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Gazzettino – Venezia. Grandi navi piu’ lontane da S. Marco

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

lug

2013

LA SALVAGUARDIA DELLA LAGUNA

VERTICE AL MINISTERO – Si valuteranno solo i progetti del Porto, di Orsoni e di Scelta civica. Decisione entro ottobre

TRE SOLUZIONI – Le varie ipotesi per il passaggio delle grandi navi ieri a Roma, all’incontro col ministro Lupi, si sono ridotte a tre, ed è già un passo avanti: lo scavo del canale dietro alla Giudecca (proposto da Scelta Civica), una nuova Marittima a Marghera (sostenuta dal Comune di Venezia) e il canale Contorta-Sant’Angelo (proposto dal presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa)

LA REGIONE – Sempre ieri il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha messo in campo tutto il peso del suo ruolo per sostenere ufficialmente il Canale Contorta, la soluzione sposata anche dalla Vtp, la società che gestisce il settore crociere a Venezia e di cui la Regione, unita all’Autorità portuale, ha da poco assunto la maggioranza. Si profila, insomma, un nuovo scontro tra Regione e Comune di Venezia.

FUORI DAL BACINO – La Regione boccia il progetto del sindaco e sposa ufficialmente quello di Costa.

Zaia: «Puntiamo sul canale Contorta»

LA SORPRESA – Resta l’opzione di Scelta civica sul passaggio dietro la Giudecca

Grandi navi, Zaia con Costa

 

VERTICE AL MINISTERO – A Roma restano in ballo solo tre soluzioni. Il presidente schiera la Regione col Porto

«Avanti con il canale Contorta»

GRANDI NAVI – Il sindaco Giorgio Orsoni soddisfatto per l’esito dell’incontro di ieri pomeriggio a Roma.

«Intrapreso finalmente un percorso serio»

Dal vertice di Roma, con i ministri Lupi e Orlando, passano solo tre idee per il superamento del passaggio in bacino San Marco da parte delle grandi navi. Quella del sindaco, che vuol portare il terminal per i giganti del mare a Porto Marghera; quella dell’Autorità portuale, che punta a scavare un nuovo canale per arrivare alla Marittima attraverso il canale dei Petroli. Per questa ipotesi, a sorpresa, si è fortemente sbilanciato all’uscita dall’incontro, il presidente della Regione, Luca Zaia.
«La Regione sostiene l’utilizzo dell’attuale terminal Marittima e la possibilità di far transitare le navi attraverso un nuovo canale, che va a recuperare l’alveo del vecchio Sant’Angelo Contorta. Resta comunque la nostra contrarietà al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco».
Terza idea ad essere preso in considerazione, quello del neodeputato Enrico Zanetti, il quale propone di scavare un canale dietro la Giudecca per far passare le navi.
La riunione al ministero delle Infrastrutture è durata poco meno di due ore e alla fine è scaturito il segnale forte.
«Entro la fine di ottobre – ha annunciato il ministro Maurizio Lupi – sarà presa una decisione per portare le navi fuori da San Marco. Abbiamo individuato un percorso certo, che vede nel Magistrato alle acque e nell’Autorità Marittima la possibilità di valutare tutti i progetti alternativi».
Soddisfatto il sindaco Giorgio Orsoni, che si è speso fin dall’inizio del dibattito per estromettere le grandi navi dal bacino.
«Bene – commenta Orsoni – perché c’è la volontà di risolvere la questione nel più breve tempo possibile e perché gli esiti rispecchiano pienamente il mandato da me ricevuto lunedì dal Consiglio comunale. La proposta del Comune, in particolare, consentirebbe di affermare la centralità ai fini della portualità passeggeri delle strutture esistenti alla Marittima, individuando in Porto Marghera una soluzione immediata e un’alternativa per il futuro».
L’idea di Orsoni “abbraccia” anche quella di Alessio Vianello, di una nuova Marittima nel canale Industriale Nord.
«Non m’importa dove si fermeranno le navi – precisa – l’importante è che lo facciano a Marghera. Mi fa piacere infine il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente, perché consente di attivare un nucleo tecnico per la valutazione preliminare delle ipotesi in campo».

Michele Fullin

 

NO GRANDI NAVI – Il Comitato: «Non c’è stato alcun salto di qualità»

«Non c’è il salto di qualità richiesto».

Il Comitato No Grandi navi commenta il vertice romano.

«La scelta fatta – si legge in una nota – lascia aperte tutte le porte nell’ottica dell’attuale modello di portualità, risolvendo forse il problema del passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco ma mantenendo nel cuore di un’area ambientalmente fragile le principali criticità, a partire dal pesantissimo inquinamento, la devastante erosione dei fondali, il rischio di incidenti anzi aumentato dalla prevedibile congestione futura del Canale dei Petroli. L’aver affidato all’Autorità Marittima e al Magistrato alle Acque la scelta tecnica tra le proposte sul tappeto non è una garanzia, ma al contrario la premessa per scelte che già oggi si possono intuire e che assicureranno l’en plein per le compagnie da crociera».

Il Comitato ricorda la necessità di navi compatibili, in una Marittima in parte riconvertita.

«Deve essere chiaro a tutti che la controparte del Comitato No Grandi Navi non sono i lavoratori portuali, ma coloro che li strumentalizzano, evocando inesistenti perdite di posti di lavoro qualora si cambiasse il modello di crocerismo che danneggia la città e la laguna, e quei politici che ne cavalcano le legittime paure – conclude il Comitato – agitare il ricatto occupazionale è una pratica che i poteri forti utilizzano sempre».

