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Gazzettino – Marghera. Alles, il Tar stoppa l’ampliamento

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

ago

2013

MARGHERA – L’impianto dovrebbe consentire ad Alles di trattare e smaltire anche rifiuti pericolosi

Bloccata la discarica dei veleni

Il Tar accoglie la richiesta di sospensiva del Comune contro la delibera regionale di ampliamento

MARGHERA – Secondo i giudici «le richieste di modifica hanno un aspetto sostanziale»

Accolta la richiesta di sospensiva della delibera regionale presentata da Comune e Provinci

IL PROGETTO DI REVAMPING – Da 100 a 180mila tonnellate di rifiuti

La Regione aveva consentito ad Alles di trattare, smaltire o stoccare 180mila tonnellate di rifiuti annui al posto delle attuali 100mila, e di aumentare la tipologia di rifiuti da 20 a 70

Sull’impianto Alles di Porto Marghera, il Comune si aggiudica il primo round. Con una ordinanza di sospensione dell’efficacia del provvedimento, datata 1 agosto ma resa nota solo ieri mattina, i giudici della terza sezione del Tar Giuseppe Di Nunzio, Riccardo Savoia e Stefano Mielli hanno accolto in via cautelare l’impugnazione di Ca’Farsetti della delibera della Giunta regionale 448/2013, che autorizzava il «Revamping dell’impianto di Alles di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi».
Con questo documento del 10 aprile, Palazzo Balbi consentiva all’Azienda lavori lagunari escavo smaltimenti Spa di trattare, smaltire o stoccare 180mila tonnellate di rifiuti annui al posto delle attuali 100mila, e di aumentare la tipologia di rifiuti da 20 a 70 (di cui 24 di riciclo). Decisione contestata dall’Amministrazione comunale e in particolare dall’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, preoccupato che Porto Marghera potesse diventare in questo modo «la pattumiera dei rifiuti tossici e nocivi di tutta Italia, se non d’Europa». Insieme all’Amministrazione e al Consiglio provinciale (si è unito al ricorso anche il Comune di Mira), che aveva espresso parere negativo al progetto, alle organizzazioni ambientaliste e a numerosi residenti della zona.
Il Tar si è dichiarato a favore del Comune perché il suo ricorso «presenta elementi di fondatezza», dovuti al fatto che le modifiche di Alles «hanno carattere sostanziale: un diverso impianto che tratterà tipologie di rifiuti diverse da quelle già autorizzate, con l’utilizzo di differenti tecnologie e nuovi impianti da realizzare». Sospendendo gli effetti della delibera regionale fino alla trattazione della causa vera e propria, «presumibilmente in una delle udienze pubbliche del secondo semestre 2014».
Soddisfatto l’assessore Bettin. Che ha ricordato come il Tar avesse già diffidato l’Azienda dal realizzare «interventi che interferiscano con le matrici ambientali fino all’approvazione del progetto di bonifica, che non è ancora avvenuto». Sottolineando che i «tempi fissati per il giudizio di merito, almeno un anno o più, dimostrano l’insufficienza e l’assenza di riscontri risolutivi del progetto così come è stato presentato, della delibera e ancora prima del parere della Commissione regionale Via».
Secondo l’assessore, «l’ordinanza comincia a ristabilire il giusto ordine delle cose. Mentre rimane aperta la questione più grave, cioè l’insopportabile violazione di sovranità con la quale la Commissione Via, allo scopo di autorizzare un impianto di tal fatta, ha voluto cambiare d’imperio il Piano regolatore di Porto Marghera, calpestando l’autorità del Comune di Venezia. A norma di legge, ma soprattutto in forza di una prepotente modalità di formazione e composizione della stessa».
Non meno soddisfatti per la sospensiva del Tar, la Provincia e il Comune di Mira, «intervenuti costituendosi con le rispettive avvocature per sostenere le ragioni del Comune di Venezia e scongiurare l’avvio di un impianto a forte rischio ambientale e pericoloso per la salute».

