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LA LAGUNA, L’ECONOMIA

COSTA «Trovare la soluzione più praticabile»

BETTIN  «Escludere l’area industriale è solamente un errore a priori

Il Porto: «Mai a Marghera» E Ca’ Farsetti va all’attacco

L’affondo è tra le righe. Ma c’è tutto. E si potrebbe leggere così: tutte le soluzioni, anche le più rapide possibili (sulla carta) possono essere utili, ma al momento, meglio non parlare di Marghera. Già. Meglio operare per sottinteso, anche se poi si chiede “chiarezza”. É un po’ questo il tono del documento promosso dal Comitato Portuale riunitosi ieri nella sede dell’Autorità a San Basilio, al quale hanno partecipato il presidente Paolo Costa; la Capitaneria di porto con l’ammiraglio Tiberio Piattelli, rappresentanti del mondo portuale (armatori, categorie, lavoratori), ma al quale non ha partecipato il Comune, che ne è comunque membro di diritto.
E il risultato dell’incontro, anche dopo il caso della Carnival Sunshine, è presto detto: appello a fare presto nella ricerca di una «alternativa praticabile – si dice nella nota – al passaggio davanti a Piazza San Marco». E fin qui tutto bene. Ma è nel capoverso successivo che si chiarisce lo scopo: «Questo deve essere l’unico, e primario, obiettivo che non può essere caricato di altri, pur interessanti progetti, come la riqualificazione di aree a Porto Marghera. Tutto ciò rischierebbe solo di allungare i tempi di decisione e lasciar spazio a sterili e infondate polemiche». Insomma, sull’ipotesi Terminal a Porto Marghera, noi Comitato portuale proprio non ci sentiamo. Per nulla.
E alla cosiddetta “botta” che arriva da San Basilio, ecco pronta la “risposta” da Ca’ Farsetti. Tocca all’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin che, proprio sul caso della Carnival Sunshine, non si lascia scappare una battuta:

«Prima erano “almeno 40 metri”, poi “72 precisi precisi”, ora 106 metri, addirittura precisissimi 110.5: man mano che passa il tempo la distanza della Carnival dalla riva dei Sette Martiri si è dilatata sempre di più. Ancora un po’ – chiosa Bettin – non risulterà mai entrata a Venezia…!.

Ma a parte l’arguzia, Bettin mette il dito nella piaga:

«Che i testimoni diretti del fatto possano aver percepito – aggiunge l’assessore – distanze minori, e lo erano rispetto ai passaggi ordinari delle navi, non è il segno che si tratti di normalità. Tutto ciò è aberrante e deve finire al più presto. E in questo concordiamo con Autorità portuale e Capitaneria. Ma se si esclude a priori Porto Marghera dalle soluzioni, perfino da quelle transitorie, e subito praticabili, allora significa che si vuole solo prendere tempo e rinviare sine die l’alternativa. Porto Marghera è la soluzione immediata, dove le navi possono andare subito, in attesa di stabilire, anche in tempi brevi, la soluzione definitiva senza prevedere lo stravolgimento della laguna».

 

LEGA – Bitonci in Parlamento sul caso della Carnival

«Le rassicurazioni della Carnival non convincono. Le tragedie di Genova e dell’Isola del Giglio insegnano che le variabili, compreso il fattore umano, sono molteplici e un attimo di distrazione o un guasto meccanico possono causare disastri. Come non è consentito alle vetture di Formula 1 di scorrazzare nelle autostrade, così deve essere vietato il transito a grattacieli galleggianti a pochi metri da luoghi ad altissimo valore artistico e densamente popolati». Lo dichiara Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato, che ha depositato un’interrogazione parlamentare per i ministri dei trasporti Lupi e dell’ambiente Orlando. «Invito Lupi a Venezia. Vorrei che salisse su un vaporetto dell’Actv e ammirasse uno “struscio” da una posizione privilegiata – afferma -. Il biglietto glielo pago io. Sono certo che dopo la gita in laguna darà piena applicazione della disposizione governativa che vieta il passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco. E non solo: oltre allo stop per le grandi navi va assicurato il ricollocamento del personale che lavora direttamente o indirettamente con queste imbarcazioni».

 

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