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Gazzettino – Venezia. Maxi-nave sfiora la riva, e’ polemica

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

lug

2013

«Quella supernave ha sfiorato la riva»

Polemica a Venezia

La denuncia con foto e video. L’assessore Bettin: «Forse un errore di manovra»

La Capitaneria: nessun rischio sicurezza

L’armatore: una notizia del tutto falsa

La nave dei crocieristi entra in bacino San Marco, “sfiora” la riva ed esplodono le polemiche sulla sicurezza legata al traffico delle grandi navi a Venezia. Denuncia il fatto il giornalista-scrittore Roberto Ferrucci che scatta foto e gira video sul passaggio della Carnival Sunshine. L’assessore comunale Bettin: «È passata a non più di 20 metri dalla riva, forse un errore di manovra». Ma secondo la Capitaneria di Porto non ci sono mai stati rischi per la sicurezza della navigazione, mentre l’armatore dichiara che si tratta di una notizia falsa. La polemica è servita.

 

IN BACINO – Il fatto è avvenuto alle 11 di ieri mattina e ha riacceso puntualmente la polemica

La scena ripresa da un video. Bettin: «Passaggio ravvicinato». Ma la Capitaneria smentisce

VENEZIA – La denuncia per un “passaggio pericoloso ” verso San Marco. L’armatore: tutto inventato

È LA CARNIVAL SUNSHINE

La nave è lunga circa 300 metri, con una stazza di 102.000 t

Maxi-nave sfiora la riva, è polemica

Solo 2 giorni fa l’incontro a Roma per dare ordine al “traffico”

Sono passati due giorni dall’incontro a Roma per decidere un’alternativa al passaggio delle grandi navi a San Marco e subito scoppia l’ennesimo caso a Venezia. A scatenarlo, due foto e un video realizzati con un cellulare. Verso le 11 di ieri mattina, una nave da crociera lunga poco meno di 300 metri e con 102mila tonnellate di stazza, ha compiuto una manovra che, durante l’evoluzione verso il porto, l’avrebbe portata a passare vicino a riva dei Sette Martiri. A denunciare il fatto è stato il giornalista e scrittore veneziano Roberto Ferrucci, il quale ha pubblicato sul suo blog foto e video del passaggio della Carnival Sunshine, nave varata nel 1996 dalla Fincantieri con il nome di Carnival Destiny e riammodernata lo scorso anno dallo stesso cantiere. Una nave, dunque, legata da sempre a Venezia, da cui nell’ottobre 1996 partì il viaggio inaugurale. Nel video (visibile sul nostro sito) si vede la nave che compie l’evoluzione per entrare in canale della Giudecca, sbandando visibilmente, mentre una foto mostra un vaporetto “stretto” dalla nave proprio vicino alla riva.

«È passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri – denuncia l’assessore all’ambiente Gianfranco Bettin – Secondo i testimoni, l’impressione è che si sia trattato di un errore di manovra, che tra l’altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto pubblico e altre imbarcazioni. Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un “inchino”, assomiglia a uno “struscio” – molesto quanto rischioso».

Per Bettin, insomma, è l’ennesima prova che il decreto Clini – Passera va applicato al più presto.
Anche il Comitato “No grandi navi” ha preso la palla al balzo.

«Le grandi navi vanno certo allontanate da San Marco – attacca il portavoce Silvio Testa – ma vanno estromesse anche dalla laguna perché eventi così possono avvenire dovunque».

Commenti avvenuti nell’immediatezza, ma alla fine non è accaduto nulla, malgrado si sia scatenato un tam-tam mediatico che parlava di “inchino” a piazza San Marco. Manovra pericolosissima, che però non è avvenuta.
Infatti, a freddo sono arrivate le smentite. A cominciare da chi ha il compito di controllare il traffico marittimo a Venezia: la Capitaneria di porto. «La navigazione – hanno detto in Capitaneria dopo aver verificato le rotte e aver sentito gli equipaggi – si è verificata come previsto dalle disposizioni in vigore, con l’ausilio di due rimorchiatori e con due piloti a bordo. Nessun problema si è verificato per quanto riguarda la sicurezza della navigazione».
Carnival e l’Autorità portuale parlano addirittura di notizia falsa e strumentale. «La nave è passata a 72 metri dalla riva, come verificato dal tracciato Gps».
Il tracciato è peraltro pubblico e basta smanettare un poco in internet per trovarlo. Da quello si evince che la rotta seguita non sarebbe stata fuori dalla norma. Nessun problema è stato inoltre segnalato dal personale Actv alla sala operativa dell’azienda, per il vaporetto che sarebbe stato stretto dalla nave.
«Non ho commenti da fare – dice il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, parlando di procurato allarme – se non che questa specie di psicosi non aiuta nessuno».
Sulla stessa linea Andrea Locatello, segretario provinciale di Ugl mare, capitano di macchina di rimorchiatore e in servizio proprio ieri mattina.
«La nave è stata ripresa nel momento in cui è obbligata a cambiare rotta per entrare in canale della Giudecca – commenta – altrimenti piomberebbe in canal Grande. Quella manovra è uguale per tutte le navi e viene fatta tutti i giorni. Capisco che le dimensioni facciano impressione – conclude – ma è una cosa normale. Quel vaporetto, invece, non doveva trovarsi lì perché è fatto obbligo a tutti di lasciare spazio a una nave in manovra».

