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Gazzettino – Tangenti per certificare le ville venete

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

31

lug

2013

FIESSO – Ex presidente di Confindustria

Tangenti per far restaurare la villa: indagato Fracasso

C’è anche l’ex presidente degli Industriali di Venezia, Oreste Fracasso, tra gli indagati per presunte tangenti pagate a un funzionario dell’Istituto Ville Venete allo scopo di far certificare i pregiati immobili e ottenere finanziamenti regionali per i restauri. Fracasso, 89 anni, è stato chiamato in causa per villa Soranzo, a Fiesso d’Artico. Oltre a lui sono indagati a vario titolo altri cinque proprietari di ville in tutta la regione. Le ipotesi di reato variano dalla corruzione, alla truffa aggravata, all’abuso d’ufficio.

LA MENTE – Marco Brancaleoni avrebbe ricevuto dai 5 ai 10 mila euro per ogni pratica

VENEZIA – Un funzionario accusato di aver favorito finanziamenti pubblici in cambio di denaro

Restauri in villa con la tangente 9 indagati per truffa

Ad Aviano è indagato Bruno Carraro proprietario di palazzo Menegozzi

Dieci le persone coinvolte nell’inchiesta della Procura di Venezia

Sarebbero stati in tanti – e tra loro anche nomi eccellenti – a pagare Marco Brancaleoni, il veneziano di 44 anni, funzionario dell’Istituto ville venete (Ivv) che, nel marzo del 2012, finì agli arresti domiciliari con l’accusa di aver incassato somme illecite di denaro per “pilotare” alcune pratiche relative alla concessione di finanziamenti pubblici regionali per la ristrutturazione di palazzi e ville venete di pregio storico-artistico. A sostenerlo è il sostituto procuratore di Venezia, Paola Tonini. Nei giorni scorsi, il magistrato ha chiuso le indagini preliminari con il deposito degli atti, la procedura che normalmente precede una richiesta di rinvio a giudizio: sotto accusa sono finite nove persone (oltre allo stesso Brancaleoni) nei confronti delle quali sono formulate, a vario titolo, le ipotesi di corruzione, abuso d’ufficio e truffa aggravata ai danni della Regione Veneto.
Tra gli indagati di maggior rilievo figura il milanese Lorenzo Borletti, 56 anni, appartenente ad una delle famiglie più importanti del capitalismo italiano (fratelli Borletti, Rinascente), oggi noto viticoltore (è vicepresidente del Consorzio vino doc di Bagnoli) e proprietario di villa Widmann Borletti a Bagnoli, in provincia di Padova. Poi c’è l’industrale Oreste Fracasso, 89 anni, ex presidente degli industriali di Venezia (e titolare delle omonime industrie), chiamato in causa per villa Soranzo, a Fiesso d’Artico. Indagati anche Alberto Bergamini, 65 anni, imprenditore nel settore delle pelli di Polesella, in provinca di Rovigo, che nel 1999 ha acquistato Villa Martelli Piccioli a Canaro; Marcello Bernardini di Verona, 69 anni, proprietario di villa Albertini Fraccaroli detta “Alberta” nel Veronese; Nicola Marzaro, 43 anni, di Curtarolo (Padova), proprietario di villa Ferramosca Sesso Beggiato a Barbarano di Grisignano di Zocco (Vicenza); Bruno Carraro, 57 anni, imprenditore di Aviano (Pordenone), titolare della Domovip e proprietario di villa Menegozzi Brazzoduro Carraro ad Aviano. Sotto accusa, infine, anche due professionisti, l’architetto padovano Ferruccio Tasinato, 46 anni e il geometra Stefano Guzzonato, 51 anni, di Fiesso, nonché la moglie di Brancaleoni, Chiara Catalano, 38 anni, quest’ultima in relazione ad alcune consulenze storico artistiche effettuate in relazione ad un paio di edifici.
Secondo la Procura, Brancaleoni avrebbe ricevuto, tra il 2010 e il 2011, somme che vanno da 5 a 10mila euro per ogni pratica, in cambio dell’”aiuto” fornito ai proprietari delle ville al fine di ottenere contributi più alti. Il funzionario dell’Ivv è accusato anche di istigazione alla corruzione per aver proposto la sua “collaborazione” anche ad Ennio Caggiano, proprietario di villa Bembo Da Mosto Mocenigo Molin di Dolo, il quale però rifiutò.
Dopo l’arresto Brancaleoni si difese sostenendo di non aver commesso alcun illecito: a suo dire i soldi incassati si riferivano a consulenze da lui effettuate a titolo personale, come se fosse stato un libero professionista. Consulenze che, a suo dire, potrebbero avere semmai profili di irregolarità amministrativa e fiscale, ma non penale. Ma il pm Tonini non è dello stesso avviso.
Ora gli indagati potranno depositare memorie difensive o chiedere di essere interrogati; poi spetterà alla procura tirare le fila dell’inchiesta.

Gianluca Amadori

 

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