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PORTO MARGHERA – Il sindaco Orsoni si è incontrato ieri col ministro dell’Ambiente Orlando

Orsoni: «Roma si è impegnata a sbloccare le procedure per rendere operativo l’accordo e far rinascere l’area industriale»

Gli accordi ci sono ma Porto Marghera è sempre più una statua di sabbia. D’altro canto ne sono stati firmati e disattesi talmente tanti di accordi, a partire da quello di programma del 1998, che ormai anche la memoria vacilla. Ieri mattina il sindaco Giorgio Orsoni è andato a Roma a dire al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando che non si può più aspettare, che bisogna accelerare le procedure per rendere operativo l’accordo sulle bonifiche dei terreni firmato a Venezia il 16 aprile 2012 e per permettere finalmente l’avvio dei processi di reindustrializzazione legati all’accordo sul trasferimento agli enti locali delle aree dismesse di Syndial (Eni).
Ebbene il ministro si è impegnato a sbloccare tutto in tempi brevissimi «forse entro la fine dell’estate, consentendo quindi di chiudere tutte le partite sulle quali stiamo lavorando» ha riferito il sindaco tornato a Venezia.
L’accordo siglato con l’allora ministro dell’Ambiente Corrado Clini, insieme a Regione, Provincia, Magistrato alle Acque e Autorità Portuale di Venezia permetterà, una volta diventato pienamente operativo, di ridurre drasticamente i tempi per ottenere le autorizzazioni ed effettuare le bonifiche grazie a procedure standardizzate e alla riperimetrazione del SIN, il Sito di interesse nazionale. Lo scorso gennaio gli stessi soggetti hanno firmato gli accordi attuativi del protocollo, e sempre quest’anno il perimetro del Sin è stato drasticamente ridotto alla sola zona industriale, ponendo le premesse per una rinascita dei 2 mila ettari di Porto Marghera.
Attualmente, inoltre, il Comune sta lavorando per chiudere pure l’accordo per l’acquisizione di circa 115 ettari di aree Syndial dismesse e che Comune e Regione, uniti in una nuova società, destineranno poi alle imprese che vogliano insediarsi a Porto Marghera, con condizioni favorevoli e certezze sui costi e sui tempi di bonifica dei terreni. Sempre se il ministero dell’Ambiente manterrà la promessa fatta ieri e se l’accordo sulle aree Syndial diventerà una cosa concreta.

 

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