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FIESSO – L’inizio dei lavori ieri mattina per la costruzione della pista ciclabile di via Piove ha scatenato la protesta di alcuni residenti e del comitato fiessese “Difendiamo l’ambiente in cui viviamo”. L’opera, a cura della Provincia, riguarda un tratto di 340 metri per un importo di 700 mila euro e, oltre alla ciclabile, vedrà la sistemazione dei marciapiedi, dell’illuminazione e la posa di nuove tubature idriche e, in genere, dei sottoservizi. Un’intervento però fortemente contestato per il carattere invasivo.

«L’opera è inutile», ribadiscono Vittorio Pampagnin, Orlando Masiero e Gianni Badoer, «perché inizia nella rotonda di Casello 9, dove non esistono altre piste ciclabili, e finisce dove c’è un restringimento della carreggiata prima del ponte sul Naviglio».

In molti ritengono questo tratto di pista che inizia e finisce nel nulla, molto pericolosa. Pesante la protesta poi per il previsto abbattimento di 31 tigli. Secondo il comitato gli alberi sono fondamentali perché proteggono i residenti da rumori e dall’inquinamento.

«Purtroppo i tigli non verranno piantumati in altro luogo come spiegato dal comune di Fiesso», sostengono i rappresentati del comitato, «anche perché se le piante sono utili in un posto non è detto che abbiano la stessa utilità anche in un altro. Pochi anni fa avevano abbattuto nella zona sei platani centenari e due tigli con la promessa, finora non realizzata, di riposizionamento». È stata poi inviata una lettera alla presidente Francesca Zaccariotto e al sindaco Andrea Martellato chiedendo la sospensione dei lavori e di proporre un diverso piano tecnico per la salvaguardia dei tigli.

Giacomo Piran

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