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Serena: «Le attività rimaste possono trasferirsi a Castrette» 

VILLORBA. Il rischio è che ci si trovi chissà per quanto tempo con l’ennesima cattedrale nel deserto. Un parco commerciale abbandonato, in mezzo a decine di capannoni da tempo lasciati dalle aziende che li riempivano. La sfida che ora in municipio a Villorba si stanno ponendo è come rilanciare la zona commerciale, dopo l’addio di Panorama e quello, che pare quasi certo, di Grancasa (con 50 dipendenti a rischio). «La partita si gioca nella riconversione dei volumi», spiega Serena, «nell’area vicina a Benetton, dalla Postumia fino alla cartiera Marsoni, ci sono 400 mila metri quadrati liberi, a cavallo tra Spresiano e Villorba. Lì si potrebbero spostare le aziende che ancora resistono nella zona industriale, che ormai è morta». Il progetto del sindaco nasce anche da aspetti logistici. L’area vicina a Benetton entro 5 anni sarà collegata alla Pontebbana, è coperta per gran parte dalla fibra ottica, esiste già uno stabilimento da riqualificare (quello della Maber). Si tratterebbe però di un’altra zona industriale. «Ma l’altra verrebbe convertita a verde», dice Serena, «è chiaro che per farlo serve un aiuto. Ma se le aziende avessero agevolazioni fiscali adeguate in cambio della demolizione del vecchio e del trasferimento? Nel nostro Comune l’evasione Imu quest’anno sta toccando il 40%, lo scorso anno era ferma al 6. E bisognerebbe agevolare l’accesso ai capitali privati. Così avremmo tutta la vecchia area industriale, ad eccezione di chi si affaccia sulla Pontebbana, convertita a verde, e una nuova, moderna». Quel che per il momento è sotto gli occhi di tutti è il fallimento di un’area commerciale nata pochi anni fa.

Federico Cipolla

 

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