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Riesame, libertà negata anche a Mario e Stefano Boscolo Bracheto. Mazzacurati rinuncia alla richiesta.

VENEZIA – Pio Savioli, consigliere del Consorzio Venezia Nuova per il Consorzio Veneto Cooperativo, resta agli arresti domiciliari. Così ha deciso ieri il Tribunale del riesame di Venezia respingendo la richiesta di revoca della misura cautelare chiesta dai difensori del consigliere. Arresti domiciliari confermati anche per Mario e Stefano Boscolo Bracheto, amministratori della Cooperativa San Martino di Chioggia. Il Tribunale del riesame, presieduto da Angelo Risi, ha invece revocato l’obbligo di dimora ad altri tre indagati dell’inchiesta sul Consorzio Venezia Nuova, ovvero ad Antonio Scuttari, rappresentante legale della Clodiense Opere Marittime, a Erminio Boscolo Menela, rappresentante legale della Boscolo Sergio Menela e figli, e a Dimitri Tiozzo dell’omonima impresa. A sorpresa, invece, l’ex presidente del Consorzio Giovanni Mazzacurati, agli arresti domiciliari dal 12 luglio scorso con l’accusa di turbativa d’asta, ha rinunciato al riesame che avrebbe dovuto essere discusso oggi. Questa mattina, dunque, saranno vagliate le richieste di revoca della misura cautelare solo nei confronti di Gianfranco Boscolo Contadin, direttore tecnico della Nuova Co.ed.mar, e di Valentina Zemella, rappresentante legale della Zeta srl, che era stata raggiunta dall’obbligo di dimora. Sono state rese note, nel frattempo, le motizavioni delle decisioni del Tribunale del riesame in merito alla prima tranche di richieste. In particolare, nei confronti di Roberto Boscolo Anzoletti, rappresentante legale della Lavori Marittimi e Dragaggi spa, i giudici hanno confermato gli arresti domiciliari ravvisando il pericolo di reiterazione criminosa. Nelle conversazioni con Mazzacurati, Boscolo Anzoletti chiede all’allora presidente di adoperarsi affinchè le grandi imprese restinofuori dalla porta. «Noi piccoli non abbiano il Mose – si lamenta Boscolo Anzoletti – e muoriamo». La possibili reiterazione del reato è all’origine della conferma della misura cautelare anche per Luciano Boscolo Cucco, rappresentante legale de La Dragaggi srl, per il quale il gip aveva firmato l’ordine di dimora. E’ andata meglio, invece, a Juri Barbugian, rappresentante legale della Nautilus srl e a Carlo Tiozzo Brasiola, della Somit. ai quali il Tribunale del riesame della settimana scorsa, non ravvisando elementi di reiterazione del reato, aveva revocato l’obbligo di dimora alla luce del loro «ruolo marginale» nell’inchiesta. Con il riesame di domani si chiude una prima fase dell’inchiesta che, soprattutto dopo le prime ammissioni degli indagati, sta facendo tremare il mondo dell’imprenditoria e della politica. Molti degli indagati hanno deciso di farsi ascoltare dal sostituto procuratore Paola Tonini che ha coordinato la Guardia di finanza in questa delicatissima inchiesta. L’ultimo in ordine di tempo è stato Mario Boscolo Bacheto che aveva presentato ai giudici un breve memoriale in cui spiega che doveva pagare i vertici del Consorzio Venezia Nuova (600 mila euro in due anni secondo la contabilità nera scoperta dalla Guardia di finanza) per riuscire a lavorare e poter così partecipare agli appalti del Mose, altrimenti la sua impresa sarebbe rimasta fuori, finita nel libro nero di Giovanni Mazzacurati. Come era capitato quando c’era da spartirsi le partecipazioni al Consorzio della Furlanis, della Maltauro e della Del Favero, ditte che lasciavano. Boscolo Bacheto voleva acqusirle, ma Mazzacurati si affidò ad altri. (m.pi.)

 

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