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Porto Marghera: il ministro dell’Ambiente garantisce a Orsoni l’accelerazione delle autorizzazioni di messa in sicurezza delle aree industriali di Syndial (Eni)

MARGHERA – Prima di partecipare alla mega-riunione sulle Grandi Navi al ministero delle Infrastrutture, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha incontrato ieri mattina il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sottoponendogli «l’urgenza di accelerare le procedure amministrative» sulle bonifiche di Porto Marghera e «l’avvio dei processi di reindustrializzazione legati all’accordo sul trasferimento» a Comune e Regione di circa 110 ettari di aree industriali non più attive di Syndial (Eni) per «consentire alle imprese interessate di insediarsi a Porto Marghera in condizioni favorevoli per l’investimento e certezze sui costi e sui tempi di bonifica dei terreni».

«Il ministro Orlando», ha riferito ieri Orsoni, «mi ha dato assicurazione che in tempi brevissimi, forse entro la fine dell’estate, saranno sbloccate tutte le procedure su Porto Marghera, consentendo quindi di chiudere tutte le partite sulle quali stiamo lavorando».

L’amministrazione comunale di Venezia ha sottoscritto nell’aprile del 2012 – insieme all’allora ministro dell’Ambiente, Corrado Clini e ai rappresentanti di Regione, Provincia, Magistrato alle Acque e Autorità Portuale di Venezia – un Accordo di Programma per la “Bonifica e la riqualificazione ambientale del Sito d’Interesse Nazionale di Porto Marghera e aree limitrofe” che prevedeva, fra l’altro, la regolamentazione delle procedure di bonifica e messa in sicurezza, di caratterizzazione standardizzate dei suoli da risanare e la riperimetrazione del Sito di interesse nazionale (Sin). Nel gennaio di quest’anno le stesse istituzioni hanno poi sottoscritto gli «accordi attuativi del protocollo, consentendo l’attivazione delle procedure per la rigenerazione industriale di Porto Marghera» che prevede la semplice messa in sicurezza (e non più la bonifica radicale) delle aree contaminate destinate ancora ad attività industriali.

Le nuove, più celeri e semplificate procedure di autorizzazione degli interventi di bonifica delle aree industriali hanno permesso alla Commissione tecnica congiunta composta dal ministero dell’Ambiente, dalla Regione del Veneto e dal Comune di dare il via libera al progetto di bonifica e messa in sicurezza dell’area occupata (del valore di 3,2 milioni di euro) dagli impianti dell’ex clorosoda di Syndial dove l’Oleificio Medio Piave intende costruire un nuovo impianto di produzione di mangimi e oli vegetali per biodiesel.

Gianni Favarato

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