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Sempre più “Veniceland”, dopo le grandi navi residenti esasperati dagli yacht: «Rumori continui, motori accessi notte e giorno. Impossibile dormire, visuale rovinata»

VENEZIA. “No grandi yacht”si preannuncia essere il motto futuro degli abitanti di Riva Sette Martiri a Castello che non ne possono più dei rumori assordanti provenienti dalle lussuose barche ormeggiate proprio di fronte alle loro abitazioni. Dopo aver vinto la battaglia contro le Grandi navi, parcheggiati tranquillamente fino a due anni fa lungo tutta Riva degli Schiavoni, oggi l’Arca (Associazione Residenti Castello) torna a protestare, questa volta contro le «ville galleggianti» colpevoli di oscurare la vista e produrre un rumore insopportabile.

Il disagio è riscoppiato in questi giorni con la “Samar”, un gigantesco yacht che da qualche giorno (e per dieci giorni) si dondola davanti alle abitazioni in Riva Sette Martiri. Ma se i proprietari dell’imbarcazione probabilmente si godono una bella vacanza estasiati dalla vista mozzafiato sulla laguna, lo stesso non si può dire dei residenti che non solo non si sono goduti i «foghi del Redentore», ma da una settimana non chiudono occhio. «Tengono i motori accesi tutta la notte – afferma il portavoce Etele Pechi – e qualcuno di noi ha dovuto perfino cambiare casa per qualche giorno. Sarà la presenza degli archi (le case rosse, ndr), ma tutto rimbomba continuamente e sembra di essere dentro i motori sempre, soprattutto la notte quando quel brusio non accenna a fermarsi». Allo sfinimento fisico e psicologico si è aggiunta una buona dose di rabbia nei confronti della società «Venice Yacht Pier». Una diretta interessata ha infatti affermato di aver chiamato per chiedere spiegazioni, sentendosi rispondere che gli yacht potevano fare quello che volevano e che in quella zona era permessa la loro permanenza.

La «Venice Yacht Pier», fondata per gestire l’accoglienza alla nautica da diporto, è, insieme alla «Venice Yacht and Ship Assistance», una delle due società che fanno capo a «Venezia Terminal Passeggeri» che se ne occupa. Purtroppo ieri, alla richiesta di un breve colloquio, tutti i responsabili si sono detti impegnati per l’incontro ministeriale di oggi a Roma sulle Grandi Navi in bacino a cui partecipa anche il sindaco Giorgio Orsoni. «Nessuno di Castello che si trovava in Riva – prosegue Pechi – ha potuto vedere il Redentore perché queste barche oscurano la vista. Subiamo ogni volta il passaggio delle Grandi Navi che mandano sempre in tilt la televisione e non ne possiamo più. Ci deve essere una spiegazione a questo rumore continuo che contravviene alla legge 447 del 1995 sul disturbo della quiete pubblica. Finalmente i gruppi di cittadini si stanno unendo e se non ci ascoltano ci faremo sentire.

Vera Mantengoli

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Senza un esposto l’Arpav non farà rilievi

Le normative poco chiare rendono i controlli difficili, gli abitanti chiedono aiuto al Comune

Come arriva uno yacht in laguna? Capitaneria e Comune hanno un ruolo marginale per quanto riguarda gli yacht la cui gestione è affidata alla “Venice Yacht Pear” della “Venezia Terminal Passeggeri”. La società riceve le richieste di ormeggio e le gira alla Capitaneria del Porto affinché valutino sul piano tecnico se c’è il fondale sufficiente a ospitare l’imbarcazione e se l’ormeggio è idoneo. Il Comune invece si limita a definire i parametri di «zonizzazione acustica». Venezia è in «classe terza» che indica un’area di tipo misto con limite 60 decibel diurno (una persona che parla a voce molto alta) e 50 notturno. In realtà gli unici in grado di capire e valutare l’entità del problema del rumore sono i tecnici dell’Arpav del Dipartimento Controllo Ambientale che intervengono in seguito a un esposto presentato al sindaco.

«Nel caso del motore degli yacht le cose si complicano – affermano i tecnici del settore – Le norme in atto riguardano infatti i rumori della ferrovia, dell’aeroporto e delle strade, ma non il traffico acqueo. Quando si presenta un problema di questo tipo bisogna affidarsi alla normativa più vicina. I motori degli yacht devono essere sempre accesi perché forniscono energia elettrica, ma bisogna sentire quanto. Adesso abbiamo una richiesta del Comune di valutare l’inquinamento acustico degli altoparlanti delle imbarcazioni Gran Turismo, ma abbiamo poche risorse». In teoria, una volta fatto l’esposto, la polizia procede a compilare un modello di priorità per valutare l’urgenza dell’intervento. Un’altra soluzione è quella suggerita dalla Capitaneria del Porto di inviare una mail alle autorità competennti (apv@port.venice.it info@veniceyachtpier.com) in modo che prendano atto del disagio, intervento che per l’ARCA non è stato né ascoltato né svolto prontamente. (v.m.)

 

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