 

 

Vertice romano tra governo, Regione, Comune e Porto. Emergono tre ipotesi per evitare il transito nel cuore di Venezia, entro ottobre la decisione definitiva

DECRETO CLINI – Entro ottobre la decisione del governo sulle navi a S. Marco.

Il decreto Clini-Passera non resterà lettera morta. Ad annunciarlo, al termine di una riunione di circa due ore a Roma, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: «Entro la fine di ottobre ci sarà da parte del Governo l’assunzione decisiva di una soluzione finale sul passaggio delle grandi navi a Venezia».
Al vertice, annunciato da tempo, hanno partecipato anche il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa e il governatore del Veneto, Luca Zaia. Sei le alternative in campo per evitare il passaggio di navi lunghe oltre 300 metri e più alte degli edifici della città, nel cuore di Venezia. Alle quali se ne aggiunge una settima, quella del Comitato No grandi navi, il quale dopo aver aperto una finestra mondiale sulla questione, chiede di non limitarsi a ciò che si è sentito e di svolgere un concorso internazionale di idee.
Da ciò che si è capito all’uscita dalla “sala del Parlamentino”, il Governo ha fretta di chiudere la questione, e ce l’hanno anche tutti gli altri perché l’incertezza rischia di far perdere competitività al porto crocieristico veneziano (nel 2012 un milione e 800mila passeggeri, con un indotto locale – calcolato dall’Autorità portuale – di 283,6 milioni l’anno e 4.255 posti di lavoro diretti).
Che cosa si farà, lo ha spiegato lo stesso Lupi: «Abbiamo individuato un percorso certo, che vede nel Magistrato alle Acque e nell’Autorità marittima (la Capitaneria) la possibilità di valutare tutti i progetti entro la metà di settembre».
Poi, prima della fine di ottobre, sarà convocato il Comitatone che prenderà la decisione definitiva.
Delle idee portate all’attenzione del Governo, alla fine ne sono rimaste tre, tra le quali le due più forti. La prima è quella dell’Autorità portuale, che prevede l’entrata dalla bocca di porto di Malamocco, arrivando nell’attuale stazione marittima attraverso un nuovo canale, scavato sull’alveo di uno naturale esistente. Il nuovo canale Sant’Angelo Contorta dovrebbe essere lungo 4mila 800 metri e largo 120 con profondità a 10 metri e mezzo. Secondo Costa, la realizzazione comporterebbe un investimento di 170 milioni, dei quali 62 a carico del Porto.
Il sindaco Orsoni intende invece spostare le navi più grandi (quelle fino a 40mila tonnellate potrebbero continuare a passare davanti a San Marco) nella zona industriale dismessa di Porto Marghera facendo arrivare ed uscire le navi più grandi sempre da Malamocco.
L’ultima ipotesi è quella del neoparlamentare di Scelta Civica, Enrico Zanetti, il quale propone di scavare un nuovo canale dietro le isole di San Giorgio e della Giudecca, creando una sorta di “circonvallazione” lagunare. Lungo 2 chilometri, largo 150 metri, costerebbe secondo Zanetti non più di 11 milioni.
L’incontro è stato considerato positivo da tutti i protagonisti, perché per la prima volta è stato deciso che le navi giganti non passeranno più da San Marco.
«Gli esiti – commenta Orsoni – testimoniano che c’è la volontà di risolvere nel più breve tempo possibile e che è stato intrapreso un percorso serio. La nostra proposta è la più fattibile e la più immediata e consente di mantenere la struttura della Marittima individuando a Marghera una soluzione immediata».
Il governatore Zaia, che all’inizio si era mantenuto equidistante, ieri ha sposato pubblicamente la linea di Costa: «La Regione – ha commentato – sostiene l’utilizzo dell’attuale terminal e l’arrivo delle navi attraverso lo scavo di un nuovo canale».
Nel frattempo, come ha ricordato il ministro dell’Ambiente, «sono state assunte alcune misure di sicurezza a riduzione del rischio».
Delusi, invece, i rappresentanti dei “No grandi navi”.

«L’aver affidato – è il commento del portavoce Silvio Testa – all’Autorità marittima, che ha sempre coperto ogni scelta dell’Autorità portuale, e al Magistrato alle Acque, che negli anni ha permesso ogni devastazione in laguna, la scelta tecnica tra le proposte sul tappeto non è affatto una garanzia».

Michele Fullin

 

IL COMITATO  «Adesso un concorso internazionale di idee»

Grandi navi più lontane da S. Marco

LE ACCUSE – Inquinano e mettono a rischio i fondali

Il dibattito sul passaggio delle grandi navi (quelle lunghe oltre 290 metri, tanto per capirci) a Venezia è nato in seguito alle clamorose e continue proteste del Comitato No grandi navi, che in pochi anni ha portato il tema all’attenzione del mondo intero. La tesi sostenuta è che il passaggio delle grandi navi provochi un movimento di masse d’acqua enormi capaci di mettere a repentaglio le fondamenta della città. Inoltre è stato sollevato il tema dell’inquinamento: «Una grande nave inquina come 14mila auto» è il leitmotiv del Comitato, che punta anche sull’inquinamento elettromagnetico dovuto alla presenza di potenti radar che vengono sempre tenuti accesi.

 

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