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Traffico in calo dal 3 al 6% sulla rete veneta, negli Autogrill vendite giù del 6%

Stretta creditizia e flessione dei veicoli minano i piani delle concessionarie

VENEZIA – I numeri parlano di un calo complessivo del traffico che, ai primi di maggio, risultava variabile dal 3 al 6% rispetto all’analogo periodo 2012. Certo, chi si è messo al volante nell’ultimo fine settimana, varcando la barriera d’ingresso di un tratto autostradale veneto, si è trovato al cospetto di tutt’altro scenario. Code, traffico intenso e rallentamenti hanno caratterizzato, infatti, le tratte regionali gestite da Autostrada Brescia-Padova, Autobrennero, Cav e Autovie Venete. Nulla a che vedere, però, con un’inversione di tendenza. Anche il prossimo fine settimana sarà da bollino “rosso”, ma le attese dei concessionari veneti sui dati complessivi del 2013 sono di un altro anno di traffico in calo.

Così, non bastasse il nodo-scadenze delle concessioni, anche la flessione dei veicoli in transito diventa un elemento di criticità in grado di “minare” i piani economico-finanziari dei gestori. Le banche, senza concessioni a medio-lungo termine, non sono disposte a garantire le risorse ai gestori per effettuare gli investimenti.

La concessione di Autobrennero è scaduta, quella della Brescia–Padova, allo stato attuale e al netto del contenzioso, ha meno di sei mesi di vita, quella di Autovie Venete scade nel 2017. In più, anche per il 2013, ci si aspetta che la flessione del traffico intervenga a vanificare gli aumenti tariffari applicati per remunerare (o pagare) gli investimenti fatti.In buona sostanza, il classico cane che si morde la coda.

Il calo del traffico tendenziale, rilevato nell’arco dei primi quattro mesi e senza contare le fiammate estive, è pesante: il 3,6% di veicoli-chilometro in meno sulla Brescia-Padova, il 3,7% per Cav (Passante di Mestre, A4 tra Padova e Mestre, raccordo Marco Polo e Tangenziale Ovest di Mestre), il 2,7% sull’Autobrennero e il 5,6% per Autovie Venete.

Giusto per capire, basti pensare che nel 1974, subito dopo la guerra arabo-israeliana scoppiata nel 1973, in pieno piano nazionale di austerity economica varato dal governo Rumor, e quindi con il divieto di circolare in auto la domenica, il traffico autostradale sulla Padova-Mestre diminuì del 4,39 per cento.

Il 2012, per di più, non è stato certo un anno felice. In termini di traffico totale, sul tratto Verona-Brennero si è registrato un -3,6% di veicoli-chilometro, da Verona a Modena -6,4%, Vicenza-Piovene Rocchette -7%, Padova-Bologna -7,4%, da Brescia a Padova -6,5%, Mestre-Trieste (con direzione Palmanova-Udine e da Portogruaro a Conegliano) -5,9%, Mestre-Belluno (Pian di Vedoia) -4,8%.

L’impatto, per chi gestisce i caselli, è rilevante. E non solo per loro. Autogrill, ad esempio, nel dare conto dell’andamento delle vendite in autostrada in Italia nel primo trimestre dell’anno parla di un -6,4% «riconducibile alla contrazione del traffico e alla difficile situazione economica del Paese». L’attività di ristorazione e gli acquisti di articoli complementari, sostiene il gruppo controllato dalla famiglia Benetton, «hanno risentito maggiormente della crisi rispetto alle vendite del comparto market, sostenuto dal lancio di iniziative promozionali». Complessivamente, comunque, «in Italia i ricavi si sono attestati a 246,1milioni in calo del 6,7% rispetto ai 263,7 milioni del primo trimestre 2012». Il tutto tenendo comunque conto delle buone performance nelle stazioni (+6,8%) mentre le attività in città, centri commerciali e fiere hanno risentito della chiusura di diversi punti vendita.

Matteo Marian

 

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