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Gazzettino – Venezia. Porto off-shore. Salva la pesca.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

ago

2013

Terminal d’altura: presentato a Caorle il Protocollo regionale da 44 milioni per interventi compensativi a favore dei pescatori

RISARCIMENTI – Aiuti ai pescherecci che verranno penalizzati dall’off-shore in Adriatico. Mai accaduto prima

Terminal off-shore: circa 44 milioni di euro di interventi compensativi per il mondo della pesca. È questo, in sintesi, il risultato della concertazione avviata nei mesi scorsi tra Regione Veneto, Magistrato delle Acque, Autorità Portuale di Venezia e le principali associazioni di categoria per risolvere il nodo dei possibili danni alle attività di pesca causati dalla realizzazione del Terminal d’Altura. La concertazione ha portato alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa che è stato presentato ieri mattina a Caorle, nella sede del Cogevo, dal Governatore del Veneto Luca Zaia e dagli assessori regionali alla pesca ed alle infrastrutture, Franco Manzato e Renato Chisso.
Per Zaia si è aperta la strada verso un nuovo modello di dialogo tra sistema economico della pesca ed istituzioni: il primo riconosce la necessità delle grandi opere a mare, mentre la Regione si fa garante che gli eventuali effetti negativi sulle attività pescherecce saranno verificati, mitigati e compensati.
Il protocollo, per garantire i pescatori, entra a far parte della Valutazione di Impatto Ambientale del Terminal: in questo modo ne viene assicurata l’attuazione. «È un accordo – ha ricordato Manzato – unico nel suo genere: il primo che prevede per un’opera a mare una compensazione importante per la pesca e che dà il via ad interventi del genere per ogni situazione analoga. In questa occasione, infatti, l’unità di crisi della pesca creata per affrontare una fase congiunturale è stata trasformata in permanente per analizzare qualsiasi opera a mare».
«Il porto off-shore di Venezia è una grande opera per l’economia regionale: per quelle a terra abbiamo attivato accordi con il mondo dell’agricoltura per compensare gli impatti; ora – ha aggiunto Chisso – estendiamo questa filosofia anche agli interventi in mare».
Per i pescatori è intervenuto il presidente del Cogevo Venezia, Gianni Stival che ha ricordato come il settore sia comunque preoccupato per gli effetti di un’opera così rilevante, ma che è stato fondamentale coinvolgere gli operatori nella fase di studio e progettazione: solo in questo modo sarà possibile garantire una compensazione che consentirà alla marineria veneta (3mila imprese per oltre 9mila addetti, numeri che la rendono tra le più grandi d’Italia) di sopravvivere. «Il porto Off Shore di Venezia – ha concluso il Governatore – è la vera alternativa per uno sviluppo sostenibile della città lagunare. Ma non solo, perché noi siamo per una grande intesa con tutti i porti dell’Alto Adriatico, in un’area per la quale il collegamento con il Baltico diventa il Canale di Suez del terzo Millennio. La prospettiva è quella di accorciare di 5-6 giorni gli attuali tempi di trasporto delle merci».

 

Caorle. Superati i dubbi sull’impatto ambientale, anche il mondo della pesca ha detto sì al progetto.

Il terminal off shore conquista tutti

CAORLE – Regione, Magistrato alle Acque, Autorità portuali e soprattutto i rappresentanti delle categoria di pesca hanno detto pubblicamente “sì” all’unanimità al progetto terminal off shore di Venezia, proprio ieri nella sede Co.Ge.Vo di Caorle. Un protocollo d’intesa che attendeva solo l’approvazione di impatto ambientale e che, negli ultimi sei mesi, ha visto uniti ad un unico tavolo di lavoro tutte le categorie per dar vita ad un progetto innovativo che, secondo il presidente della Regione Luca Zaia, presente all’incontro, ha tutte le carte in regola per divenire presto, unito al progetto del corridoio Baltico-Adriatico, il nuovo Canale di Suez. Una piattaforma sull’Adriatico che alla Regione costerà circa 44 milioni di euro, che risolleverà il settore ittico di tutta la Costa Adriatica, creando un’unica grande marineria che sarà presto considerata la più virtuosa oltre che un modello per le istituzioni. Anche i più scettici della tavola rotonda, cioè la categoria ittica, inizialmente preoccupati per l’impatto ambientale che tale struttura porterà alla fauna del luogo, hanno ora visto le importanti opportunità che il terminal potrà garantire, sia a livello economico che mercantile. «Non eravamo totalmente entusiasti», ha detto Gianni Stival, presidente di Co.Ge.Vo, «perché ormai l’Adriatico è diventato un cantiere aperto, ma vogliamo partecipare proprio per dare nuova linfa al settore ittico che tanto ha sofferto in questi ultimi anni». Una grande opportunità per tutte le economie della Regione, anche quelle a terra ed infatti sono state coinvolte anche le categorie agricole. «Un nuovo modello di collaborazione», ha detto Zaia, «per cui le opere necessarie si fanno assieme, cercando tutte le modalità per attutirne l’impatto».

Gemma Canzoneri

 

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