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Oggi l’assessore Chisso incontra in Provincia i sindaci per illustrare il piano

Ma “FerrovieaNordest” rilancia: maggiore frequenza per le distanze brevi

Sindaci in Provincia per discutere con l’assessore ai Trasporti regionale, l’orario cadenzato dei treni. È in programma alle 17, all’auditorium del Centro servizi in via Forte Marghera, il faccia a faccia promosso dalla Regione per la presentazione del nuovo orario ferroviario cadenzato. Nel corso dell’incontro l’assessore Renato Chisso, assieme alla Direzione mobilità e Trenitalia, illustrerà i contenuti delle caratteristiche tecniche del nuovo orario, che prevede sulla direttrice più importante, la Verona – Vicenza – Padova – Venezia, 13 coppie di treni regionali veloci al giorno che dovrebbero fornire una alternativa competitiva, efficiente ed economica addirittura alle varie Frecce e che saranno sincronizzati con i collegamenti ferroviari lungo le altre direttrici di traffico che fanno capo ai centri maggiori. Nel frattempo lunedì sera a Marcon, in vista dell’incontro, si è svolta una serata dal titolo «Una proposta razionale di orario cadenzato: prospettive a confronto per studenti, pendolari e turisti della linea Portogruaro-Venezia». Al centro del dibattito, le migliorie da apportare al nuovo orario. Presenti il sindaco di Marcon, Andrea Follini, il primo cittadino del comune di Quarto d’Altino, Silvia Conte e i portavoce dell’associazione Ferroviea Nordest, la Onlus che sta affiancando le amministrazioni dopo che queste ultime hanno segnalato diversi gap e mancanze specialmente lungo la linea Venezia-Trieste. Secondo i sindaci il nuovo orario cadenzato taglia corse importanti e lascia dei vuoti, impedendo tecnicamente la possibilità di integrazione tra servizio ferroviario e servizio su gomma. Lunedì è stata illustrata la proposta di FerrovieaNordest, che sarà portata oggi in Provincia.

Due le premesse, si legge nel documento: per spostamenti brevi intorno al polo urbano (Venezia e Mestre) quello che conta è la frequenza, per minimizzare i tempi di attesa, per spostamenti lunghi verso i confini della provincia quello che conta è la velocità, per ridurre i tempi di viaggio.

«Nella bozza presentata dalla Regione viene aumentata la frequenza per spostamenti lunghi e riducendone la velocità, ovvero il contrario di quanto è necessario, impiegando molte risorse. Noi proponiamo una struttura per aumentare la frequenza intorno al nodo urbano ed aumentare la velocità per spostamenti lunghi, ad un costo inferiore».

Come? Anzitutto serve – secondo FerrovieaNordest – un regionale veloce Venezia Santa Lucia–Trieste, ogni ora, un regionale Venezia Mestre – Portogruaro, ogni ora e un suburbano Venezia Santa Lucia–Quarto d’Altino, ogni trenta minuti. In quest’ottica Quarto dovrebbe diventare «la stazione porta di Venezia sul versante orientale, punto di interscambio tra servizi veloci ed urbani, e con essi l’accesso alla città».

«Quello proposto», spiega il sindaco di Marcon, Andrea Follini, «è un cadenzamento vero che consente di mettere in rete la futura organizzazione dei trasporti, anche su gomma. Avere una infrastruttura che funziona è un grande beneficio per tutti i pendolari, gli studenti e nell’ottica turistica. Quarto in questo senso diventa importante perché è il limite della cintura urbana, ci auguriamo che la proposta sia presa in considerazione».

Marta Artico

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la denuncia della cgil regionale 

«Ogni giorno soppressi venti convogli»

«Ogni giorno, dall’introduzione dell’orario estivo, la situazione soppressioni e cancellazioni treni del servizio regionale ferroviario si è aggravata, le soppressioni viaggiano normalmente sopra le 20, con alcune giornate sopra le trenta su 600 treni programmati al giorno». A ritornare sui disagi degli spostamenti su rotaia, è la Filt Cgil regionale, la quale fa notare che le soppressioni vengono poi sostituite con corse di autobus: «Per il viaggiatore queste decisioni improvvise e frequenti non sono propriamente la stessa cosa. Saltano coincidenze e impegni, i tempi di percorrenza si allungano». E ancora: « Inoltre l’altro fatto che si ripete con inqualificabile frequenza è il cambio del materiale rotabile di composizione treno, con la inevitabile situazione di treni superaffollati per carrozza, viaggi qualitativamente indicibili e così via. Tutta questa “normalità” di treni soppressi e cancellati stride con la litania delle dichiarazioni estive sul netto miglioramento dell’orario cadenzato che entra in vigore da dicembre 2013. La maggior parte delle soppressioni di questi mesi sono dovute alla mancanza di personale di condotta e principalmente di bordo». Chiosano: «Si faccia il punto dei reali investimenti, dei ritardi da recuperare se si desidera offrire un servizio sostenibile per la mobilità regionale perché non sarà sufficiente per la dotazione minima indispensabile la sola sostituzione di materiale rotabile obsoleto». (m.a.)

 

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