 

BETTIN SODDISFATTO   «Ma rimane la violazione di sovranità della Via»

LE REAZIONI   «Bene, ma è soltanto il primo passo: ora serve il “no” definitivo»

Il primo round su Alles è vinto. Ma molto resta da fare per impedire il potenziamento dell’impianto della Alles a Porto Marghera. «La questione non è affatto conclusa. Perciò – commenta il presidente della Municipalitá, Flavio Dal Corso – continueremo ad opporci a tale autorizzazione e soprattutto all’idea che il territorio di Marghera e Malcontenta possa ridiventare, come alcuni decenni fa, il polo d’attrazione da tutto il Veneto, e non solo, per tutte le attività pericolose e inquinanti e, quindi, riproponendo di fatto Porto Marghera come localizzazione della filiera produttiva dei rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi».

Grande soddisfazione viene espressa da Roberto Trevisan, portavoce dell’Assemblea permanente dei cittadini contro il rischio chimico. «La sospensione della delibera della Giunta regionale é un primo atto positivo – scrive in una nota Trevisan – che conferma la giustezza delle ragioni dei tanti cittadini preoccupati per le ricadute sull’ambiente e sulla salute del progetto Alles. Se la sospensione congela i lavori di ampliamento dell’impianto, adesso richiediamo con più forza che la sentenza definitiva, dopo l’estate, chiuda per sempre con questo pericolosissimo progetto».

Parlano di un “buon segnale” Pietrangelo Pettenò e Sebastiano Bonzio, rispettivamente consiglieri regionale e comunale della Federazione della Sinistra Veneta che si domandano «come possa la Giunta Zaia ostinarsi nella difesa di un progetto che, dopo aver ricevuto stroncatura unanime da parte di Comune, Provincia e dallo stesso Consiglio regionale, si avvia ad essere demolito in sede giudiziale». Di qui l’appello alla Giunta Zaia a prendere «atto che il progetto Alles SpA è un morto che cammina» e «sottraendosi a questo rosario di pessime figure» a rivedere la propria decisione.

Molto positivo il commento del segretario del Partito Democratico di Marghera Tonino Cossidente: «È una vittoria di Marghera e – commenta – di tutti coloro che si sono mobilitati contro questo atto sconsiderato e privo di una valutazione obiettiva da parte della Commissione Via regionale e della stessa Giunta Zaia».

Giacinta Gimma

 

L’AD DELL’AZIENDA    «Aspettiamo di leggere le motivazioni»

«Rispetto per il lavoro dei giudici. Nel rispetto anche degli obblighi nei confronti dei nostri collaboratori» (16 lavoratori diretti, e 43 riconducibili all’attività della società). Improntato alla cautela il commento di Guerrino Cravin all’ordinanza di sospensione del provvedimento regionale: «Non possiamo che rispettare la decisione assunta dal Tar – ha detto l’amministratore delegato di Alles – Attendiamo di leggere l’ordinanza prima di esprimere qualsiasi tipo di valutazione sulle motivazioni che hanno portato a questa scelta difforme rispetto all’articolato iter approvativo. Che, da parte nostra, ritenevamo rispettoso di tutte le normative».
Cravin ha concluso sottolineando che per il futuro di Alles e dei suoi dipendenti, «la valutazione finale sarà un passaggio fondamentale». E allegando alla dichiarazione la scheda tecnica del progetto di «restyling migliorativo» degli impianti, per il recupero e lo stoccaggio da uno a 4 mesi di rifiuti, «il cui bacino di adduzione è strettamente contermine ai confini del Veneto, dal momento che i costi di trasporto e di trattamento renderebbero altre soluzioni non praticabili». E dove «delle 70 tipologie di rifiuti previste e compatibili con quelle già trattate, 14 sono classificate pericolose». (v.m.c.)

 

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