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Pressing di Orsoni per allontanare le grandi navi, ma il Comune non presenterà progetti, si limiterà a proporre un tracciato

«Per limitare il passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco – anche alla luce dell’ultimo episodio che ha riguardato la Carnival Sunshine – bisogna pensare a soluzioni di emergenza in attesa di quelle definitive. Come già accade in occasione della Festa del Redentore, si può pensare di portarle a Marghera, in un’area predisposta, attraverso il Canale dei Petroli». Così il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è tornato ieri sulle ipotesi di estromissione delle navi fa crociera di Bacino di San Marco, anche alla luce delle numerose polemiche suscitate dall’ultimo episodio di sabato scorso: il passaggio vicino alla Riva dei Sette Martiri della nave da crociera Carnival Sunshine, immortalato anche da alcuni scatti fotografici e fonte di una denuncia pubblica dell’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, anche se sia la Capitaneria di Porto, sia l’armatore della Carnival hanno poi smentito che il passaggio della grande nave sia stato particolarmente ravvicinato alla riva o pericoloso.

L’ipotesi Marghera sarà anche quella che il Comune di Venezia con il sindaco porterà al tavolo tecnico ministeriale attivato da Capitaneria di Porto e Magistrato alle Acque che entro la metà di settembre dovrà vagliare le proposte di tracciato alternativo per le grandi navi che saranno poi vagliate – anche sul piano dei tempi di realizzazione e dei costi – dal Comitatone, fino al giudizio finale del Governo entro la fine di ottobre.

La novità (forse non chiara a tutti dal dibattito pubblico scaturito finora) è che il Comune non presenterà alcun progetto alternativo al tavolo ministeriale, limitandosi solo a proporre un’ipotesi di tracciato – appunto quella di trasferimento dell’attracco di parte delle grandi navi a Marghera, in alcune banchine dismesse nell’area del Vega e di Fincantieri – e lasciando che sia poi Capitaneria di Porto, Magistrato alle Acque e la stessa Autorità portuale a «tradurla» in un progetto concreto sulla base delle esigenze del traffico crocieristico che sbarca in laguna. Il risultato realistico a cui si punta è appunto quello di una soluzione provvisoria che consenta di spostare a Marghera almeno una parte – nel vertice ministeriale Orsoni ha parlato di poco più del 30 per cento – delle grandi navi superiori alle 40 mila tonnellate che con il decreto Clini-Passera non dovrebbero più passare per il Bacino di San Marco. Una delle variabili della decisione finale del Governo saranno infatti anche i tempi, Il progetto più definito e completo sul piano degli studi, quello dell’Autorità Portuale – che prevede lo scavo del Canale Contorta-Sant’Angelo, dove sfociare dopo aver percorso il Canale dei Petroli – richiederebbe infatti, almeno tre anni di tempo tra iter burocratico e lavori, dal momento del via libera, oltre a un investimento di circa 170 milioni di euro (60 dei quali a carico del Porto). Fino ad allora, però, la situazione resterebbe esattamente quella di oggi. (e.t.)

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LA SIMULAZIONE – Rischio sempre in agguato secondo l’analisi di un esperto

Non si ferma la polemica sul passaggio «ravvicinato» della Carnival Sunshine sabato scorso in Riva dei Sette Martiri e a fornire nuovi elementi a quella che sarebbe la potenziale pericolosità del passaggio delle grandi navi da crociera in Bacino di San Marco è il consigliere comunale della lista In Comune Beppe Caccia, con un’elaborazione al computer del passaggio della nave da crociera. «Le due immagini elaborate al computer da Luca Tornatore, ricercatore presso l’Area Science Park di Trieste – dichiara – dimostrano che, in ogni caso, una nave come la Carnival Sunshine costituisce una incontrollabile minaccia per la città e il suo patrimonio architettonico e monumentale. In una prima immagine che abbiamo ricavato si nota che anche con il GPS del Voyage Data Recorder (VDR) posizionato a 75 metri dalla riva le dimensioni nella nave sono tali da minacciare seriamente, tanto per fare un esempio, Palazzo Ducale. L’immagine riproduce in scala fedele l’area d’ingombro del natante (lungo 272 metri e largo 35). C’è poi il ragionamento sulla rotta. Nella seconda figura, (che pubblichiamo) le posizioni gps rilevate. Lo storico del tracciato di sabato mattina è disponibile su marinetraffic.com. Le due posizione cerchiate di rosso stanno sulla rotta prevista, il punto di domanda sulla posizione, più o meno, fotografata. E se la nave stava a 70 metri dalla Riva dei Sette Martiri, come sostengono Compagnia e Capitaneria, stava comunque fuori rotta. Che si sia trattato di un inchino o meno, tra il punto A e il punto B la nave si è trovata sul punto di domanda, quindi facendo una manovra ad angolo che, anche non essendo un esperto, sembra piuttosto pericolosa».

 

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