Michele Fullin

 

IL PRECEDENTE – Nel 2004 fu la “Mona Lisa” a mettere paura

L’ultimo incidente risale a giovedì 12 maggio 2004, alle 7.57. La nave da crociera tedesca “Mona Lisa” si arenò ad un centinaio di metri dalla zona monumentale di piazza San Marco, mentre stava passando davanti all’isola di San Giorgio.
L’incidente non provocò danni alla nave, ai passeggeri e nemmeno ai monumenti ma le operazioni per disincagliarla sollevarono onde che provocarono lo scontro tra due vaporetti. Proprio in quei giorni a Venezia si era riaccesa la discussione sulla possibilità di estromettere le grandi navi dal Bacino di San Marco.

 

GRANDI NAVI IN BACINO

LA MANOVRA – La Carnival Sunshine è passata a pochi metri da Riva Sette Martiri

IL TESTIMONE – Lo scrittore Ferrucci ha assistito da un bar allo “scodazzo” della nave

RIVA SETTE MARTIRI – Preoccupazione e polemiche per l’episodio avvenuto ieri mattina poco dopo le 11

«La nave così vicina: impressionante»

L’assessore Bettin: «Se questa è normalità…». Testa: «Non possiamo rischiare incidenti»

«Tutto è successo intorno alle 11.15, ed è durato solo 20 secondi: impressionante e da quel che mi risulta del tutto inconsueta la vicinanza della nave da crociera alla riva: al massimo una trentina di metri. Come il vaporetto dell’arte, stretto da questo gigante del mare e con poco spazio a disposizione. Non ho esitato un momento: preso il cellulare ho scattato delle foto e girato un video, che subito dopo ho inviato per conoscenza all’assessore all’Ambiente».
Testimone di quello che ieri Gianfranco Bettin ha definito un probabile errore di manovra, e «più che un inchino, uno struscio, molesto quanto rischioso» è stato lo scrittore ed opinionista Roberto Ferrucci. Che proprio alle grandi navi ha dedicato un capitolo del suo ultimo libro «Sentimenti sovversivi», evidenziando la differenza tra il loro varo a Saint-Nazaire («cui ho assistito più volte, e dove ogni evento del genere è una festa») e le polemiche veneziane connesse alla loro circolazione in laguna e al passaggio per bacino San Marco e il canale della Giudecca.
Roberto abita in un appartamento a Sant’Elena, dividendosi per impegni professionali tra l’Italia e la Francia. E proprio ieri mattina, da un tavolino del bar-gelateria “Il Melograno”, ha assistito e documentato insieme a un turista la manovra di “Carnival Sunshine” (102mila tonnellate di stazza, 272 metri di lunghezza, 35 di larghezza e 62 di altezza) davanti a riva dei Sette Martiri. «Le grandi navi da crociera per me non sono certo una novità – ha precisato – Lavoro spesso qui, dal momento che mi piace farlo all’aria aperta. Tuttavia, una cosa del genere non l’avevo mai vista. Né sono stato il solo a registrarla, malgrado a quell’ora e per il gran caldo le persone in riva dei Sette Martiri fossero relativamente poche. Confesso la mia ignoranza in materia di navigazione, e da inesperto non ho motivi per pensare che tutto non si sia svolto nel rispetto delle norme di sicurezza. Ma indubbiamente “Carnival Sunshine”, assicurata a prua e a poppa a due rimorchiatori, era più vicina alla riva del normale, all’incirca 30 metri, e ha stretto il vaporetto dell’arte. Per questo ho postato foto e video a Bettin, che conosco da anni, chiedendogli un parere. E lui ha richiamato poco dopo, condividendo le mie perplessità e quelle delle altre persone presenti».
«Questa mattina non c’ero – ha rincarato la dose Alessandro del bar “Il Melograno” – Tuttavia, non ho motivo di contestare quanto dice Ferrucci: qui gli inchini trasformati in strusci non sono così insoliti. Tanto che in certi casi ironizzo sul fatto che questi bestioni potrei trovarmeli all’interno del locale».
Sulla vicenda, l’assessore all’Ambiente ha chiesto ragioni a chi di dovere «per un probabile errore di manovra che costituisce l’ennesima prova di come il decreto Clini-Passera vada applicato al più presto». Mentre immediata e ancora più polemica è stata la presa di posizione del Comitato No grandi navi:

«Ma non c’erano i binari? – ha sbottato il portavoce Silvio Testa – La manovra azzardata o del tutto errata compiuta da “Carnival Sunshine” dimostra quanto siano inconsistenti e strampalate le teorie del presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa e di quello di Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, sull’impossibilità di un incidente e in particolare della perdita di rotta di una nave da crociera in bacino. Le grandi navi vanno non solo allontanate da San Marco, ma anche estromesse dalla laguna. Perché eventi così possono avvenire dovunque, e ci si chiede cosa accadrebbe se, facendo transitare le navi passeggeri nel canale dei Petroli, come vorrebbero Costa e Trevisanato ma anche il sindaco Orsoni, l’incidente accadesse in un convoglio, con la nave passeggeri stretta tra una chimichiera, una petroliera, una porta carbone o una porta container. Il problema delle grandi navi non si risolve spostando il terminal croceristico, ma cambiando modello, puntando a un crocierismo compatibile con la città e la sua laguna».

 

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