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GRANDI NAVI – Sei ipotesi alternative. Oggi il vertice al ministero

LA CITTÀ. LE GRANDI NAVI

IL GIORNO DELLA VERITÀ – Oggi l’atteso incontro con i ministri Maurizio Lupi e Andrea Orlando

Probabile un rinvio con la possibilità di nuovi studi in vista di un decisivo Comitatone

IL SINDACO – Porto Marghera come ormeggio per i giganti del mare

IL PORTO – Un nuovo canale per bypassare il bacino San Marco

Se il Consiglio comunale di lunedì ha dato di fatto una delega in bianco al sindaco Giorgio Orsoni per affrontare oggi a Roma l’argomento grandi navi, è molto probabile che dall’incontro di oggi con i ministri delle Infrastrutture (Maurizio Lupi) e dell’Ambiente (Andrea Orlando) non scaturisca alcuna indicazione utile in vista di un prossimo Comitatone ancora da fissare.
Le posizioni in campo sono le più disparate e non c’è al momento la possibilità di trovare la quadra. L’autorità portuale, con il presidente Paolo Costa, sostiene che l’unica strada possibile nel breve periodo per l’estromissione del traffico crocieristico dal Bacino sia scavare un nuovo canale marittimo sull’alveo del Contorta-Sant’Angelo, in modo da far arrivare le navi in Marittima passando per Malamocco.
Il Comune, con il sindaco Giorgio Orsoni, intende spostare la stazione Marittima per le grandi navi a porto Marghera con un progetto che non è mai stato divulgato e che egli dovrebbe illustrare oggi al Governo.
La terza alternativa è quella proposta dall’ex ministro Cesare De Piccoli, con la creazione di due grandi banchine portuali a fianco della diga foranea di Punta Sabbioni, fuori dalla laguna e fuori dall’influenza del Mose, che quando sarà in funzione renderà difficile l’accesso in laguna alle navi.
La quarta proposta arriva da Luigi Brugnaro, presidente di Umana ed ex presidente degli Industriali di Venezia. Brugnaro ha rilanciato per l’arrivo in Marittima la proposta di far passare le navi da crociera per il canale dei Petroli, la parte sud dell’isola delle Trezze e il canale Vittorio Emanuele che andrebbe allargato da 60 a 120 metri, e a una profondità di -11.
C’è poi la proposta del neodeputato Enrico Zanetti (Scelta Civica), il quale propone un progetto presentato per la prima volta negli anni Trenta, vale a dire un nuovo canale marittimo dietro la Giudecca per consentire alle navi di arrivare alla Marittima entrano dal porto di Lido senza attraversare il bacino di San Marco.
Infine, la proposta dell’avvocato Alessio Vianello, che rilancia Marghera. Vianello intende creare la nuova Marittima nel canale industriale Nord, vicino a Fincantieri, in un’area perlopiù già dismessa, che è la cerniera tra il porto commerciale, il Vega e il resto della città. Questo avrebbe il vantaggio di rappresentare una riconversione della vecchia prima zona industriale, ma avrebbe il svantaggio delle difficoltà di navigazione in doppio senso e in promiscuità con il traffico merci nel canale dei Petroli.
L’associazione Ambiente Venezia, che fa parte del Comitato No grandi navi, ha comunicato ieri che non considera nessuna delle sei proposte in campo perfetta ma che appoggerà l’unica soluzione pensata per lasciare le grandi navi fuori dalla laguna: il terminal di Punta Sabbioni.

 

IL “DISSIDENTE”  – Fortuna: «Documento gattopardesco. La maggioranza ha deciso di non decidere»

A conclusione del Consiglio comunale sulle grandi navi di lunedì, il capogruppo Udc Simone Venturini ha cantato vittoria per il passaggio della mozione di maggioranza dove si prende atto che in assenza di alternative, «la Marittima è l’area di riferimento della crocieristica». Minimizzando la posizione di Ennio Fortuna, consigliere del suo stesso partito, che si era espresso contro i documenti dell’opposizione e della coalizione che sostiene il sindaco Giorgio Orsoni: il primo perché «incompatibile con la normativa vigente», e il secondo perché «gattopardesco».
Interpellato nel merito, l’ex magistrato precisa che «la mozione della minoranza, che sposava il progetto Contorta Sant’Angelo elaborato dall’Autorità portuale, non era votabile in quanto non coincidente con il Pat e la legge 171/73, che garantisce l’equilibrio idrogeologico della laguna. Questo canale di 4,5 chilometri richiederebbe almeno 10 anni di sperimentazione. E in laguna non si deve scavare più».
Fin qui, le ragioni del primo voto contrario del consigliere Udc. Che tuttavia, non risparmia critiche alla mozione di maggioranza. Definita «equivoca, considerato che scarica ogni decisione sul governo e consente al sindaco di dire a Roma quello che vuole. Orsoni, in aula, ha parlato di Porto Marghera, ma senza specificare dove dovrebbe sorgere la nuova Marittima. Che, per le dimensioni dei condomini del mare presenti e futuri, dovrebbe avere le stesse caratteristiche della Marittima attuale, se non di più. Per questo, provocatoriamente, ho proposto di spostare le navi da crociera in piazza Barche: con presupposti così generici, non farebbe alcuna differenza».
Per Fortuna, «le grandi navi vanno cacciate dalla laguna. Al contrario, con questo documento, continueranno a scorrazzare indisturbate. Una mozione gattopardesca, che non dice nulla: premessa ad anni e anni di discussioni, all’insegna del “Perché non cambi nulla, deve cambiare tutto”. Inoltre, pochi giorni prima, il sindaco aveva definito questi colossi “pericolosi e dannosi”, in linea con il decreto Clini-Passera. Mentre in Consiglio, pro Porto Marghera, ha evocato il programma elettorale. Con lui, poi, mi sono chiarito. Ma resto convinto che di fronte a una simile prospettiva, la soluzione migliore sia quella di De Piccoli, ossia creare per le navi non compatibili un terminal al di fuori della laguna: solo un’idea progettuale, da approfondire. Che il documento approvato dal Consiglio comunale, però, nemmeno menziona».

Vettor Maria Corsetti

 

Escluso il sindaco di Cavallino Treporti

Nessuna convocazione a Roma, invece, per il sindaco di Cavallino-Treporti, Claudio Orazio, il cui territorio potrebbe essere interessato nel caso in cui passasse il progetto di Cesare De Piccoli, con la Marittima a Punta Sabbioni. Questo nonostante in tempi non sospetti egli avesse inviato una lettera ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, al presidente del Porto, al sindaco di Venezia e al comandante della Capitaneria.
«In previsione dell’incontro del 25 luglio – aveva scritto Orazio – e visto che si discute di un progetto che coinvolgerebbe anche il nostro territorio, mi sembra d’obbligo chiarire che non si possono prendere eventuali decisioni senza alcuna partecipazione al tavolo del nostro Comune».
E infatti il tono della lettera mette in chiaro le cose: «Non oso pensare – scrive Orazio – che in quella sede senza aver preventivamente sentito il Comune di Cavallino-Treporti, qualcuno dei soggetti titolati possa presentare ipotesi progettuali che, per qualsiasi motivo, interessano o toccano il nostro comune, Se ciò dovesse avvenire, e lo considererei un vulnus istituzionale, mi corre l’obbligo di sottolineare con forza che, prima di ammettere siffatte proposte, diventa e diventerà indispensabile e pregiudiziale coinvolgere il Comune di Cavallino-Treporti che dovrà valutare eventuali proposte teoricamente così impattanti».

 

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