendosi in maniera a dir poco pesante sui firmatari. «Non siamo i servi di nessuno, noi difendiamo i lavoratori della Marittima!», gli ha gridato Zuin del Pdl. Seguito da un colloquio con il presidente del Consiglio e le scuse del consigliere di maggioranza, «ma solo per essermi lasciato andare a qualche parola di troppo».
Tra alti e bassi e sospensioni, l’approvazione della mozione della maggioranza. E alla fine i commenti di Silvio Testa di No grandi navi e Flavio Cogo di Ambiente Venezia:

«Il problema non è risolvibile esaminando le sole proposte presentate finora – ha detto il primo – Occorre vagliare altre soluzioni, compreso il cambiamento del modello. Il documento? Inaccettabile su Porto Marghera e debole nelle alternative».

Anche per il secondo «la mozione presenta aspetti positivi e negativi. In base ai suoi contenuti, poi, le grandi navi continueranno a circolare». Mentre per alcuni aderenti di Cruise Venice (che non hanno voluto qualificarsi), «ben venga un polo complementare a Porto Marghera, ma senza penalizzare la Marittima. ».

Vettor Maria Corsetti

Delega in bianco al Governo, ma si ribadisce la centralità della Marittima rispetto alle alternative

Un dibattito frequentemente interrotto dai commenti del pubblico e caratterizzato da duri scontri verbali, come quello intercorso tra Beppe Caccia (In Comune) e Michele Zuin (Pdl). Ma alla fine, in vista del suo incontro a Roma con i ministri delle Infrastrutture e Trasporti e dell’Ambiente in materia di grandi navi, il sindaco Giorgio Orsoni è riuscito ad avere dal Consiglio comunale il mandato «per intervenire al tavolo tecnico, trasmettere i verbali e le audizioni svolte dalla IX Commissione e riferire sull’esito dell’incontro».
La mozione elaborata e approvata ieri dalla sua maggioranza, infatti, pur prendendo atto dei contenuti del decreto Clini-Passera, non sposa per il momento alcuna ipotesi alternativa al passaggio dei giganti del mare da bacino San Marco e il canale della Giudecca («farlo ora sarebbe assurdo», ha detto il capogruppo del Pd, Claudio Borghello). Ma in premessa specifica che «la Marittima, in assenza di soluzioni alternative con il complesso operativo portuale, è l’area di riferimento della crocieristica», chiedendo al governo di vagliare «i tempi delle diverse soluzioni, i costi di interventi praticabili ma non disponibili nel breve periodo e gli investimenti onerosi per soluzioni transitorie che possano entrare in conflitto rispetto al sistema di chiusure mobili alle bocche di porto, nella posa in opera e a regime». Nonché di studiare, «a supporto della Marittima, soluzioni praticabili nel brevissimo periodo con il minimo intervento ambientale, utilizzando rotte e banchine alternative per le navi di stazza maggiore, valutando la possibilità di utilizzare aree non occupate nella zona industriale di Porto Marghera».
Respinta invece la mozione del Pdl, Fratelli d’Italia e Impegno (ma non della Lega), che a garanzia dell’accessibilità e arrivo delle grandi navi alla Marittima, sposava il progetto di escavo del canale Contorta Sant’Angelo. E in conclusione, la defezione annunciata di Ennio Fortuna (Udc), che ha votato contro entrambi i documenti.
Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato che «il porto per Venezia è una risorsa essenziale. Prima responsabilità è la tutela dei posti di lavoro, ma poi occorre puntare non solo sull’esistente ed essere lungimiranti. La Marittima – ha concluso – è un luogo a esaurimento, e Porto Marghera in linea con lo sviluppo della Città metropolitana. Ovviamente la prima non va abbandonata di colpo, specie per i suoi investimenti. E il secondo era già stato proposto nel mio programma elettorale. Ma non mi siederei mai con chi dice “La Marittima non si tocca”. Il tema va discusso e approfondito con dati seri e trasparenti, tenendo conto della salvaguardia dell’ambiente lagunare».

V.M.C.

