Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

GRANDI NAVI – Azionate le eliche laterali per non rompere gli ormeggi. Piccole barche in difficoltà

Ieri pomeriggio la Carnival Sunshine è salpata, ma con una visibile scia di polemiche sulle grandi navi che dopo la denuncia di sabato, vera o falsa che sia, non si sono ancora placate.
In seguito al maltempo, nel bacino della Marittima si è verificata ieri all’ora di pranzo una “mareggiata” artificiale. Due navi, la Royal Princess e la Grand Celebration, hanno azionato durante il temporale i “bow thrusters”, le eliche laterali per impedire che si spezzassero gli ormeggi.

Il vento ha soffiato anche a 60 chilometri orari, ma secondo alcuni testimoni, la spinta delle eliche avrebbe fatto quasi ribaltare due barche per il trasporto passeggeri e una bettolina, nonché bloccato per una buona mezz’ora ogni attività di piccole unità all’interno del bacino. Chi si trovava in quel momento ha parlato di “vortici che permangono anche un quarto d’ora dopo la fine dell’emergenza”. Non è dato sapere se anche la Sunshine abbia azionato le eliche laterali, poiché essa si trovava sulla banchina di fronte al Tronchetto, ma se lo avesse fatto gli effetti si sarebbero visti. Un paio d’anni fa, infatti, una nave ormeggiata proprio al posto della Carnival, azionò le eliche e sradicò letteralmente due motonavi dell’Actv saldamente ormeggiate.
L’autorità marittima ha intanto concluso l’istruttoria sentendo tutti i protagonisti del fatto denunciato dallo scrittore Roberto Ferrucci che con il telefonino aveva ripreso una manovra della nave da riva dei Sette Martiri. «È passata a 20 metri dalla riva durante una virata» aveva detto. E subito si cominciò a parlare di “inchino” o di errore di manovra.
L’istruttoria della Capitaneria ha tuttavia portato ad un nulla di fatto sia dagli accertamenti strumentali che testimoniali. Nessun problema alla sicurezza della navigazione quel giorno, dunque, ma ciò non toglie il fatto che ormai a Venezia le grandi navi rappresentano un nervo scoperto.
Proprio sul web molti veneziani ieri hanno preso di mira l’ammiraglio Tiberio Piattelli, che aveva dichiarato “se la nave fosse stata tanto vicina alla riva si sarebbe fermata, perché a 30 metri c’è un fondo sabbioso”. Tra il popolo del social network Venessia.com c’è stata la gara a chi pubblicava le navi più grandi “arenate” (in realtà ormeggiate normalmente) in riva dei Sette Martiri, che è tuttora una banchina portuale (non più per le grandi navi) e quindi dispone della profondità necessaria. In realtà il comandante Piattelli si riferiva sicuramente alla lingua di secca di fronte al Molo di San Marco. Nessuna protezione ci sarebbe, invece, nel caso in cui una nave finisse contro i 7 Martiri.
«In quella zona – attacca Silvio Testa, dei No grandi navi – c’è una profondità di 11 metri, evidenziata dalle batimetrie più recenti. Altro che secca».

Michele Fullin

 

I COMMENTI – Orsoni: «Serve una soluzione immediata»

«Dicono che si tratta di una normale manovra, ma è una normalità sbagliata». È il commento dell’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, che per primo aveva denunciato sabato la manivra della Carnival Sunshine.
«Questi fatti – dice il sindaco Giorgio Orsoni – dimostrano che un approfondimento come deciso del Governo è necessario, ma che bisogna anche affiancare un provvedimento tampone e immediato a quello definitivo. Ho sempre sostenuto questa ipotesi, cioè Marghera». Per il senatore Felice Casson è necessario che il Governo intervenga subito e ha presentato un’interrogazione: «La posta in gioco è la tutela di uno dei principali gioielli del Paese». Un’altra interrogazione, al sindaco, è stata depositata dal capogruppo del Pd, Claudio Borghello: «Evidenza pubblica per le tutele esistenti». L’eurodeputato Andrea Zanoni ha denunciato: «Stanno scherzando con la nostra Venezia. È ora di passare dalle parole ai fatti». Infine, il consigliere comunale Beppe Caccia: «Il Gps non conta. Anche a 75 metri di distanza una nave del genere avrebbe potuto minacciare seriamente palazzo Ducale o punta della Dogana».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui