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Gazzettino – Castelfranco. Zona industriale: referendum

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

lug

2013

IL CASO – All’esame del Consiglio la trasformazione dell’area di via Lovara

Sartoretto (Pd): «È ammissibile, lo promuoveremo». L’attacco al sindaco

Potrebbe essere indetto un referendum per bloccare la trasformazione urbanistica dell’area comunale tra via Sile e via Lovara e la successiva vendita.
Martedì sera in consiglio comunale c’è stato l’esame delle osservazioni alla variante al piano regolatore che servirà a rendere l’area da mista a completamente industriale. E il dibattito sull’argomento è stato acceso, come del resto accaduto anche della seduta di venerdì scorso, in cui erano state prese in considerazione le prime osservazioni. Ad attaccare il sindaco Luciano Dussin proprio sul tema del referendum è stato Sebastiano Sartoretto, capogruppo di Partito Democratico-Lista Sartor.
«Diversamente da quanto ha dichiarato il sindaco alla stampa, definendo in pratica una stupidaggine la possibilità del referendum, sottolineo che stiamo parlando di una variante ad hoc, che modifica le previsioni del piano regolatore – ha affermato Sartoretto – Quindi rientra nel referendum ed è perfettamente ammissibile, per questo lo promuoveremo».
Il consigliere del Pd poi ha posto l’attenzione sulla Rotocart, ditta che l’anno scorso aveva posato gli occhi sull’area in questione con l’intenzione di realizzarci uno stabilimento per la trasformazione della carta. Il sindaco Luciano Dussin in più occasioni ha affermato di sperare ancora in un interessamento da parte della stessa azienda. «Mi risulta che abbiano comprato di recente una cartiera in provincia di Lucca da otto milioni di euro – ha detto ancora Sartoretto – Confidiamo quindi sul fatto che non vengano più a fare l’intervento che avevano previsto a Castelfranco».
Presa di posizione anche da parte dei consiglieri del Pdl, che hanno deciso di non sostenere la variante e la vendita dell’area. «C’è la necessità di garantire standard di qualità ambientale e di vita quantomeno analoghi a quelli attuali ai residenti limitrofi all’area – hanno dichiarato Franco Gariboldi Muschietti e Fiorenzo Basso – che non possono sopportare in modo indiscriminato e arbitrario le conseguenze e gli effetti di un eventuale insediamento industriale sull’area».

Matteo Ceron

 

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