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SANITA’ PUBBLICA

DOLO «Siamo convinti che le nostre richieste verranno esaudite perché le argomentazioni seguono criteri di interesse generale». A spiegarlo è Vincenzo Crisafi, presidente della commissione sanità del comune di Dolo e medico pneumologo, che rileva i “pregi” del documento contenente le osservazioni alle schede ospedaliere presentato venerdì scorso in V Commissione Regionale.

«Non possiamo perdere l’apicalità di chirurgia generale h24» prosegue Crisafi, «né l’ostetricia e la ginecologia e neanche il Pronto Soccorso».

Sulla documento arriva anche il commento di Bruno Pigozzo, consigliere regionale ed ex presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13. «Credo che il tema della chirurgia e della destinazione dei ricavi, nel caso dell’eventuale vendita delle aree attualmente ospedaliere del comune di Dolo, siano tematiche condivisibili».

Sul futuro dell’Asl 13 Vincenzo D’Agostino, ex amministratore dell’ospedale di Dolo, rilancia la proposta dell’ospedale unico. La discussione sul tema era stata molto accesa negli anni scorsi e si era anche proposto di costruire l’ospedale unico nell’area dove dovrebbe sorgere Veneto City. «Resto sempre dell’opinione che l’ospedale unico sia la scelta migliore» spiega, «verso questa direzione, con saggezza e senza lotte di campanile, sono andati Este e Monselice, San Donà e Portogruaro». D’Agostino si sofferma sull’eventuale vendita dei “vecchi” padiglioni dell’ospedale di Dolo. “Sarà bene ricordare che il legato Guolo in base al quale è sorto l’ospedale di Dolo pone un vincolo di destinazione a favore dell’ospedale dolese e nessuno potrà aggirarlo senza conseguenze anche di ordine politico. Meglio quindi l’ospedale unico».

Giacomo Piran

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