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Nuova Venezia – Venezia. Grandi navi, una bufera di polemiche

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

lug

2013

 

Bettin: «Normalità aberrante, tutto il mondo ha visto le immagini». Lo yacht di mister Carnival lascia la città

PAOLO COSTA – L’episodio dimostra il clima d’isteria collettiva: adesso il progetto c’è, eliminiamo il problema alla radice una volta per tutte

TIBERIO PIATTELLI – Tutto regolare, se l’imbarcazione fosse transitata a una distanza di 30-40 metri dalla riva si sarebbe insabbiata

Venti metri o settanta, “struscio” o normale passaggio a un soffio dalla banchina, le immagini della Carnival Sunshine che sfiora Riva Sette Martiri hanno ulteriormente alzato la temperatura del dibattito sulle grandi navi in bacino San Marco. Le foto del palazzo galleggiante che sembra stringere un vaporetto Actv hanno fatto il giro del mondo e rinfocolato le polemiche sul passaggio dei bestioni del mare davanti a Palazzo Ducale, a prescindere dall’episodio specifico di sabato. Un episodio che, secondo la Carnival e la Capitaneria di Porto, non ha nulla di anomalo e non ha comportato alcun rischio. «I 70 metri di distanza dalla riva erano tali, se la nave fosse stata più vicina, anche a 40-30 metri, si sarebbe arenata, perché lì c’è fondo sabbioso – spiega il comandante della Capitaneria di Porto di Venezia, Tiberio Piattelli – Da quello che ci risulta è tutto il regola. Il nostro sistema Ais, che monitora il traffico delle navi in transito, dava una distanza ancora maggiore dalla riva. Ma abbiamo preso il dato del router della nave stessa, che dava appunto 70 metri. Ad una distanza inferiore la nave si sarebbe insabbiata. Quando giungono a Venezia entrando dalla bocca del Lido, le navi seguono sostanzialmente uno stretto canale di navigazione, e devono stare al centro, altrimenti potrebbero arenarsi». In totale sintonia la Corporazione Piloti Estuario Veneto, secondo cui «i pochi metri indicati dal testimone sono in verità 72, e che lo sfioramento del vaporetto Actv in realtà non è altro che un transito in totale sicurezza».

Tutto normale, insomma, ma di una «normalità aberrante» come la definisce l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin. «Tutto il mondo ha visto le immagini della reale distanza, cioè dell’estrema vicinanza, della Carnival Sunshine da Riva Sette Martiri, al di là della percezione di chi la osservava da terra – dice Bettin – Il rassicurante coro ufficiale secondo il quale sarebbe “tutto in regola tutto normale” inquieta ancor più. Se questo è normale, se è normale che colossi dei mari molto più grandi del Titanic passino a poche decine di metri dalla riva, in mezzo a barche, barchette e mezzi pubblici, oltre a tutto il resto (emissioni, rumori, masse d’acqua profonda spostate), è di un’aberrante normalità che stiamo parlando, da far finire al più presto».

Secondo il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa è un episodio «che dimostra un’isteria collettiva, o in un senso o in un altro; per questo prima togliamo le grandi navi da bacino San Marco meglio è. Il progetto è stato presentato, ora eliminiamo una vola per tutte il problema».

Ieri pomeriggio, intanto, lo yacht del presidente della Carnival Corporation, Micky Arison, ha levato gli ormeggi da Riva Sette Martiri mentre in città s’interrogava per la milionesima volta su cosa avrebbe potuto accadere. «Il mondo intero sta discutendo, con preoccupazione, del rischio corso da Venezia. Eppure c’è chi, ancora, fa finta di non vedere. O, peggio, nega la realtà – prende posizione il consigliere comunale Beppe Caccia – Ed è davvero inquietante sentire controllori e controllati replicare all’unisono. Le cronache giudiziarie di questi giorni sono piene delle sciagurate conseguenze di questa confusione di ruoli, sul tema altrettanto delicato della salvaguardia. A chi blatera di “notizie false e tendenziose”, citando i dati gps del Voyage Data Recorder (VDR) che attesterebbero 72 metri di distanza dalla riva, ricordo che il punto di misurazione è collocato all’altezza della plancia di comando in una nave lunga ben 272 metri. Ciò significa che la rilevazione potrebbe essere effettuata in mezzo al Bacino di San Marco». Il tutto è racchiuso nelle immagini scattate dallo scrittore Roberto Ferrucci che dice: «In questi ultimi 10 anni ho visto centinaia di passaggi di navi ma quello di ieri è quello che più mi ha stupito. Del resto le foto e il video che ho girato sono eloquenti: la Carnival Sunshine è passata più vicina delle altre».

Manuela Pivato

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Il Codacons presenterà un esposto

Il Codacons presenterà oggi un esposto alla Procura della Repubblica sul caso del passaggio ravvicinato ieri a Riva Sette Martiri a Venezia della nave da crociera Carnival Sunshine. «Chiederemo alla Procura – spiega il presidente Carlo Rienzi – di accertare i fatti denunciati, aprendo una indagine per attentato alla sicurezza dei trasporti e pericolo di naufragio, e di accertare le responsabilità non solo della Carnival, ma anche della Capitaneria di Porto». Rienzi ricorda che «non è la prima volta che il Codacons denuncia le navi da crociera che attraversano il bacino di San Marco e i pericoli insiti nel passaggio vicino alla riva di questi giganti dei mari». «Una prassi che tuttavia – conclude Rienzi – sembra destinata a proseguire, senza alcun intervento da parte delle autorità competenti. Per questo chiederemo domani alla Procura di Venezia di disporre il sequestro di tutte quelle imbarcazioni da crociera che eseguiranno “inchini” e passeranno a pochi metri dalla riva veneziana».

Nel dibattito interviene anche il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni: «Ancora una volta suona un campanello d’allarme che impone lo stop alle grandi navi a Venezia; è necessario, subito, un confronto che sancisca l’assoluto e immediato divieto di transito nel Canale della Giudecca e l’eventuale analisi di soluzioni alternative».

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Odissea della nave Zenith i crocieristi chiedono i danni

Il 24 giugno scorso l’improvviso incendio a bordo al largo di Chioggia.

I passeggeri spagnoli: «Emergenza gestita male, abbiamo respirato fumo»

L’appuntamento è per oggi, all’ora di pranzo, a Madrid, per una giornata di brutti ricordi e di rabbia. A trovarsi saranno decine di passeggeri dei circa 1.672 (oltre a 603 membri dell’equipaggio) che lo scorso 24 giugno erano a bordo della nave da crociera spagnola Zentih, in avaria a 16 miglia al largo di Chioggia per un incendio, scoppiato alle 3.48 della notte, alla sala macchine. Un incendio che aveva messo fuori gioco il motore, nonostante il tentativo dei tecnici di ripararlo. Un incubo in alto mare, conclusosi solo all’una di notte del 25 giugno con la decisione concordata con la Capitaneria di Porto e l’unità di soccorso di mettere in azione tre rimorchiatori per trasportare la nave alla banchina Liguria del “molo A” di Marghera. Vacanza rovinata, notte in albergo, e poi tutti di nuovo a casa, con voli organizzati dalla Pullmantur prevalentemente per Madrid e Barcellona. Anche se la compagnia si è più volte spesa spiegando di aver fatto il possibile per ridurre i disagi dei propri passeggeri, molti di loro non hanno intenzione di accontentarsi di un biglietto di scuse e del rimborso del biglietto della vacanza andata, letteralmente, in fumo. «Vogliamo che ci vengano riconosciuti i danni che abbiamo subìto», raccontano i promotori dell’iniziativa del comitato “Afectados Pullmantur” che oggi metteranno nero su bianco la nascita dell’associazione. A coordinare l’incontro sarà l’avvocato Antonio Garcia Barba, che già difende i crocieristi spagnolo che si trovavano a bordo della Costa Concordia finita contro uno scoglio nei pressi dell’isola del Giglio il 13 gennaio dello scorso anno. «L’obiettivo dell’associazione che si costituisce con questo incontro» spiega l’avvocato Barba, dal suo ufficio di Malaga «è di chiedere tutti insieme alla società Pullmantur i danni morali per quanto subìto. Proprio per questo prima si cercherà un accordo e se non sarà possibile si procederà la causa, se così deciderà l’associazione formata dai passeggeri». «Per questo la riunione di oggi», aggiunge l’avvocato, «servirà non solo a costituire il comitato, ma anche a decidere quali misure prendere contro la Pullmantur responsabile di quanto accaduto». L’associazione si costituisce a Madrid perché a bordo della Pullmantur c’erano soprattutto turisti spagnoli, i quali raccontano di una gestione dell’emergenza terribile, rispetto a quanto comunicato ufficialmente dalla compagnia spagnola. «Siamo indignati per il mancato riconoscimento del danno che ci è stato provocato», spiega uno dei membri dell’associazione, Carmen Martinez Sevila, di Alicante, «e della poca sensibilità della compagnia. Sulla Zentih sono stare ore terribili, molti di noi hanno respirato molto fumo, nessuno ci diceva cosa fare, i bagni erano inutilizzabili. Una gestione pessima».

Francesco Furlan

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L’avvocato scelto dai passeggeri segue anche i naufraghi della Concordia

Antonio Barba Garcia, del collegio degli avvocati di Malaga (nel Sud della Spagna) è il legale che porterà avanti la battaglia del comitato nato tra i passeggeri che erano a bordo della Zenith quando il 24 giugno scoppiò l’incendio nella sala macchine. I componenti del comitato non l’hanno scelto a caso visto che l’avvocato già si sta occupando dei passeggeri spagnoli che si trovavano a bordo della nave da crociera condotta dal comandante Francesco Schettino, la Costa Concordia che a gennaio 2012 andò a sbattere contro uno scoglio all’isola del Giglio. Il comitato dei passeggeri che erano a bordo della Concordia nacque tra marzo e aprile dello scorso anno, con l’obiettivo di vedersi riconoscere, a vario titolo, i danni subiti per il terribile incidente causato da un “inchino” azzardato. In questi giorni si sta celebrando il processo che vede il comandante Schettino unico imputato per il naufragio della nave da crociera a bordo della quale persero la vita trentadue persone.

 

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