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Alla fine passa il documento della maggioranza: valutazione scientifica sulle proposte alternative

Orsoni: «Il decreto Clini-Passera va applicato senza rinvii, si discuta su dati seri e trasparenti»

Un lungo pomeriggio con la tensione che monta man mano che ci si avvicina al voto, in serata. Comitato “No grandi navi” con grandi cartelli in prima fila a fianco di un gruppo di rappresentanti dei cruiser seguono il dibattito a Ca’ Loredan sull’allontanamento delle grandi navi dal bacino San Marco. La quiete dura poco: basta una parola di troppo e volano spintoni e parole grosse. È la prima sospensione di un dibattito nervosissimo, fatto di continui scontri tra maggioranza e opposizione. Beppe Caccia (In Comune) manda a quel paese il capogruppo Pdl Michele Zuin. Poi si scusa in aula. Il consiglio comunale, sul mandato da dare al sindaco che parteciperà al vertice coi ministri Lupi e Orlando il 25 luglio a Roma, era iniziato con il timore di divisioni nella maggioranza che sostanzialmente ha saputo restare unita ed è arrivato alle battute finali con l’opposizione che ha dovuto modificare il proprio documento a sostegno della Marittima e dello scavo del Contorta, per restare coesa. I distinguo ci sono da ambo le parti. Contro l’escavo dei canali è il leghista Giusto; per l’allontanamento immediato delle navi da crociera l’Udc Fortuna. Entrambi non si allineano. Solo undici voti a favore del documento dell’opposizione, bocciato. Passa il documento della maggioranza di centrosinistra e dal gruppo misto: ottiene 26 voti a favore e 13 contrari.

Il documento chiede una seria valutazione scientifica sulle diverse proposte alternative, valutando costi, tempi, investimenti onerosi e impatto sul Mose; supporto dell’attività della stazione Marittima con «soluzioni praticabili nel brevissimo periodo con il minimo intervento ambientale, utilizzando rotte e banchine per le navi di stazza maggiore valutando la possibilità di utilizzare aree non occupate attualmente da attività produttive e portuali nella zona industriale di Porto Marghera», un futuro per il traffico crocieristico basato sul «Venice standard», il sistema di compatibilità con la laguna.

Questo il mandato con cui il sindaco andrà a Roma per discutere le alternative al passaggio delle grandi navi in bacino di San Marco.

Orsoni la approva in pieno. «Il dibattito sul passaggio delle grandi navi va affrontato subito, con urgenza. E con urgenza Venezia chiede l’applicazione del decreto Clini-Passera, chiede che si rispetti una legge dello Stato». E continua: «Il decreto Clini-Passera c’è e va applicato senza un rinvio alle calende greche ma attenzione: questo non vuol dire che il 26 luglio muore il porto», ha ribadito con forza il sindaco confermando che la città vuole un futuro di sviluppo della portualità ma che le grandi navi devono lasciare il bacino San Marco. «La compatibilità con la laguna non è solo problema dei cittadini ma anche degli operatori portuali», continua Orsoni che guarda a Marghera per le grandi navi più che «scavare altri canali». A «chi dice che la Marittima non si tocca dico servono interlocutori onesti che discutano con dati seri e trasparenti». Il dibattito scivola via all’insegna del nervosismo. «Garantiamo al sindaco di richiedere al governo la migliore tecnica e la migliore soluzione, tenendo conto del parere della città», ribadisce Borghello(Pd).

Mitia Chiarin

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Le varie soluzioni in discussione il 25 luglio al vertice romano

New entry tra le proposte alternative che ha riscosso qualche interesse è quella del deputato veneziano di Scelta civica Enrico Zanetti che nei giorni scorsi ha proposto: «Le navi potrebbero entrare da San Nicolò e passare dietro la Giudecca, scavando il canale del Fasiol». Le altre, che il ministro delle Infrastrutture Lupi ha promesso di esaminare il 25 luglio nel tavolo convocato a Roma sono quella del sindaco Orsoni (Marghera per le grandi navi in appoggio alla Marittima per la immediata applicazione del decreto), del Porto (nuovo canale con lo scavo Lo scavo del Contorta Sant’Angelo) e di De Piccoli (Punta Sabbioni). Ipotesi alternative che il tavolo ministeriale dovrà valutare. I ministri Lupi e Orlando avevano chiesto a Comune, Porto, Magistrato alle Acque, categorie la presentazione di accessi alternativi al transito in Bacino San Marco.

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Grandi Navi, Orazio punta i piedi

Il sindaco avverte: «Nessuna decisione senza coinvolgerci»

CAVALLINO – A due giorni dal vertice sulle Grandi Navi a Roma di giovedì, il sindaco Claudio Orazio batte i pugni. «Nessun progetto di percorsi alternativi che coinvolgano Cavallino-Treporti possono essere discussi senza averci preventivamente interpellato». Mentre a Cavallino-Treporti gli ambientalisti danno i natali al comitato “No alle grandi navi a Punta Sabbioni”, con una lettera indirizzata alle principali istituzioni il sindaco Claudio Orazio ha messo tutti in guardia sulla non opportunità di decidere della questione scottante del passaggio grandi navi a Punta Sabbioni senza che il comune di Cavallino-Treporti venga interpellato. «Desumo che all’incontro del 25 luglio», spiega Orazio «l’autorità marittima, l’autorità portuale e il Comune di Venezia dovranno portare ipotesi risolutive con tempi e costi di attuazione. Non oso pensare che in quella sede, senza aver preventivamente sentito il comune di Cavallino-Treporti, qualcuno dei soggetti titolati possa presentare ipotesi progettuali che, per qualsiasi motivo, interessano o toccano il nostro comune. Se ciò dovesse avvenire, e considererei questo un vulnus istituzionale perché in tal caso è indispensabile coinvolgere direttamente l’amministrazione di Cavallino-Treporti». Fortemente critico il neonato comitato “No grandi navi”. Il progetto di De Piccoli prevede l’insediamento di due banchine per l’attracco di 8 grandi navi alla bocca di porto di Punta Sabbioni», avvertono «ciò comporterà per il litorale inquinamento e disagi più della tangenziale di Mestre con un marginale aumento di turismo mordi e fuggi. Il silenzio che si fa sul progetto fa intuire quanto ne vengano sottovalutati i danni». «Dovremo essere noi a valutare ed esprimerci», conclude Orazio «su eventuali proposte che coinvolgono il nostro comune».

Francesco Macaluso

 

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