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I lavori per la realizzazione della contestata ciclabile di via Piove sono partiti. Ed a rimetterci per primi sono stati i tigli che costeggiavano la strada; facendo infuriare i rappresentanti del comitato «Difendiamo l’ambiente in cui viviamo».

«700.000 euro per fare un inutile tratto di pista ciclabile lungo poco più di 200 metri. E per fortuna che siamo in regime di »spending review, altrimenti chissà cosa avrebbero fatto”.

Sono un fiume in piena Vittorio Pampagni, Orlando Masiero e Gianni Badoer, esponenti del comitato ambientalista.

«Un tratto- sottolineano- dove per immettersi si rischia la vita, poichè c’è da superare la rotonda di Casello Nove e finisce dove c’è la strozzatura della strada che immette al ponte sul Naviglio. Ci è stato detto che servirà a »mettere in sicurezza” un tratto di strada. Chi l’ha detto forse non sa che proprio in quel tratto esiste già un marciapiede malridotto, per l’incuria in cui è stato lasciato da anni dalla pubblica amministrazione (Provincia e comune)”.

Rilanciando:

«Appaiono perfino risibili le giustificazioni che gli alberi abbattuti verranno piantati in altri posti. Primo perché ciò non avverrà mai (vedasi i platani tagliati per fare spazio alla Città della moda); e secondo perchè se gli alberi sono utili in un posto non è detto che abbiano la stessa utilità anche in un altro».

I tre esponenti si dicono dispiaciuto per l’ignavia mostrata dai residenti:

«Forse delusi dall’incuria sperano in soluzioni migliori nell’abbattimento totale».

(g.dco.)

 

  1. 1 Comment

    • D.B. says:

      E’ stato veramente desolante vedere con i propri occhi il vuoto creato dai tigli abbattuti. E’ scandaloso come si possa creare un tale scempio per nessun motivo. La pista ciclabile per quanto utile poteva essere realizzata allo stesso modo, dato lo spazio esistente in Via Piove, con marciapiedi sia destra che a sinistra ed anche un mezzo fossato, poteva anche arricchire il territorio in termini di progettazione ambientale. Cosa fanno gli uffici tecnici dei comuni? Chi approva questi scempi? Non si impara nulla da chi ha senso del rispetto per l’ambiente e la natura? Forse una volta una pedalata in Riviera del Brenta valeva quanto girare in bicicletta ad Amsterdam o in qualunque paese nord europeo, adesso la sensazione è semplicemente di desolazione. Si parla di ignavia dei residenti: Io non abito più in zona, ma un lavoro di tale genere fatto quasi a Ferragosto, in una zona quasi disabitata (I condomini e le casette di fronte ai tigli abbattuti sono pressochè disabitate o abitate da extracomunitari, e persone anziane), rischia quasi di passare inosservato. La mia famiglia, che non abita lontano, non ha realizzato subito tale scempio ed e’ rimasta paralizzata e incredula e con gran senso di impotenza.

      Uniche parole: SQUALLORE, IGNORANZA, MANCANZA DI CULTURA, MANCANZA DI SENTIMENTI, MANCANZA DI SENSO DEL RISPETTO, MANCANZA DI AMORE PER IL PROPRIO PASSATO.

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