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SAONARA – A sorpresa, Terna rilancia. Dopo lo stop al progetto dell’elettrodotto aereo tra Dolo e Camin, imposto lo scorso 10 giugno dal Consiglio di Stato, Terna Rete Italia ha presentato una ulteriore istanza allo stesso Consiglio, chiedendo se sia possibile procedere con i lavori su tutte le altre parti dell’elettrodotto, in attesa di una nuova autorizzazione per il segmento di linea elettrica che dovrebbe passare nelle immediate vicinanze di Villa Sagredo a Vigonovo.

«Il Consiglio di Stato», si legge in una nota diffusa da Terna, «ha rilevato la “non adeguata motivazione” del parere positivo espresso dal ministero dei Beni Culturali in sede di Valutazione d’impatto ambientale relativamente al breve tratto di linea in prossimità dell’area su cui insiste Villa Sagredo. Perciò, con l’istanza, Terna Rete Italia ha chiesto al Consiglio di Stato se la corretta applicazione della sentenza consenta la ripresa dei lavori dell’elettrodotto Dolo-Camin (eccetto il tratto di Villa Sagredo, per il quale è necessaria una riedizione dell’autorizzazione a partire dalla Valutazione d’impatto ambientale), dell’elettrodotto Mirano-Malcontenta e dell’interramento delle linee presenti nel Vallone Moranzani».

Infine Terna motiva la sua istanza con la necessità di assicurare, mediante il nuovo elettrodotto, stabilità al sistema elettrico veneto, e con la volontà di evitare il congelamento dei 290 milioni di euro di investimenti già previsti per l’opera.

La prima reazione è quella del sindaco di Saonara Walter Stefan: «Questa prassi è del tutto inusuale, e secondo me pretestuosa», dichiara Stefan, che preannuncia di volersi consultare al più presto con i legali e con gli altri sindaci del comprensorio «Terna potrebbe usare meglio il suo tempo per trovare un accordo con gli enti locali e i comitati».

Si apre quindi un nuovo capitolo nella “saga” dell’elettrodotto aereo, iniziata nell’ormai lontano 2007. Sin dai primissimi tempi gli enti locali interessati al progetto e anche le popolazioni si mostrarono fortemente ostili al progetto di elettrodotto aereo, sostenendo la necessità di un interramento della linea. Contro il giudizio favorevole di compatibilità ambientale espresso nel dicembre 2009 dal Ministero dell’Ambiente Comuni e comitati civici avevano presentato ricorsi al Tar, che però li aveva rigettati. Meno di due mesi fa la sentenza del Consiglio di Stato ha ribaltato la situazione. Adesso Terna prova a rilanciare.

 

Sono 290 i milioni di investimenti in Veneto, adesso congelati, che verrebbero sbloccati se il Consiglio di Stato accogliesse l’istanza presentata da Terna per la ripresa dei lavori di razionalizzazione degli elettrodotti tra Dolo e Camin, tra Mirano e Malcontenta e nel Vallone Moranzani. Lo stop riguarda una cinquantina di imprese e varie centinaia di lavoratori. Va ricordato inoltre che, dopo l’interramento degli elettrodotti aerei, nell’aerea del Vallone Moranzani, a Malcontenta, dovrebbe sorgere una discarica di fanghi inquinati scavati dai canali portuali, destinata poi a diventare un parco urbano attrezzato di quasi 200 ettari con una collinetta alta 12 metri. Sulle conseguenze della sentenza del Consiglio di Stato (del 10 giugno 2013) l’assessore all’Ambiente del Comune di Venezia, Gianfranco Bettin, ha chiesto e ottenuto la convocazione di un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato.

Patrizia Rossetti

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