 

IL SINDACO  «Non mi siederei mai a discutere con chi dice “La sede attuale non si tocca”. Guardiamo avanti»

INCONTRO ORSONI-VIANELLO Apprezzato il progetto

«A Venezia spazi esauriti, via alla nuova Marittima»

«In centro storico rimarrà il porto anche con altri utilizzi, Marghera è l’ideale ma non potrà essere realizzata subito»

Ieri sera il Consiglio comunale ha votato a maggioranza per spostare le grandi navi a Marghera, e giusto ieri mattina il sindaco Giorgio Orsoni aveva incontrato l’avvocato Alessio Vianello e gli ingegneri che hanno realizzato il progetto per creare una nuova Marittima nel canale industriale Nord, appunto a Marghera. In mattinata aveva incontrato anche i rappresentanti di Scelta Civica che sostengono la soluzione del canale dietro alla Giudecca ma è la proposta del professionista, che anni fa fu anche assessore alle Attività produttive, che più lo convince: «Sostanzialmente è in linea con quello che ho sempre detto anch’io – ha commentato Orsoni ieri sera subito dopo il voto del Consiglio -: si può cominciare in una prospettiva strategica, che coincide con quello che avevo annunciato anche in campagna elettorale».
In campagna elettorale lei parlava dello spostamento delle navi da crociera a Marghera? «Il progetto completo nello specifico è arrivato dopo, ma dicevo che in una prospettiva di sviluppo della città si poteva pensare seriamente a utilizzare aree di Marghera, quelle vicine al Vega, per un possibile e progressivo trasferimento di una fetta del porto passeggeri, dal momento che la Marittima attuale comunque avrebbe esaurito le sue possibilità di ampliamento».
E della Marittima di Venezia che cosa pensate di farne? «Rimarrà porto ma anche con altri utilizzi importanti per la città ai fini di creare nuove possibilità di occupazione, sia a Venezia sia a Marghera, e fermo restando l’importanza di mantenere la crocieristica e la funzione di home port per Venezia».
Ieri mattina ha parlato a lungo con Vianello e i tecnici che hanno realizzato il progetto, come le pare dal punto di vista tecnico?
«Mi sembra che sia fattibile anche se ha alcune criticità, ad esempio non è realizzabile nell’immediato, però ha comunque tempi meno lunghi di quelli di altre ipotesi. Come primo approccio, insomma, è sicuramente buono. Poi bisognerà approfondire ogni singolo aspetto dell’operazione ma il punto di partenza mi pare quello giusto».
Il sindaco, nel suo discorso in Consiglio, ha detto che il porto passeggeri e quello commerciale sono risorse essenziali per Venezia, e il progetto che Vianello offre al primo cittadino parte proprio dalla considerazione che una nuova Marittima a Marghera non deve intaccare l’operatività del porto commerciale, e la soluzione del canale Nord (fuori dell’isola portuale) è ritenuta appunto la più adatta, anche per la comodità di raggiungere l’aeroporto o la stessa città storica.

 

BOCCIATA LA PROPOSTA DE PICCOLI – Un Comitato anche a Punta Sabbioni

Ipotesi navi da crociera a Cavallino-Treporti, nasce il Comitato «No grandi navi a Punta Sabbioni».
Il Comitato, costituito in questi giorni da una decina di attivisti, si dichiara contrario al progetto di De Piccoli che prevede l’insediamento di due banchine per l’attracco di 8 grandi navi alla bocca di Porto di Punta Sabbioni. Diversi gli elementi sottolineati dal nuovo gruppo.
«Se una grande nave inquina come 14 mila auto – spiegano dal Comitato – 8 a Punta Sabbioni, equivalgono a 112mila auto che scaricano fumi, inquinando più della “tangenziale” di Mestre mettendo in difficoltà il turismo della zona e la salute dei residenti. Ci sarebbero 36mila persone sistemate in un «fazzoletto», che andrebbero rifornite di tutto con il conseguente passaggio di Tir lungo via Fausta e nei comuni limitrofi e relativo intasamento alla circolazione per tutto l’anno».
Il Comitato mette quindi in discussione la creazione dei servizi come strade, parcheggi e manufatti. «Che distruggeranno la pineta di Punta Sabbioni, area Sic e Zps – concludono gli attivisti – cambiando così l’aspetto paesaggistico e naturale dell’area mentre l’escavo del porto porterà un maggior flusso di marea, già in atto con i lavori del Mose».

Giuseppe Babbo

 

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