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Domani a Roma tutte le proposte a confronto dal ministro Lupi, in pole position l’ipotesi di Costa

VENEZIA – Grandi navi fuori da San Marco, domani a Roma nel vertice convocato al Ministero delle Infrastrutture si avrà una prima indicazione sui progetti alternativi presentati in queste settimane per estromettere le navi da crociera dal passaggio nel Bacino marciano.

Ma – anche se l’ultima parola spetterà poi al Comitatone, che il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi vorrebbe convocare tra la fine di agosto e la prima parte di settembre – il progetto dell’Autorità Portuale che prevede il passaggio delle grandi navi dal Canale dei Petroli con la deviazione poi nel Canale Contorta-Sant’Angelo, scavato allo scopo – parte, oggettivamente, in pole-position rispetto all’ipotesi cara al sindaco Giorgio Orsoni, che vorrebbe portare le grandi navi a Marghera, lasciando la Marittima e a quelle dell’ex viceministro delle Infrastrutture Cesare De Piccoli, che propone un nuovo terminal crocieristico a Punta Sabbioni, in Adriatico e a quella del deputato di Scelta Civica Enrico Zanetti che prevede di mantenere l’ingresso attuale delle grandi navi dalla bocca di porto del Lido, ma deviandole poi con lo scavo di un canale che permetta ai “giganti” crocieristici di passare dietro l’isola della Giudecca anziché nel canale omonimo, con lo scavo di un altro canale.

Il Consiglio comunale straordinario ha approvato un ordine del giorno che propone di approfondire ogni soluzione e dà mandato all’Autorità marittima di svolgere le verifiche necessarie. E l’ammiraglio Tiberio Piattelli, comandante della Capitaneria di Porto di Venezia, che al vertice ministeriale dovrà dare un parere tecnico sui progetti , ha già fatto sapere, dalle colonne del quotidiano Il Sole 24 Ore, come la pensa. «L’unico progetto completo – ha dichiarato l’ammiraglio Piattelli – è quello di Contorta-Sant’Angelo. E, in ogni caso, se si intende mantenere l’attuale Stazione Marittima, le soluzioni possono essere solo due. Una è quella ho appena fatto cenno e l’altra, che ad oggi risulta, però, incompleta, è la proposta di Zanetti. Al momento, invece, mi pare non si possa pensare di congestionare ulteriormente il polo commerciale di Marghera con le navi da crociera. Per quanto riguarda, poi, il piano messo in campo da De Piccoli, mi pare che dovrebbe essere maggiormente approfondito sotto il profilo dei flussi di marea, della possibilità di effettuare le manovre e del trasporto passeggeri dalla bocca di porto di Venezia, un fattore che aumenterebbe fortemente il traffico lagunare». E a difesa del mantenimento del terminal della Marittima ora scende in campo anche l’Ance, l’Associazione costruttori di Venezia, con il suo presidente Ugo Cavallin. «La stazione Marittima quale terminal passeggeri – dichiara -è un’opzione a cui Venezia non può rinunciare se vuole mantenere la leadership del suo porto. Da questo primato deriva l’impossibilità di “fermarsi” e la necessità di ragionare nell’ottica del breve periodo per l’individuazione delle soluzioni allo spostamento delle Grandi navi imposto dal decreto Clini-Passera. Questo esclude alcune tra le ipotesi proposte, in particolare quelle che vorrebbero la creazione di una nuova stazione marittima, sia essa a Porto Marghera o off shore o altrove».

Enrico Tantucci

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